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Sponsalia ad Acquaviva Picena 2027 - Rievocazione storica del matrimonio medievale del 1234

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Si tiene
Primo Venerdi di Agosto — quest'anno 6 agosto 2027
Dove Acquaviva Picena, Acquaviva Picena

Fonte: sponsalia.com, letta il 19/09/2026.

Sponsalia si tiene ad Acquaviva Picena, in provincia di Ascoli Piceno, all'inizio di agosto, e rievoca il matrimonio fra Forasteria degli Acquaviva e Rainaldo dei Brunforte, celebrato ad Acquaviva Picena nel 1234. Il venerdì sfila il solenne corteggio storico, con oltre 400 figuranti in abito duecentesco, e si celebra il matrimonio; poi i rioni Aquila e Civetta si sfidano nei giochi storici per il drappo, e la domenica sera, dentro la Fortezza, si tiene il banchetto nuziale medievale, che si chiude con la simulazione dell'incendio della fortezza. La rievocazione è organizzata dall'Associazione Palio del Duca dal 1988.

Le nozze che si rifanno ogni agosto

La manifestazione ha per oggetto la rievocazione del matrimonio tra Forasteria di Acquaviva (dei duchi Acquaviva di Atri) e Rainaldo di Brunforte; il matrimonio fu celebrato ad Acquaviva Picena nel 1234.

Forasteria era figlia di Rinaldo degli Acquaviva detto il «Grosso», e venne data in sposa a Rainaldo dei Brunforte, Signore di Mogliano, figlio di Bonconte nipote di Fidesmino di Brunforte, Signore di Sarnano e Vicario di Federico II.

Un matrimonio che serviva all'imperatore

Per la famiglia degli Acquaviva fu un ottimo e lungimirante matrimonio, poiché dava modo a Federico II, molto legato ai Brunforte, di rafforzare la sua presenza nel Piceno.

Il giovedì, il venerdì, la domenica

La manifestazione inizia la sera del giovedì antecedente il primo venerdì di agosto con l'allestimento delle botteghe e delle locande medievali, e questa prima parte si svolge in Piazza del Forte. La rievocazione è suddivisa in tre giorni: il primo venerdì di agosto, il giovedì antecedente e la domenica successiva.

Il venerdì si svolge il solenne corteggio storico, composto da oltre 400 figuranti in abiti duecenteschi, appositamente realizzati per l'occasione e tutti di proprietà dell'Associazione Palio del Duca. Il corteo si conclude con la celebrazione del matrimonio, mentre la prima serata mette in scena l'incontro e la promessa tra i due giovani sposi.

Ci sono poi il mercato medievale e l'accampamento militare, con artigiani, mestieri antichi e vita d'accampamento ai Giardini De André, e i Ludi di Sponsalia, un pomeriggio dedicato a teatro, artisti di strada, falconeria e attività per bambini.

Aquila contro Civetta

Al termine del rito del matrimonio iniziano i giochi medievali, e la sfida si tiene in Piazza del Forte tra tamburi e sbandieratori.

Le prove sono quattro: corsa con i sacchi, taglio del tronco con segone, corsa con le pajarole (o paiarole, cesti dell'artigianato tipico acquavivano, realizzati a mano con paglia e vimini), tiro alla fune con la ruota del duca. Nella corsa delle pajarole le coppie di atleti devono trasportare il grano con attrezzi agricoli del passato; il taglio del tronco è una prova di forza che richiama l'antico lavoro dei boscaioli.

Al rione vincitore va in premio un drappo, che ogni anno è dipinto da un artista scelto dall'associazione, benedetto durante il corteo e assunto come simbolo non solo della forza fisica, ma anche dell'onore e dell'identità del rione.

Per la conquista del drappo sono stati necessari ben sette tiri alla fune con la Ruota del Duca, un episodio straordinario e senza precedenti nelle numerose edizioni della manifestazione.

Il banchetto nuziale dentro la Rocca

La sera della domenica si svolge il banchetto nuziale medievale, all'interno della Fortezza Acquaviva, la Rocca del XII secolo, e più precisamente nella corte centrale della fortezza.

Gli ospiti prendono posto attorno a tavolate circolari, mentre gli sposi e i genitori siedono in posizione d'onore, rievocando fedelmente le usanze del XIII secolo, tra stoviglie rustiche in terracotta e legno, brocche colme d'acqua e petali di rose distribuiti dalle ancelle, con l'assaggiatore di corte che garantisce la sicurezza dei piatti. Le portate arrivano su piatti in foglie di palma e vengono servite da camerieri in abito d'epoca.

La fortezza viene illuminata solo da fiaccole, e tra una portata e l'altra musicisti, ballerini, giocolieri e mangiafuoco intrattengono i commensali.

Che cosa si mangia

Le pietanze sono ricostruite da ricette del Duecento, e l'elenco va dalla cacciannanza al formaggio di fossa, dalla padellaccia di maiale al vino cotto, fino ai tradizionali biscotti di Forastéria.

Il banchetto è stato preparato dallo chef Emidio Mistretta; a curarlo è stato anche il ristorante «Dimora di Bacco».

La fortezza che brucia

Al termine del banchetto ha luogo la simulazione dell'incendio della fortezza: grazie a giochi pirotecnici accuratamente studiati, la fortezza sembra davvero prendere fuoco, in uno spettacolo pirotecnico che chiude la manifestazione.

Dal 1988, e con due riconoscimenti

Dal 1988 è appunto l'Associazione Palio del Duca che organizza la spettacolare rievocazione storica, e il lavoro comincia mesi prima: dall'organizzazione del corteo storico alla scelta degli abiti, fino all'assegnazione dei ruoli di Forasteria e Rainaldo. L'edizione in arrivo è la trentanovesima.

I riconoscimenti sono due. Il valore e il richiamo che l'evento ha acquisito nel corso del tempo sono stati premiati il 7 febbraio del 2008 dall'allora Amministrazione, che con la delibera n. 2 gli ha conferito il titolo di patrimonio culturale immateriale. Sponsalia è riconosciuta dalla Regione Marche e dichiarata Patrimonio Immateriale della Repubblica Italiana.

L'associazione ha pubblicato i due volumi «Acquaviva e Sponsalia. Dai documenti alla storia», dedicati a questa rievocazione storica.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa ad Acquaviva Picena richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di San Benedetto del Tronto, a 7,7 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di San Benedetto del Tronto, e il tragitto è di 11 chilometri per 15 minuti di guida.

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