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Le zucche-lanterna dei morti in Italia: come si chiamavano e a che servivano

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Le zucche intagliate esistevano in Italia molto prima di Halloween, e avevano nomi propri: lumere in tutto il Nord, Beccamorta nel Lazio, Mortesecca in Toscana, sa conca e mortu in Barbagia, cioè «la testa del morto». Servivano a far luce alle anime dei defunti.

Si mettevano vicino alle chiese, ai cimiteri e lungo i sentieri di campagna.

I nomi, regione per regione

Come si facevano

Il procedimento è quello che tutti conoscono, ed è documentato in Italia da molto prima che la zucca di Halloween arrivasse: le famiglie contadine svuotavano la zucca, la intagliavano ricavando occhi, naso e bocca, e vi inserivano una candela o un tizzone ardente.

In Toscana la zucca veniva preparata già fra agosto e ottobre; in alcune zone si cominciava a fine settembre, e le lanterne restavano in uso addirittura fino all'Epifania.

A che cosa servivano

Le funzioni documentate sono tre, e convivono.

Far luce ai morti. È la ragione più antica: le lumere venivano poste vicino alle chiese e ai cimiteri per indicare alle anime dei defunti la strada. In alcune zone si mettevano sulle finestre o lungo i sentieri. L'uso è durato a lungo: fino alla Seconda guerra mondiale.

Accompagnare la questua. Bambini e ragazzi le portavano in giro di casa in casa durante il giro dei morti. A Serramonacesca, in Abruzzo, i bambini uscivano il 31 ottobre e il 1° novembre con la zucca a mo' di lanterna, e alla domanda su chi fossero rispondevano: «L'anime de le morte».

Spaventare. In Toscana la testa illuminata veniva messa sui muretti, in orto o in giardino, e vestita con stracci o con un abito vero per simulare un corpo: serviva a spaventare chi passava dopo il tramonto. In Sardegna le zucche intagliate servivano a intimorire i ragazzi, e in diverse zone il tono era apertamente goliardico.

Quando si accendevano

La data non è ovunque il 31 ottobre.

Le filastrocche

Il giro con la zucca aveva le sue formule. In Toscana si recitava «Mortesecca rimbombona ha impegnato la corona»; in Sardegna i giovani percorrevano le vie del paese con le zucche intagliate a teschio e bussavano alle porte recitando una filastrocca che chiedeva dolciumi, cibarie o denari.

Che cosa erano davvero

Le lumere erano un collegamento fra il mondo visibile e quello invisibile: una lanterna che segnala ai morti dove sono le case dei vivi e la strada per tornare.

Attorno a quella funzione se ne sono aggiunte altre due, che con il tempo hanno preso il sopravvento: l'ornamento e lo scherzo. È lo stesso percorso che ha fatto la zucca americana, arrivata molto dopo in un Paese che le sue zucche illuminate ce le aveva già, dalla Liguria alla Barbagia.

Domande frequenti

Come si chiamavano le zucche intagliate in Italia?

Lumere o Lümere in tutto il Nord, dalla Liguria al Friuli; lumazze in area padana; Beccamorta o la morta nel Lazio; Mortesecca e Zozzo in Toscana; u cuòcculu du mùartu in Calabria; sa conca e mortu, la testa del morto, in Barbagia.

A che cosa servivano?

A far luce alle anime dei defunti: si mettevano vicino a chiese e cimiteri, sulle finestre o lungo i sentieri. Servivano anche ad accompagnare la questua dei bambini di casa in casa e, in Toscana, a spaventare i passanti.

Quando si accendevano?

Fra la vigilia di Ognissanti e il 2 novembre nella maggior parte d'Italia; in Toscana dall'equinozio d'autunno; in Sardegna anche nella notte di Sant'Andrea, il 30 novembre; a Ortucchio la vigilia di San Martino.

Fino a quando è durata l'usanza?

L'uso delle lanterne vicino ai cimiteri e alle chiese è documentato fino alla Seconda guerra mondiale, e in Sardegna la tradizione è ancora viva.

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