O Prim'ommo a Serino - Il pennacchio dei carabinieri e i campanelli di ottone
'O Prim'Ommo è il capofila della Mascarata, il carnevale di Serino, in provincia di Avellino, in Campania, che si tiene fra febbraio e marzo. «Apre la cosiddetta fila dei belli e ne comanda il ballo», a ritmo di una musica incalzante «ispirata alla Tarantella Rossiniana», e si riconosce dal pennacchio dei carabinieri, rosso e blu, sul cappello di fiori e nastri, e dai campanelli di ottone appuntati sul panciotto.
Il pennacchio che dice «comando»
Sul cappello, sopra i fiori e i nastri, porta «il pennacchio dei carabinieri, rosso e blu», che «vuole rappresentare il simbolo del comando, in quanto 'O Prim'Ommo comanda il ballo della Mascarata».
Il cappello, che qui si chiama «Cappiello», «si compone di fiori e nastri colorati che rappresentano l'arrivo della primavera», oltre a essere «il simbolo per eccellenza del matrimonio» — e il matrimonio è il tema principe della Mascarata serinese.
Ciondoli d'oro per un matrimonio fecondo
Porta pantaloni alla zuava «in velluto rigato con dei fiocchi tricolore all'altezza del ginocchio» e un panciotto di velluto rosso «adornato di ciondoli, catenine d'oro»: servono «a rappresentare l'abbondanza e l'augurio che il matrimonio sia un matrimonio fecondo e vissuto sempre nell'abbondanza».
Sullo stesso panciotto ci sono poi i campanelli di ottone, che «secondo una tradizione antichissima servivano ad allontanare gli spiriti maligni».
Anche gli altri «belli» del corteo hanno un abito simile — grande cappello di fiori di carta con i nastri, camicia bianca, gilet rosso («'a cammisola») con appuntati «numerosi ninnoli augurali, 'e cimmeraglie: cornetti, ciondoli, campanelli», pantaloni alla zuava rossi o verdi — su una dominante di rosso, verde e bianco.
Un abito che somiglia a quello dei Beuffon di Courmayeur
«Le sue origini sono incerte». Secondo una tradizione orale «le prime figure dei Prim'Ommi comparvero a Serino agli inizi del '900, precisamente al casale Buonuomini», là dove — sempre secondo la tradizione orale — sarebbe nata la Mascarata stessa. Il rituale carnevalesco viene organizzato «nelle frazioni di S. Biagio, Rivottoli, Canale e Ferrari come anche nei paesi vicini di S. Lucia e San Michele di Serino».
«La sorprendente somiglianza con l'abito dei Beuffon de Courmayeur, simile in tutto e per tutto al nostro, ci lascia immaginare che la maschera del 'O Prim'Ommo fosse stata portata a Serino dai compaesani emigrati in Svizzera o in Francia».
Che cosa apre, esattamente
La Mascarata è «un corteo processionale accompagnato da una tarantella... che ripropone in forme carnevalesche un corteo nuziale», con le maschere «legate tra loro da nastri colorati» e «tutte impersonate da uomini o ragazzi».
Dietro di lui vengono gli altri belli, le pacchiane, il Pulcinella che chiude, e fuori dal corteo si muovono i brutti che lo disturbano, la vecchia 'o carnevale, la zingara e l'impacchiatrice. La musica che detta il passo la suona una banda «composta da clarino, tromba, trombone, sassofono, piatti, grancassa e rullante», e quella tarantella «sembra derivare da forme coreutiche e musicali di primo Ottocento»: viene definita localmente «rossiniana», e «il riferimento a Gioachino Rossini e al Barbiere di Siviglia è evidente anche nella maschera dei barbieri», «un gruppo carnevalesco composto da numerosi giovani vestiti con camici bianchi e incappucciati che accompagnano la mascarata con giganteschi attrezzi da barbiere».
Protagonisti del corteo restano gli sposi, anch'essi uomini, «scelti in base a particolari caratteristiche fisiche»: mettono in scena «esilaranti duetti comici improvvisati», e lo sposo esibisce «'a scaletta», «una grande scala di legno retraibile che lancia in alto durante il ballo, con la quale raggiunge le finestre più alte per una questua di finanziamento della mascarata», mentre la sposa regala mazzi di mimose ai passanti «che in cambio offrono un obolo».