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Chi è lo Zanni, il servo da cui nasce Arlecchino

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Lo Zanni è il servo bergamasco della commedia padana, nato nella seconda metà del Quattrocento: un facchino poverissimo e ignorante, sceso a Venezia dalle valli in cerca di lavoro. Da lui discende Arlecchino, che nel gergo del teatro viene chiamato «il secondo Zanni».

Il nome è la versione veneta di Gianni.

Chi era

Lo Zanni incarnò un villano o facchino poverissimo e ignorantissimo, originario delle campagne bergamasche. Era rozzo, sguaiato, tonto, con una parlata rude, aspra e cadenzata.

La sua funzione comica era precisa: satirizzare il villano che si trasferisce in città. È il contadino che arriva in una società che non conosce, e ne sbaglia tutte le regole.

Nelle testimonianze iconografiche più antiche è il servo di Pantalone: il rapporto padrone-servo è il nucleo attorno a cui ruota tutta la commedia.

Perché bergamasco

C'è una ragione storica dietro la scelta. A metà del Quattrocento molti bergamaschi delle valli emigrarono a Venezia in cerca di fortuna, e finirono a fare i servitori e i facchini: è da quella presenza che nasce la maschera.

La tradizione teatrale indica Oneta, nella val Brembana, come patria dei primi Zanni e poi di Arlecchino.

Il nome

Zanni è la forma veneta di Gianni, diminutivo di Giovanni, e il nome era diffusissimo nel contado veneto-lombardo da cui provenivano i servitori veneziani. Nel Cinquecento, a Venezia, «Giovanni» si applicava genericamente a servi e manovali: chiamare qualcuno Zanni equivaleva a dirgli «servo».

Alcuni attori se ne appropriarono, usandolo insieme al proprio nome — come Alberto Naselli, che si faceva chiamare Zan Ganassa.

Il costume

L'abito è quello del contadino, e resta riconoscibile:

Su quelle due punte c'è un dettaglio che spiega molto: nella Raccolta Fossard lo Zanni è chiamato «Zany Corneto», e il corno sulla maschera è un residuo dell'origine diabolica degli zanni. Le maschere di questi personaggi derivano da una stilizzazione della maschera del demonio.

I due Zanni

Con l'affermarsi della Commedia dell'Arte il personaggio si sdoppia:

Entrambi conservano il costume bianco e ampio dell'antenato, e la stessa divisione si ritrova sulla scena dei burattini.

Come nasce Arlecchino

La maschera bergamasca è la discendente diretta dello Zanni, e ne eredita due cose: la maschera demoniaca e la tunica larga del contadino veneto-bergamasco. Su quel fondo si innesta un'altra tradizione: la maschera nasce dalla contaminazione fra lo Zanni bergamasco e le tradizioni francesi.

Anche il nome viene da lì. Si fa derivare da Hellequin, un diavolo comico medievale francese, con una radice germanica e infernale: Hölle König, «re dell'inferno», passato per Helleking e poi Harlequin.

Le date

Domande frequenti

Chi è lo Zanni?

Il servo della Commedia dell'Arte: un villano o facchino poverissimo delle campagne bergamasche, formatosi nella seconda metà del Quattrocento nelle compagnie comiche della Valle Padana.

Perché si chiama così?

Perché Zanni è la forma veneta di Gianni, diminutivo di Giovanni: nel Cinquecento a Venezia quel nome si applicava ai servi e ai manovali, molti dei quali venivano dalle valli bergamasche.

Che differenza c'è fra Brighella e Arlecchino?

Sono i due Zanni in cui il personaggio si è sdoppiato: Brighella è il primo Zanni, quello furbo; Arlecchino è il secondo Zanni, quello sciocco.

Chi ha creato Arlecchino?

Il ruolo fu introdotto da Alberto Naselli, detto Zan Ganassa, fra il 1574 e il 1584; fu poi Tristano Martinelli a fissarne la forma a Parigi, aggiungendo le toppe variopinte al costume.

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