Chi è lo Zanni, il servo da cui nasce Arlecchino
Lo Zanni è il servo bergamasco della commedia padana, nato nella seconda metà del Quattrocento: un facchino poverissimo e ignorante, sceso a Venezia dalle valli in cerca di lavoro. Da lui discende Arlecchino, che nel gergo del teatro viene chiamato «il secondo Zanni».
Il nome è la versione veneta di Gianni.
Chi era
Lo Zanni incarnò un villano o facchino poverissimo e ignorantissimo, originario delle campagne bergamasche. Era rozzo, sguaiato, tonto, con una parlata rude, aspra e cadenzata.
La sua funzione comica era precisa: satirizzare il villano che si trasferisce in città. È il contadino che arriva in una società che non conosce, e ne sbaglia tutte le regole.
Nelle testimonianze iconografiche più antiche è il servo di Pantalone: il rapporto padrone-servo è il nucleo attorno a cui ruota tutta la commedia.
Perché bergamasco
C'è una ragione storica dietro la scelta. A metà del Quattrocento molti bergamaschi delle valli emigrarono a Venezia in cerca di fortuna, e finirono a fare i servitori e i facchini: è da quella presenza che nasce la maschera.
La tradizione teatrale indica Oneta, nella val Brembana, come patria dei primi Zanni e poi di Arlecchino.
Il nome
Zanni è la forma veneta di Gianni, diminutivo di Giovanni, e il nome era diffusissimo nel contado veneto-lombardo da cui provenivano i servitori veneziani. Nel Cinquecento, a Venezia, «Giovanni» si applicava genericamente a servi e manovali: chiamare qualcuno Zanni equivaleva a dirgli «servo».
Alcuni attori se ne appropriarono, usandolo insieme al proprio nome — come Alberto Naselli, che si faceva chiamare Zan Ganassa.
Il costume
L'abito è quello del contadino, e resta riconoscibile:
- camicia bianca, legata in vita con una corda;
- larghi pantaloni bianchi;
- sul fianco sinistro prima una borsa, poi un bastoncino corto;
- un copricapo che in origine aveva due punte.
Su quelle due punte c'è un dettaglio che spiega molto: nella Raccolta Fossard lo Zanni è chiamato «Zany Corneto», e il corno sulla maschera è un residuo dell'origine diabolica degli zanni. Le maschere di questi personaggi derivano da una stilizzazione della maschera del demonio.
I due Zanni
Con l'affermarsi della Commedia dell'Arte il personaggio si sdoppia:
- il primo Zanni, furbo, da cui viene Brighella;
- il secondo Zanni, sciocco, da cui viene Arlecchino.
Entrambi conservano il costume bianco e ampio dell'antenato, e la stessa divisione si ritrova sulla scena dei burattini.
Come nasce Arlecchino
La maschera bergamasca è la discendente diretta dello Zanni, e ne eredita due cose: la maschera demoniaca e la tunica larga del contadino veneto-bergamasco. Su quel fondo si innesta un'altra tradizione: la maschera nasce dalla contaminazione fra lo Zanni bergamasco e le tradizioni francesi.
Anche il nome viene da lì. Si fa derivare da Hellequin, un diavolo comico medievale francese, con una radice germanica e infernale: Hölle König, «re dell'inferno», passato per Helleking e poi Harlequin.
Le date
- Seconda metà del XVI secolo. Lo Zanni passa nella Commedia dell'Arte come uno dei personaggi fondamentali, il servo.
- Fra il 1574 e il 1584. Alberto Naselli, detto Zan Ganassa, introduce il ruolo di Arlecchino in Francia e forse in Spagna: con lui comincia la carriera teatrale della maschera.
- 1584. Il nome compare in un documento pubblicato a Parigi: il Prologo a Fiammella di Bartolomeo Rossi, dove «Arlequin» è citato insieme a «Pedrolino».
- 1584-1585. Tristano Martinelli — nato il 7 aprile 1557 a Marcaria, nel Mantovano — popolarizza il personaggio a Parigi. È lui a trasformare lo Zanni in Arlecchino: aggiunge le toppe variopinte al costume e costruisce un personaggio dal fascino diabolico.
- 1630. Dopo la morte di Martinelli, Arlecchino diventa un personaggio fisso del repertorio.
Domande frequenti
Chi è lo Zanni?
Il servo della Commedia dell'Arte: un villano o facchino poverissimo delle campagne bergamasche, formatosi nella seconda metà del Quattrocento nelle compagnie comiche della Valle Padana.
Perché si chiama così?
Perché Zanni è la forma veneta di Gianni, diminutivo di Giovanni: nel Cinquecento a Venezia quel nome si applicava ai servi e ai manovali, molti dei quali venivano dalle valli bergamasche.
Che differenza c'è fra Brighella e Arlecchino?
Sono i due Zanni in cui il personaggio si è sdoppiato: Brighella è il primo Zanni, quello furbo; Arlecchino è il secondo Zanni, quello sciocco.
Chi ha creato Arlecchino?
Il ruolo fu introdotto da Alberto Naselli, detto Zan Ganassa, fra il 1574 e il 1584; fu poi Tristano Martinelli a fissarne la forma a Parigi, aggiungendo le toppe variopinte al costume.