El Marchexe de Mantoa a Mantova - Il marchese preso scalzo e in camicia mentre scappava dalla finestra
El Marchexe de Mantoa è una maschera di Mantova, in Lombardia, che si mostra fra febbraio e marzo, e rappresenta Francesco II Gonzaga, IV marchese di Mantova. Il costume è quello della nobiltà rinascimentale: abito grigio azzurro, mantello corto bordato di pelliccia, perle e pietre preziose. Il nome viene dalla cattura del marchese a Isola della Scala nel 1509, quando fu preso scalzo e in camicia mentre scappava da un casolare.
Il marchese, e le sue due date
Francesco II Gonzaga nacque a Mantova il 10 agosto 1466 e vi morì il 29 marzo 1519, e si distinse per attività militari e diplomazia durante il Rinascimento. Il suo governo ha due date precise: fu Marchese di Mantova, con incarico dal 14 luglio 1484 al 29 marzo 1519, e nel mezzo c'è il matrimonio che legò due corti — il 12 febbraio 1490 sposò Isabella d'Este, figlia di Ercole I d'Este, duca di Ferrara.
Grigio azzurro, pelliccia e pietre preziose
Il costume segue il rango: la maschera indossa l'abito della nobiltà del tempo — primo rinascimento, 1500 — e il costume è rispettoso dell'alto lignaggio del personaggio. I pezzi sono elencati uno per uno: di colore grigio azzurro, con il copricapo dello stesso tessuto e un mantello corto e smanicato di colore marrone chiaro, bordato di pelliccia, e a completare l'insieme perle e pietre preziose ne abbelliscono la linea e il modello sartoriale.
Il condottiero, e la notte in cui finì male
Il marchese fu prima di tutto un uomo d'arme: partecipò come comandante delle truppe collegate alla battaglia di Fornovo del 6 luglio 1495.
Quattordici anni dopo arriva l'episodio che dà il nome al gruppo che porta la maschera, e vale la pena leggerlo per intero: l'8 agosto, mentre tentava di conquistare Legnago, nel veronese, assieme a Ludovico I Pico, venne catturato a Isola della Scala da quattro contadini veronesi mentre, nascosto in un casolare, tentava di scappare per la finestra scalzo e in camicia.
Non fu una prigionia breve. Egli fu liberato dopo quasi un anno di prigionia — il 14 luglio 1510 — grazie anche all'intervento diplomatico della moglie, e il prezzo lo pagò la famiglia: dovette consegnare come pegno di fedeltà il piccolo figlio Federico, che soggiornò così presso la corte papale. La fine arrivò nove anni dopo: morì di sifilide nel suo Palazzo di San Sebastiano a Mantova il 29 marzo 1519.
L'imboscata che dà il nome al gruppo
Chi tiene viva la maschera prende il nome da quel fatto d'arme e lo mette in cifra: l'associazione si chiama «1509 L'Imboscata; cultura, memoria, territorio».
Quel che si rievoca è appunto la disavventura del marchese: la rievocazione «Erbè 1509, l'imboscata» racconta la cattura di Francesco Gonzaga, marito di Isabella d'Este, da parte dei veneziani che lo rinchiudono alla Torresella, il matrimonio della figlia Eleonora con il nipote di Giulio secondo, e la liberazione del Marchese.
La rievocazione si tiene a Erbè, in provincia di Verona — sul territorio dove il marchese fu catturato — mentre la maschera è riconosciuta dal Comune di Mantova, la città del personaggio.