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Margì a Bergamo - La sporta piena di tutto e il quattro di spade

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Margì è la maschera di Bergamo, in Lombardia, e si mostra nei giorni di carnevale, fra febbraio e marzo. Delle maschere bergamasche è quella che porta qualcosa in mano. Non abbandona mai la sua “sporta” — la borsa — con dentro di tutto, ed è la prima cosa che si nota del suo costume, insieme alle scarpe pesanti. È la moglie di Giopì, contadina ed energica, l'unica che riesce a contenere e controllare il marito, ed è raffigurata al centro del quattro di spade nel mazzo di carte “Masenghini”.

Nasce in baracca ed è la moglie di Giopì

L'origine, nel racconto che se ne fa, è di una riga: «Margì nasce in baracca, è la moglie di Giopì». Da lì in poi la sua storia corre attaccata a quella del marito, tanto che «insieme a lui diventa rappresentante della città di Bergamo».

Il nome è un vezzeggiativo: Margì è «affettuosa derivazione di Marietta». E il posto che occupa non è un posto qualsiasi nel repertorio locale: fra le tante maschere, quelle che nella tradizione bergamasca «occupano un posto d'onore» sono Arlecchino, Brighella, Gioppino – con la moglie Margì – e Mezzettino.

L'unica che riesce a contenere Giopì

Il ritratto è tutto di verbi attivi: contadina, energica, gran lavoratrice, «ed è l'unica che riesce a contenere e controllare Giopì». È il primo tratto che si racconta di lei, prima ancora del costume.

La maschera rappresenta la tipica donna contadina, massaia e madre di famiglia, che «con premura, buonsenso ed energia bada al marito, ai figli e al parentado intero». E il marito è la parte più impegnativa del lavoro: ha il «compito» di tenerlo d'occhio, perché Gioppino è sì gran lavoratore, sincero e schietto, ma «corre il rischio di inciampare nei guai per colpa di amici poco sinceri e di furbi mercanti, pronti a imbrogliare il buon Gioppino».

Il legame, per quel che riguarda lui, non è in discussione: Gioppino «si dichiara innamoratissimo» di Margì, e dalla loro relazione nasce Bortolì.

Verde bordato di rosso, e le calze a righe

Il costume ripete i colori della coppia. Gonna verde bordata di rosso, camicia bianca, scialle rosso bordato di verde, calze a righe bianche e rosse, scarpe pesanti, e la sporta sempre al braccio.

C'è un particolare che la lega al marito più di ogni altro: anche Margì «presenta i gozzi», e la ragione che se ne dà è storica prima che comica — erano «frequenti nella popolazione della zona in quell'epoca».

Il gruppo folkloristico ispirato alle maschere di Bergamo veste Margì in una versione più recente: «camicia, mutandoni e grembiulino bianchi, il tutto guarnito con pizzo punteggiato da nastrini rossi, gonna di cotone molto ampia e fiorata con sottana bianca; cintura alta di velluto nero, scialle sulle spalle e fazzoletto in testa, tutti ricamati», e ai piedi «un paio di zoccoli di legno, calzatura tipica dei contadini lombardi».

Il quattro di spade

Margì non vive soltanto nei giorni di carnevale, ed è qui che si distingue da quasi tutte le altre maschere della regione: è protagonista di un gioco di carte tipicamente bergamasco, dove è raffigurata al centro del quattro di spade nel mazzo di carte “Masenghini”.

Non è una comparsa in un angolo della figura: nel quattro di spade sta al centro, ed è lì che la moglie di Giopì si guarda anche fuori dai giorni di carnevale.

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