Carnevale di Ascoli Piceno - lu Sfrigne con l'ombrello e le aringhe
Il Carnevale di Ascoli Piceno, nelle Marche, si apre il 17 gennaio, festa di Sant'Antonio Abate, e arriva al martedì grasso. Le sue due maschere storiche sono lu Sfrigne, il povero vestito di stracci con il grande ombrello a cui pendono le aringhe, e Buonumor Favorito, il re del Carnevale a cui il sindaco consegna le chiavi della città il giovedì grasso. Nelle serate di giovedì, domenica e martedì grasso piazza del Popolo diventa una gigantesca sala da ballo, e per le vie girano le macchiette, i cittadini mascherati che imitano in dialetto i personaggi della città.
Da sant'Antonio abate al martedì grasso
Il Carnevale di Ascoli Piceno è la tradizionale manifestazione in maschera che si tiene nella città marchigiana nel periodo compreso tra la ricorrenza di sant'Antonio abate e la Quaresima. L'apertura ufficiale cade ogni anno il 17 gennaio, festa di Sant'Antonio Abate, ideale spartiacque tra il periodo di rispetto natalizio e quello in cui, per dirla con sant'Agostino, «semel in anno licet insanire».
Fra il debutto e i giorni di festa ufficiali sono previsti alcuni appuntamenti rituali, come la domenica degli amici e la domenica dei parenti. Poi si entra nel vivo: la festa si tiene nei giorni del giovedì grasso, della domenica di carnevale e del martedì grasso, e dura quasi una settimana. Il giovedì grasso comincia ufficialmente con un gesto preciso: il sindaco consegna le chiavi della città al re del Carnevale, la maschera di Buonumor Favorito. È anche l'occasione in cui i nonni accompagnano i nipoti alla Festa della Fantasia.
Nelle serate di giovedì, domenica e martedì grasso piazza del Popolo, abbellita da eleganti lampadari fin de siècle, si trasforma in una gigantesca sala da ballo pronta ad accogliere danze e girotondi sfrenati fino all'alba; luminarie colorate vengono allestite un po' in tutto il centro storico, dove molti locali ospitano feste mascherate e veglioni a tema. La scelta della piazza è logica: è lo storico luogo d'incontro cittadino.
Un ombrello con le aringhe
La maschera tipica del Carnevale ascolano è lu Sfrigne, ed è la più antica della città: il nome è una voce dialettale traducibile con «lo strano». È la figura di un povero, vestito di stracci multicolori, che porta un grande ombrello aperto al quale sono appese aringhe puzzolenti, che offre alla gente tra battute e storielle popolari.
La maschera risale al 1840 ed è molto semplice, piena di rattoppi, con scarpe sfondate e un ombrello sgangherato da cui pendono due saracche e una sardina; l'unica forma di follia è la giacchetta sdrucita e indossata alla rovescia, comprese le maniche. Ne esce l'immagine di un poveruomo che ha almeno un momento di reazione, magari sulla scorta di qualche sorso in più di Rosso Piceno attinto da un fiasco che fa parte della maschera stessa.
Nel carnevale ascolano lu Sfrigne rappresenta la vera anima popolare: povero ma allegro, la fa da padrone e anima con ironia e festosa arguzia tutte le altre maschere. È una di quelle maschere di strada che garantiscono alla manifestazione la sua dimensione più esaltante e partecipata.
La trombetta di Buonumor Favorito
L'altra maschera storica della città ha un compito diverso: svegliare i passanti. Buonumor Favorito è un uomo come tutti gli altri, ma con la differenza che il suo apparire è gioia universale: agli squilli della sua trombetta tutti rispondono con evviva, grida e schiamazzi. Rappresenta una matta allegria, pacifica, buona e ordinata, fino a quando le copiose libagioni non lo turbano, e deriva dalla classica tipizzazione della maschera comica, quella dei servi sempliciotti e ingenui, lontani parenti degli Arlecchini e dei Pulcinella.
Anche il suo abito si descrive pezzo per pezzo: un cappello a quattro punte, l'abito a brache, il panciotto metà giallo e metà turchino, le calze una nera e una bianca, e una larga sciarpa rossa. Il personaggio ha un'origine raccontata: Favorito era un uomo che, cinque giorni prima della festa patronale di Sant'Emidio, usciva in sella a un ronzino bianco con la sua tromba, portando giubilo e il buon umore fra le vie della città, e il suo apparire annunziava baldoria.
Buonumor Favorito e lu Sfrigne sono entrati ufficialmente a far parte del Registro storico delle maschere italiane, a conferma della lunga tradizione della manifestazione cittadina. I loro abiti sono frutto di un'indagine attenta della moda del Settecento e di una riproduzione fedele.
Le macchiette che imitano il sindaco
Accanto alle due maschere ufficiali, la città si popola di gruppi mascherati e di tante maschere singole, comunemente dette macchiette. Sono singoli cittadini che, con pochi mezzi e tanta inventiva, si auto-organizzano con costumi e scenografie proprie e si esibiscono spesso nel dialetto locale. Di solito imitano personaggi celebri della realtà locale o nazionale, come un sindaco, un assessore, o noti politici, Presidenti del Consiglio o della Repubblica, oppure improvvisano facendo il verso a tipi umani ricorrenti: una sorta di radio-carnevale che diffonde storie e segreti irriferibili della città.
Nel territorio piceno il carnevale si svolge a terra, attraverso un continuo scambio di ruoli tra le maschere e gli spettatori, i quali diventano essi stessi protagonisti dell'azione scenica: proprio nella teatralità e nella capacità di coinvolgere gli spettatori sta l'unicità del Carnevale ascolano, e per questo si tende a identificarne l'ascendenza nella tradizione della commedia dell'arte, di cui queste maschere sono figlie.
Il concorso cittadino per i gruppi mascherati, istituito per la prima volta nel 1958, ammette candidati divisi in categorie sulla base del numero, selezionati la sera del martedì grasso da una giuria che premia l'idea più originale, i costumi migliori e il tema più divertente.
Ravioli di gallina e olive all'ascolana
Chi ama le pietanze salate può buttarsi sui ravioli di gallina incaciati, diffusi in tutto il Piceno, a base di carne di gallina, pecorino e parmigiano, oppure sulle più classiche olive all'ascolana. Per il dolce si sceglie tra i ravioli ripieni di castagne e le più diffuse frappe, zeppole o castagnole, tutte naturalmente fritte.
Il carnevale ascolano dialoga anche con quelli dei paesi vicini: in città sono stati ospitati quaranta tra i personaggi meno conosciuti dei Carnevali d'Italia, con una rappresentanza delle tradizioni carnascialesche picene — lu guazzarò di Offida, gli zanni di Acquasanta Terme e i moccoli di Castignano. Al teatro dei Filarmonici è stata presentata una ricerca per datare il carnevale ascolano, condotta in collaborazione con l'Archivio di Stato, che parte dalla maschera di Re Carnevale del 1872, prima testimonianza storica, e va a ritroso nel tempo.
Come arrivare alla festa
Partecipare a lu Sfrigne ad Ascoli Piceno è davvero semplice. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Ascoli Piceno a un passo dal centro, 2,8 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Ascoli Piceno, e da lì restano 1,9 chilometri e 3 minuti.
Eventi nei dintorni
Qui intorno, nello stesso periodo, si festeggia anche cosi'.
- Giostra della Quintana ad Ascoli Piceno — agosto
- Vlurd ad Offida — febbraio
- Festa del Crocifisso a Massignano — aprile