Mosciolino ad Ancona - Il ragazzo orfano vestito di cozze, alghe e reti
Mosciolino è la maschera del carnevale di Ancona, nelle Marche: un folletto del mare, ragazzino orfano vestito di moscioli, alghe e pezzi di rete da pesca. Fra le maschere italiane ha una data di nascita e un autore: è stato disegnato nel 1999 dall'illustratore anconetano Andrea Goroni, per un concorso indetto dall'associazione dei ristoratori della città. Da allora è diventato il simbolo del carnevale dorico, e nei giorni di festa è «uno dei più disegnati nelle scuole della città».
Il tema era «folletto», la risposta fu il mare
Il concorso chiedeva un folletto, e l'autore ha raccontato come ci è arrivato: «il tema di quel concorso era la figura del folletto, quindi lo immagino come dispettoso e anche un po' molesto, ma anche simpatico e a cui non si può non voler bene. Al folletto io ho abbinato la figura del mare».
La scelta di che cosa mettergli addosso è nata da un ragionamento sull'identità della città: «il personaggio doveva essere magico, come un folletto, e richiamare caratteristiche tipiche di Ancona. Ho pensato a ciò che ci contraddistingue, a ciò che abbiamo noi: i moscioli». Il mosciolo è la cozza selvatica «che viene raccolta nel tratto di mare tra Ancona e Sirolo», «il tipico mitile che cresce solo nella zona del Conero».
Il nome è stato deciso dalla gente: «la votazione popolare lo proclamò vincitore sia per la maschera sia per il nome di Mosciolino».
Un ragazzino che dorme sugli scogli
La storia che si racconta di lui è quella di un ragazzo senza famiglia. «Mosciolino è un ragazzino orfano, dedito alla pesca», che «non aveva una casa: dormiva sugli scogli, in riva al mare», e si sfamava con i moscioli — da cui il soprannome.
Il posto è preciso: «sembrava che fosse nato proprio lì, in mezzo ai bianchi scogli della spiaggia del Passetto, con il retino per la pesca dei frutti di mare in mano». Amico di tutta la fauna marina, portava addosso i segni del suo modo di vivere: i vestiti sbiaditi dal sole e «i capelli, pieni di sale, diventati durissimi, e se si guardava bene, tra le ciocche c'era sempre qualche alga».
Orecchie a punta e un mosciolo sul cappello
Il disegno originale lo descrive così: «orecchie a punta tipiche dei folletti e il naso all'insù», scarpe «quelle dei personaggi delle favole», e in testa «un cappello lungo color blu, sulla punta è attaccato un pesciolino rosso». Il costume ricorda il mare: «la maglia è blu con un motivo a onde bianche». In mano una canna da pesca «molto artigianale: è un ramo con attaccato un filo».
Poi il costume è cambiato. «Negli anni la maschera di Mosciolino è stata leggermente modificata. La casacca che indossa ora è decorata con alghe verdi, moscioli e pezzi di rete da pesca. Sulla punta del lungo cappello, al posto del pesciolino rosso, c'è un mosciolo. Non tiene più in mano la canna da pesca ma un retino.»
Il giorno in cui vinse senza essere mascherato
La favola che spiega perché è diventato la maschera di Ancona sta tutta in un equivoco. Un giorno Mosciolino, «attratto dalla musica e dai colori del Carnevalò», la festa di carnevale anconetana, arrivò in città e trovò tutti travestiti; era in corso la gara per la maschera più bella.
Si nascose per la vergogna, ma poi vide il carro di Nettuno — «riproduceva, con grandi figure di cartapesta, Nettuno, re del mare, con un grande tridente e con tutto il suo corteo di tritoni e nereidi» — e uscì allo scoperto per guardarlo meglio. La gente rimase a bocca aperta per l'originalità del suo costume, e «fu premiato come il miglior costume della kermesse. Peccato che non era un costume.»
Lui lo disse: «quelli erano i suoi vestiti reali», e rinunciò al premio, «accontentandosi di salire sul carro di Nettuno», con cui girò tutta la città. Da quel giorno divenne la maschera di Ancona.
La maschera nuova accanto a quelle dell'Ottocento
Il suo autore, racconta, «non si sarebbe mai aspettato che la sua creatura sarebbe comparsa al fianco degli ottocenteschi Burlandoto e Papagnoco, tra le maschere simbolo del carnevale dorico»: le altre due sono storiche, e prendono il nome «dagli omonimi burattini protagonisti degli spettacoli nei teatrini ambulanti».
Il posto che si è preso, però, è il primo: «Mosciolino è una maschera moderna, ha sostituito le altre due diventando a tutti gli effetti il simbolo de El Carnevalò.»