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Stato Maggiore Napoleonico a Santhià - Le uniformi del Primo Impero e i cavalli dei più abbienti

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Lo Stato Maggiore Napoleonico è un gruppo storico del Carnevale di Santhià, in provincia di Vercelli, che si svolge fra febbraio e marzo, nei tre giorni che vanno dalla domenica al martedì grasso. Sfila in uniforme del Primo Impero, a cavallo, accanto alle maschere ufficiali Stevulin 'dla Plisera e Majutin dal Pampardù. «La più antica testimonianza fotografica risale a fine ottocento, e ritrae un gruppo di cittadini santhiatesi che indossano sontuose uniformi del Primo Impero.»

Chi poteva farne parte

Quella fotografia «conferma come la tradizione si perpetuasse già da quasi un secolo, e fosse riservata a un ristretto gruppo di persone particolarmente abbienti».

Servivano soldi «per sostenere gli alti costi per noleggiare o farsi riprodurre uniformi costose per via degli accessori come ricami, pellicce e armi», e serviva altro ancora — bisognava «possedere i cavalli necessari per la sfilata».

Nato nel 1803, per ordine pubblico

«Lo Stato Maggiore Napoleonico è un gruppo storico del carnevale di Santhià, la cui origine risale al 1803, anno della riforma della manifestazione voluta dal Prefetto del Dipartimento della Sesia per motivi di ordine pubblico.»

Il contesto è quello politico del momento: il gruppo è «nato nei primi anni del 1800 quando il Piemonte era sotto la dominazione francese», ed è «costituito in ricordo del passaggio da Santhià di Napoleone in occasione della Battaglia di Marengo».

«La continuità della tradizione, oltre il vento dei cambiamenti rivoluzionari, è stata rappresentata dalla compagnia che, per la sua origine storica, prende il nome di "Stato Maggiore Napoleonico"».

A cavallo, dietro al Re del Carnevale

Il compito iniziale era doppio. «Nei giorni del carnevale i suoi componenti coadiuvavano gli organizzatori del ballo serale».

L'altra metà era la sfilata, che allora era «inizialmente composta da carrozze e calessi», e i componenti del gruppo «partecipavano montando a cavallo con uniformi ispirate a quelle indossate dai militari del periodo napoleonico, guidati da un Re del Carnevale, vestito da generale».

Le donne, dagli anni Settanta

«Negli anni settanta del novecento il gruppo, originariamente costituito solo da uomini, ha introdotto le figure femminili, che sfilano con il loro cavaliere in abiti d'epoca.»

Oggi le divise distinguono i due ruoli: «i figuranti maschili indossano una divisa ispirata a quella degli aiutanti di campo dell'esercito napoleonico», mentre «le figuranti femminili indossano abiti in stile primo impero, e talvolta l'uniforme da vivandiera».

Rifondato nel 1996, con le fonti in mano

Il gruppo che sfila adesso ha una seconda data di nascita, e da quel momento il criterio è cambiato: «lo Stato Maggiore Napoleonico così come lo conosciamo oggi è stato rifondato nel 1996, e da allora ha adottato un'attenzione crescente alla qualità dei costumi storici, che vengono riprodotti in sartoria consultando fonti iconografiche originali.»

Le uniformi non sono più noleggiate, ma copie fatte guardando le immagini d'epoca: «lo Stato Maggiore con i costumi sempre più simili a quelli degli ufficiali napoleonici».

Il mestiere diplomatico

«Nell'ambito delle manifestazioni carnevalesche, lo Stato Maggiore è sempre presente e svolge anche un importante ruolo diplomatico, visitando i carnevali piemontesi e liguri e invitando le maschere locali a partecipare alla presentazione delle maschere ufficiali di Santhià: Stevulin e Majutin.»

In paese fa la stessa cosa accanto ai due protagonisti: «durante le sfilate e in tutte le occasioni pubbliche Stevulin e Majutin sono accompagnati da membri della Direzione e dello Stato Maggiore».

Dove lo si incontra nei tre giorni

Il gruppo compare in tutti i passaggi principali della festa. Sfila «lungo le vie cittadine con la partecipazione delle Maschere, dello Stato Maggiore Napoleonico, delle Bande cittadine e dei Gruppi per accogliere l'arrivo di Gianduja», e ai corsi mascherati è in strada «in divisa napoleonica» insieme «al notissimo corpo dei Pifferi e Tamburi».

Ha una parte anche nell'organizzazione del mangiare: «al suono dei Pifferi e Tamburi del Carnevale Storico, delle due bande cittadine, lo Stato Maggiore Napoleonico e i Gruppi Carnevaleschi organizzano lungo Corso Nuova Italia un percorso enogastronomico composto da oltre 20 stand, dove vengono distribuiti cibi e bevande a tutti i convenuti».

Il gruppo sta accanto alle istituzioni musicali della città: «dai 50 elementi del "Corpo Pifferi e Tamburi" […] alla Banda Musicale Cittadina con la sua storia bisecolare, dalla Banda Musicale i Giovani allo Stato Maggiore Napoleonico, per finire con le oltre 20 compagnie che sfileranno con carri e gruppi mascherati per le vie cittadine».

Il carnevale in cui sfila

Il Carnevale di Santhià è il più antico del Piemonte, e il suo arco temporale, il Tempore Carnevalis, è compreso fra il giorno dell'Epifania e l'alba del Mercoledì delle Ceneri: l'apertura avviene per tradizione la sera del 6 gennaio, e da lì fino ai tre giorni finali la città è impegnata ogni sabato e domenica nelle Pule, la questua di ogni compagnia carnevalesca nella parte di territorio di cui è titolare. Anticamente la questua presso le cascine serviva a procurare il salame e i fagioli per la Fagiolata, o i soldi per pagare il sale per condirla.

Le maschere ufficiali sono Stevulin 'dla Plisera e Majutin dal Pampardù, che prendono il nome da due cascine dei dintorni di Santhià realmente esistenti. Fanno la loro prima apparizione il martedì precedente il Carnevale, alla Presentazione, dove ricevono dalle maschere uscenti la cavagna, la spunciun, la scusal, la mantlin-a e l'umbrela — cesto, spillone per capelli, grembiule, scialle e ombrello. Il sabato sera il Sindaco consegna loro le chiavi della città e Stevulin legge alla popolazione il suo discorso in vernacolo, che ogni anno affronta argomenti di attualità con arguzia e umorismo.

La domenica mattina arriva Gianduja e si insedia in Piazza Roma; il pomeriggio c'è il primo Giro di Gala dei carri allegorici e delle maschere, la sera il Girone Infernale, un serpentone musicale che si snoda per il centro storico. Il lunedì mattina si accendono i fuochi della Colossale Fagiolata: 150 grandi caldaie di rame bollono fin dall'alba, e a metà giornata 320 camerieri distribuiscono 20 quintali di fagioli e 10 quintali di salami, per oltre 20.000 razioni. Il martedì mattina ci sono i 24 Giochi di Gianduja — corsa nei sacchi, rottura delle pignatte, tiro alla fune, recupero della mela nella tinozza — e il pomeriggio il secondo Giro di Gala con la premiazione di carri e maschere. La sera il Carnevale si chiude con il Rogo del Babàciu, un pupazzo appeso a una pira e bruciato in piazza.

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