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Maschere · Umbria

Nasotorto ad Avigliano Umbro - Il berretto di lana notte e giorno e la borsa dei denari

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Nasotorto è una delle quattro maschere di Avigliano Umbro, in provincia di Terni, in Umbria, e capitana il rione della Madonna delle Grazie nel carnevale del paese, fra febbraio e marzo. È il «ricco possidente terriero avaro, sospettoso, iper-controllante», e in paese lo chiamano «Il PIDOCCHIOSO»: la sua «definizione dialettale» arriva con un detto, «a pagà i debbiti e murì vène sembre a tempo» — per pagare i debiti e per morire si è sempre in tempo.

Un raffreddore che è un conto della spesa

Nasotorto «indossa sia di notte che di giorno un berretto di lana nero con nappa, perché perennemente raffreddato», e in mano tiene «un fazzoletto di pizzo bianco, con il quale si tampona spesso il naso».

È «sempre raffreddato perché risparmia pure sulla legna», ed esibisce il fazzoletto «come segno distintivo della sua posizione sociale».

Alla cintura, i denari e le chiavi della dispensa

Alla cintura nera ha appesa «la borsa di cuoio dei denari e le chiavi della casa e della dispensa».

Il costume gioca su due colori: «il bordeaux e l'antracite», con giacca e brache antracite «bordate di bordeaux», calze e mantello bordeaux, cappello di lana con nappa grigio scuro, un collo bianco ghiaccio e il fazzoletto di pizzo intonato. È «un abito sobrio ma pregiato, dal taglio austero», e porta scarponcini «con la grande fibbia argentata». La maschera, nera, ha «un'espressione immusonita tendente al triste, proprio perché non si accontenta mai di quello che ha»; lo stile «ricalca il periodo metà/fine XVII secolo».

Due categorie di persone, e basta

È un «ricco possidente terriero avaro, sospettoso, iper-controllante nei confronti degli altri, soprattutto dei suoi contadini», malizioso e machiavellico, che «va in cerca di continue conferme circa l'altrui opportunismo».

È «amaramente persuaso che al mondo esistano due sole categorie di persone: i falsi e gli ingenui: rifugge dai primi, commisera e sfrutta i secondi». Vive solo nella grande casa, «schivo, poco socievole», e «non è mai riuscito a costruire relazioni affettive»; gli unici rapporti che ha «sono mediati dal denaro», e l'unica forma di relazione che lo rassicura è «la dominanza, cioè la possibilità di gestire gli affetti con la stessa rigida parsimonia con cui gestisce il denaro». Vuole «sempre l'ultima parola» e prendere ogni decisione.

Il padre-orco, e il bambino che ci sta dietro

Rappresenta «l'autorità, la legge, le convenzioni sociali, l'oppressione e il conformismo, aspetti che nella relazione attivano comportamenti di ribellione»: è «la rappresentazione del padre/orco».

«Oltre la maschera dell'avaro adulto, c'è spesso un bambino ferito, emotivamente deprivato e inibito, che ha imparato ad aggrapparsi alla sicurezza degli oggetti».

A tavola «è appassionato del cingotto di Grutti, che ama gustare con un buon sagrantino di Montefalco».

Il morto della filastrocca

Le quattro Maschere Umbre di Avigliano nascono da una nenia per bambini del XVI-XVII secolo, e Nasotorto è il primo nome, ed è il defunto. «Chi è morto? Nasotorto. E chi l'ha sotterrato? Nasoacciaccato…»

Riscoperte da Oliviero Piacenti e Paola Contili, le maschere sono state «trascritte nell'anagrafe del Comune di Avigliano Umbro in data 1 febbraio 2015», ciascuna con «una rigorosa scheda identitaria, un profilo psicologico, abito singolare tradizionale, dialetto e gusto peculiare umbro». A lui è toccato il rione della Madonna delle Grazie. Nel carnevale di Avigliano Umbro, «ispirato alla commedia dell'arte», i rioni si sfidano nella Battaglia dei Rioni, «sfilata mascherata a suon di burle, frizzi lazzi ed intrallazzi»: «ogni rione in gioco sarà capitanato dalla maschera umbra corrispondente ed accompagnato da un sostanzioso gruppo di sostegno che sventolerà i colori rionali» e concorrerà per vincere il Palio.

Rosalinda «è una lontana nipote di Nasotorto, del quale ambisce l'eredità» — e anche Nasoacciaccato la corteggia «anche per il fatto che questa potrà essere l'erede di Nasotorto».

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