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Conte del Liston a Verona - Il cameriere in divisa bianca e blu che tutti chiamavano El Conte

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il Conte del Liston è la maschera del carnevale di Verona, in Veneto: il Conte e la sua corte scendono a fare due passi nel «salotto» di piazza Bra, all'ombra dell'Arena. Il conte non era un conte: era un cameriere. Vantini, specializzato nel servire ai matrimoni, è morto anni fa, ma la gente del centro lo ricorda ancora, impeccabile, nella sua divisa bianca e blu. Per l'eleganza del vestire e la raffinatezza del portamento, Vantini era chiamato da tutti «El Conte».

Una maschera nata per una piazza

Si cercava un personaggio tipico per rappresentare il Liston, e il modello era quel cameriere elegante che tutti in centro ricordavano.

La maschera è nata per valorizzare di più piazza Bra nell'ambito del carnevale, e da quell'origine discende una regola: la corte del Liston ha l'obbligo dell'eleganza.

Il tricorno, il bastone, il broccato

In sfilata il Conte del Liston e la sua corte scendono a fare due passi nel «salotto» di piazza Bra, e le macchine fotografiche immortalano la passeggiata del nobile corteo carnevalesco all'ombra dell'Arena.

Chi veste i panni del Conte porta il tricorno veneziano piumato in testa e il bastone da passeggio alla mano. Dietro di lui i vestiti maschili di foggia settecentesca e gli ampi abiti in broccato delle dame trasportano Verona in un'atmosfera veneziana d'altri tempi, mentre la banda precede la sfilata.

A confezionare i begli abiti ci pensano le mani d'oro di un'abile sarta, che è al contempo dama di corte durante la sfilata.

Si diventa Conte per conclave

Il comitato è composto da una ventina di persone, non necessariamente residenti in centro storico, e l'elezione del titolare avviene attraverso un conclave, non per elezione popolare.

Il liston, e Goethe che guardava dall'alto

Il nome viene dal luogo, e il luogo è un pezzo di pavimento. Da sempre i veronesi passeggiano, «cóntàndosela», sul grande marciapiede lastricato, che si trova fra i tavolini dei bar e il vicino selciato in blocchetti — non sempre in ordine, in vero — di porfido.

Quella passeggiata ha un testimone illustre: la storia narra che Johann Wolfgang Von Goethe, in visita a Verona nel settembre 1786, abbia ammirato dall'alto dell'arena i veronesi, signore e signori, vestiti sontuosamente, mentre passeggiavano sul «listón».

Intorno al lastricato è nata anche un'associazione: la Compagnia del Listón, fondata nel 2003 da Piero Marcolini, che nel 2002 aveva scritto uno speciale libro sulla preferenza attribuita dai veronesi al grande lastricato, che è il più calpestato, giornalmente, fra quelli della città scaligera. La Compagnia, oltre a riunirsi attorno a un tavolo di pietanze tipiche e di vini veronesi, mira a creare anche cultura, e ha stretto gemellaggi con Chioggia, Senigallia, Merano e Ravenna, con visite a Bressanone in occasione dei mercatini natalizi e una navigazione da Desenzano a Riva del Garda e ritorno.

Per entrarci basta la conferma personale di nutrire massimo amore per Verona e per il suo salotto a cielo aperto, che è l'artistica e colorita piazza Bra.

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