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Mastro Sogar a Verona - La soga come insegna e l'elezione aperta al quartiere

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Mastro Sogar è la maschera del Carnevale di San Michele Extra, quartiere di Verona «nelle immediate vicinanze del centro storico», e scende in strada con le sfilate di carnevale. È il cordaio: «soga», in dialetto veronese, significa corda, e la maschera la porta come insegna, con cappello ampio rosso e penne nere, i colori del quartiere. Ogni anno il quartiere elegge un nuovo Mastro Sogar, e «la votazione è popolare ed aperta a tutti i residenti del quartiere».

Il nome è un mestiere

Nel dialetto veronese «soga» significa corda, e da lì viene «sogaro», cioè «colui che produce le soghe». Il Mastro Sogar è il cordaio: incarna «la figura dell'artigiano laborioso, tipico delle botteghe del passato», ed è un omaggio dichiarato alla Verona delle antiche corporazioni.

La lavorazione della canapa — corde, funi, spaghi e spaghetti — «era alla base di molte attività come l'edilizia, la navigazione e l'agricoltura», e le «poste», i luoghi in cui si lavoravano le corde, «alla fine del XIX secolo erano dislocate ovunque nel quartiere di San Michele».

Le famiglie di sogari stavano «negli alti livelli della gerarchia del tempo», perché tenevano alto il nome del quartiere e portavano «ingenti guadagni economici». Già nel 1342, alla fiera di Bergamo, «gli Spaghettini di San Michele potevano sfoggiare lavorazioni di pregio e sicuramente superiori a qualunque altra». Nel 1952 una via del quartiere è stata chiamata «via dei Sogari», perché un tempo era percorsa «sul lato sinistro dalla pista per l'attorcigliatura delle corde».

Cappello rosso, penne nere, e la corda al fianco

L'abito «si rifà al 1600 ed è composto da camicia in flanella bianca, pantaloni alla zuava in velluto nero, stivali, giubbetto, cintura e strisce di cuoio». Il cappello è ampio e rosso, con penne nere: rosso e nero sono i colori di San Michele Extra.

Quale insegna, il Mastro Sogar porta «la storica soga»: la corda che dà il nome a lui e al mestiere.

La Sogara e i Sogareti

Accanto a lui c'è la Sogara, «compagna ma non necessariamente moglie».

Durante le sfilate arrivano poi i Sogareti, «ragazzi che incarnano a pieno lo spirito del carnevale nelle giovani generazioni».

Perché il quartiere ha scelto lui

Il carnevale di San Michele Extra ha tracce che risalgono alla fine dell'Ottocento. Il momento fiorente dell'economia del quartiere, dato dalla produzione delle soghe e dalla presenza del convento delle monache Benedettine, che coinvolgeva l'intero quartiere nelle proprie attività, innescò negli abitanti «uno spirito goliardico, tipico del carnevale»; il punto d'origine è attribuito «probabilmente» alla compagnia Schimaoli, «gruppo di bontemponi dedita ad improvvisare scherzi». Nel 1913, con il supporto della Banda e della Corale, si costruì il primo carro allegorico del quartiere, a tema aeroplano. La prima guerra mondiale mise a tacere lo spirito carnevalesco, che riprese «via via fervore e vivacità intorno agli anni Trenta»; la seconda guerra impose un'altra pausa.

Bisogna aspettare il 1979, con la creazione del «Comitato Benefico per i festeggiamenti del Carnevale di S. Michele Extra», per il rilancio: e «la maschera scelta fu il Mastro Sogar».

I fondatori del Comitato hanno spiegato perché, e la ragione non è folkloristica ma economica: la scelta ricadde su di lui «nella volontà di aiutare gli abitanti del quartiere a riscoprire un pezzo di storia vissuta dell'economia di San Michele Extra», per «rispecchiarsi quindi nell'arte dei propri progenitori, attività talmente caratterizzante che ha contribuito a far conoscere San Michele Extra addirittura oltre i confini del Veneto».

L'elezione si ripete ogni anno e «la votazione è popolare ed aperta a tutti i residenti del quartiere». La cerimonia d'investitura del nuovo Mastro Sogar «si svolge sempre nei primi giorni di gennaio» ed è «un'occasione di gran festa per l'intera comunità».

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