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Mercatini di Natale

Mercatino di Natale a Trento 2026 - Le casette di piazza Fiera, sotto le mura duecentesche

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
dal 20 novembre 2026 al 6 gennaio 2027
Dove Piazza Fiera, Perugia

Ricorrenza a data fissa.

Il Mercatino di Natale si tiene a Trento, in piazza Fiera e piazza Mostra, per tutto il periodo dell'Avvento. Le casette si allineano «tra le mura duecentesche della città», nell'antico luogo di mercati di animali e fiere, e trasformano il centro in un villaggio tirolese. Gli espositori sono fra i settanta e i novanta a seconda dell'anno, con artigianato locale, presepi e prodotti tipici del Trentino e dell'Alto Adige.

Il documento del 1340, e le 77 casette

Che qui si commerciasse a dicembre lo dice un documento con una data. «Nello statuto della città di Trento (1340) si testimoniano 4 fiere: fiera delle Ceneri — dall'ultima domenica di Carnevale alla prima di Quaresima, chiamata anche "Casolara", la fiera più importante — fiera della Vendemmia (8 settembre), fiera della Consacrazione (18-25 novembre), fiera di Natale (21 dicembre-1 gennaio), detta delle zigole, dal tedesco Zwibeln, cipolle.» La fiera di Natale, insomma, era la fiera delle cipolle.

Nelle edizioni più recenti gli espositori sono stati «77, da tutto il Trentino». Quello che vendono è descritto sempre allo stesso modo: artigianato locale, presepi, saponi, candele, miele biologico, vini, addobbi natalizi, calze, sciarpe e berretti fatti a mano, ceramiche, sculture in legno e creazioni in feltro; e ancora decorazioni in legno intagliato, tessuti lavorati a mano, oggettistica tipica della tradizione alpina. «Non è raro incontrare anziani artigiani che intagliano il legno direttamente nelle loro bancarelle, tramandando tecniche che si perdono nella notte dei tempi.»

Da mangiare, la parte trentina e quella altoatesina convivono. Ci sono il «tortel di patate», i formaggi e i salumi, i canederli serviti fumanti in brodo, la polenta, lo speck dell'altopiano, i formaggi di malga stagionati, il miele di montagna e le conserve artigianali; e poi il «bretzel», «pane dorato e lucido con granelli di sale grosso a forma di nodo», e lo «strauben», le frittelle dolci accompagnate da marmellata, zucchero o cioccolato. Il dolce di casa è lo zelten, «il dolce natalizio trentino ricco di frutta secca e canditi».

Da bere, oltre al vin brulé preparato «con vino rosso, spezie e agrumi», ci sono due cose che vale la pena cercare: il «Parampampoli», una bevanda alcolica servita alla fiamma, e i «bombardini», una bevanda calda a base di zabaione e liquore, particolarmente apprezzata nelle serate più fredde. Il momento migliore è dal tramonto alla chiusura: è allora che i mercatini danno il meglio. Intorno, «i pini e gli abeti circostanti sono solitamente decorati con mele, noci, biscotti di pan di zenzero e tradizionali decorazioni alpine».

La città del Natale, piazza per piazza

Trento «si è persino guadagnato il soprannome di Città del Natale», e il suo è «uno dei mercatini di Natale più antichi d'Italia». Il resto della città segue.

In piazza Cesare Battisti ci sono le casette del Mercatino di Natale del volontariato, che «offriranno l'opportunità di conoscere e incontrare le Associazioni e gli Enti benefici del territorio», insieme alla pista di pattinaggio con ghiaccio vero e a una giostra con i cavalli. In piazza Dante si apre il Villaggio Incantato di Babbo Natale, dove nei fine settimana «i bambini potranno trasformarsi in veri e propri elfi per aiutare Babbo Natale a completare i preparativi per il grande giorno, affrontando una serie di sfide e giochi». Fra un punto e l'altro corre il Trenino di Natale, «accessibile anche ad un'utenza con difficoltà motorie, con un percorso di cinque fermate».

Al Castello del Buonconsiglio il Giardino di Natale è addobbato con balocchi e lanterne; in piazza d'Arogno si può vedere la grande rappresentazione della Natività con sculture in legno, un progetto interscolastico realizzato dagli studenti di un liceo artistico e di un centro di formazione professionale, «in uno scenario luminoso di luci led che come piccoli fiocchi di neve scendono agli alberi». C'è poi la «Passeggiata d'autore», un «tracciato poetico» fatto di aforismi «caldi e intimi» scritti sulle vetrine degli esercizi aderenti, con bussole in cui i cittadini possono lasciare a loro volta un pensiero poetico da condividere; e gli «Angeli del Natale», «presenze gentili» che nei fine settimana di dicembre accolgono i visitatori e li orientano tra gli angoli più suggestivi della città. Le serate portano concerti di cori alpini e bande musicali nelle piazze, mentre i musei propongono letture animate, laboratori per bambini e attività didattiche.

Il piatto per l'asinello di Santa Lucia

La fiera che i trentini avevano nel sangue, però, era un'altra, e cadeva pochi giorni prima: «per Trento, il 13 dicembre era il giorno della fiera», quella di Santa Lucia. Già nei primi decenni dell'Ottocento è documentata un'esposizione di «banchetti» nelle vie attorno alla chiesa di San Pietro, dove si trova una statua della patrona dei ciechi; la fiera cominciava di solito la mattina del 12 dicembre e le bancarelle occupavano tutto il centro storico.

Arrivavano venditori da fuori: dalla Val di Cembra e dal Pianetano quelli di oggetti di legno, e «le donne di Albiano scendevano in città portando al collo lunghe collane di marroni infilati in uno spago ("le sfilze de castègne")», che vendevano gridando: «Castègne, castègne bòne de Albiàn; prevaléven chè l'è le pu bòne».

E poi c'era il rito di casa. «La sera del 12 dicembre, i piccoli mettevano sul davanzale un piatto (el piatèl) con farina gialla e un pugno di sale per l'asinello di S. Lucia.» L'indomani, al posto del piatto, trovavano un paio di calzettoni o di babbucce di lana, alcune carrube, un quaderno, due matite, le nespole, un grappolo d'uva rinsecchita, noci e castagne.

Come arrivare alla festa

Raggiungere il Mercatino di Natale a Trento è facilissimo. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Trento è a 900 metri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è il casello di Trento Centro: da lì bastano 3 minuti di guida (2,2 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.

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