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Le tradizioni di Natale in Trentino-Alto Adige: riti, piatti e usanze del posto
In Trentino-Alto Adige i doni ai bambini li porta il Christkind, il Bambino Gesù, la sera del 24 dicembre. Prima arrivano San Nicolò con i Krampus, il 5 e 6 dicembre, e Santa Lucia il 13; l'albero si accende la Vigilia e resta fino al 6 gennaio.
Dopo Natale vengono le dodici Notti del Fumo.
L'Avvento: la corona e i mercatini
In ogni casa si prepara la Corona dell'Avvento, intrecciata con rami di abete bianco o di vite e ornata di bacche e pigne. Ha quattro candele, una per domenica: se ne accende una alla volta, e la famiglia prega o canta. È un'arte tramandata di generazione in generazione.
I cinque Mercatini di Natale Originali dell'Alto Adige sono a Bolzano, Merano, Vipiteno, Bressanone e Brunico, e si inaugurano il giovedì prima della prima domenica di Avvento. Da fine novembre a inizio gennaio le casette di legno vendono prodotti locali in molte località della regione.
San Nicolò, i Krampus e Santa Lucia
Attorno al 5 e 6 dicembre sfilano San Nicolò e i Krampus, con le maschere spaventose: la loro storia risale a tempi precristiani, e nei cortei i «diavoli» rincorrono bambini e adulti. San Nicolò porta i dolci ai bambini buoni, e in alcune case è lui a portare i doni.
In Trentino, la notte del 12 dicembre, entra nelle case Santa Lucia, che porta dolci e giocattoli.
Il Klöckeln della Val Sarentino
Nel Sarntal il Klöckeln è attestato dal Cinquecento. Nei tre giovedì d'Avvento prima del solstizio d'inverno, gruppi di dieci o dodici uomini mascherati vanno di maso in maso con maschere fatte a mano, campane e corni di bue.
Cantano il Klöckellied e ricevono l'ospitalità dei contadini; un tempo chiedevano speck e salsicce. Fra le figure ci sono lo Zuslmandl e la Zuslweibl.
La Vigilia e il Christkind
A metà dicembre i bambini scrivono la letterina al Bambino Gesù e la lasciano sul balcone, perché la ritiri.
Il 24 dicembre, verso le quattro del pomeriggio, si va alla Kindermette, la messa dei bambini, mentre un familiare resta a casa a controllare l'arrivo del Christkind. Dalla chiesa si torna con la candelina di Betlemme. I regali si aprono solo quando suona il campanello: in Alto Adige è il Christkind a portarli, non il Weihnachtsmann.
Nel Sarntal, prima di cena, si recitano tre rosari e si invitano i poveri a un banchetto con una sequenza di piatti tramandata da secoli; durante il pasto la porta restava chiusa, per timore di un lutto in famiglia.
L'albero: alla contadina o alla cittadina
L'albero si accende la Vigilia e resta fino al 6 gennaio. Ci sono due modi di addobbarlo.
- alla contadina: nastri e fili rossi, mele rosse, addobbi di paglia e una stella di legno o di pasta di pane;
- alla cittadina: palle di vetro, candele bianche e argento.
Le Rauhnächte e i Cantori della Stella
Dopo Natale cominciano le Rauhnächte, le dodici Notti del Fumo: le famiglie passano per la casa con una padella piena di brace e bruciano incenso benedetto, per proteggere la casa e il maso dagli spiriti maligni. L'ausräuchern, con incenso e acqua santa, si compie la sera del 24, del 31 dicembre e del 6 gennaio, quando si benedicono la casa e la famiglia.
Le Rauhnächte finiscono il 6 gennaio, con i Cantori della Stella: bambini e adulti travestiti da Re Magi vanno di casa in casa cantando e raccogliendo offerte per scopi benefici, e sulle porte e sui frontoni dei masi scrivono con il gessetto benedetto C+M+B e l'anno — Christus mansionem benedicat, «Cristo benedica questa casa» — lasciando incenso e gesso.
In Trentino la tradizione è viva in Valle dei Mocheni, nella Piana Rotaliana, sull'altopiano di Pinè e in Val di Cembra: i Re Magi girano di maso in maso con un corteo di cantori, spesso bambini o coscritti, che portano una grande stella luminosa rotante.
La tavola
Il piatto del pranzo di Natale sono i canederli: grossi gnocchi di pane raffermo con uova e latte, conditi con erba cipollina, cipolla, speck e formaggio locale, serviti nel consommé o con il burro fuso, e a volte arricchiti con barbabietola rossa, spinaci o formaggi.
Accanto stanno i casunzei, mezzelune ripiene di patate e rape rosse con burro fuso e semi di papavero, e il tortel di patate, istituzione della Val di Non e degli altipiani di Luserna, dove si lega alla lingua cimbra; in Alto Adige diventa il Röstie.
I secondi sono di selvaggina — cervo, capriolo — e goulash di manzo, serviti con la polenta morbida, la verza e i crauti.
I dolci
- lo Zelten, nato come dessert invernale e diventato il dolce del Natale trentino, con mandorle, pinoli, fichi secchi, noci e sultanine;
- lo Stollen, che ha preso il posto del pane fatto in casa con cui si celebrava il solstizio;
- i Lebkuchen, che compaiono nei documenti già nel 1409 e si diffondono da Norimberga;
- gli zimtsterne, biscotti di mandorle, albumi, zucchero a velo, succo di limone, cannella e sale;
- gli Strauben, di farina, burro, latte, grappa, uova e olio d'oliva.
Domande frequenti
Chi porta i regali in Alto Adige
In Alto Adige i regali li porta il Christkind, il Bambino Gesù, la sera del 24 dicembre. Si aprono solo dopo il suono del suo campanello.
Che cosa significa C+M+B sulle porte
C+M+B sta per Christus mansionem benedicat, «Cristo benedica questa casa». Lo scrivono con il gessetto benedetto i Cantori della Stella, il 6 gennaio, insieme all'anno.
Che cosa sono le Rauhnächte
Le Rauhnächte sono le dodici Notti del Fumo dopo Natale: si passa per la casa con una padella di brace bruciando incenso benedetto. Finiscono il 6 gennaio.
Cosa si mangia a Natale in Trentino-Alto Adige
Si mangiano canederli, casunzei, tortel di patate e selvaggina con la polenta. I dolci sono Zelten, Stollen e Lebkuchen.