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Natale a Trivento 2026 - L'albero all'uncinetto alto sei metri fatto con 1.300 mattonelle di lana
Ricorrenza a data fissa.
A Trivento, in provincia di Campobasso, l'albero di Natale non si compra e non si abbatte: si tesse. In Piazza Fontana, all'ingresso del paese, ogni inverno viene montata una struttura conica alta sei metri e larga tre metri e mezzo, ricoperta interamente di quadrati di lana lavorati a uncinetto. Non è il classico abete ornato di luci e festoni, ed è proprio questo il punto: è un mosaico di stoffa, colorato, cucito pezzo per pezzo, e ogni pezzo l'ha fatto una persona diversa.
Mille e trecento quadrati, e una storia per ognuno
L'albero è composto da oltre 1.300 granny square di lana, tutte realizzate a mano. Nessuna mattonella è uguale all'altra, e ognuna conserva in sé la storia di chi l'ha tessuta.
La tecnica è quella del granny square, letteralmente «quadrato della nonna»: un metodo di crochet con cui si ricavano quadrati perfetti lavorando dal centro verso l'esterno in modo circolare. I quadrati vengono poi uniti tra loro fino a formare un mosaico. È una lavorazione che si può fare seduti sull'uscio di casa, un pezzo alla volta.
L'idea di una cittadina, nel 2018
Il progetto è nato nel 2018 dall'idea di Lucia Santorelli, una cittadina di Trivento che voleva valorizzare e dare nuova linfa alla tradizionale arte dell'uncinetto. Attorno a lei si è formata l'associazione «Un filo che unisce», e con l'associazione un gruppo che oggi conta circa cento donne del paese, alle quali si sono aggiunte persone di regioni confinanti e, con gli anni, da ogni parte del mondo.
Le mattonelle, infatti, arrivano da fuori: sono giunte da tutta la Penisola e da chiunque condivida la passione per questa antica arte. Da quel primo anno le donne del posto hanno trasformato l'uncinetto in un'esperienza d'arte di comunità: dallo stare insieme è nata un'occasione culturale, con installazioni artistiche sempre nuove interamente realizzate con la lana.
Il più alto del mondo, e virale sui social
Dal successo dell'iniziativa è nato l'albero di Natale all'uncinetto più alto del mondo. La struttura esposta in Piazza Fontana è alta più di sei metri, con un diametro di 3,5 metri, ed è diventata il simbolo natalizio della cittadina oltre che un caso sul web: la tradizione ha reso Trivento virale sui social e una meta da fine settimana prenatalizio.
Il borgo, del resto, è ormai conosciuto in tutta Italia come «città dell'uncinetto», e a livello internazionale per le sue installazioni tessili — una comunità che ha trasformato una tradizione domestica in un linguaggio contemporaneo. Ogni anno l'albero viene illuminato e si arricchisce di centinaia di nuove tessere colorate, prodotte nel frattempo dalle uncinettine dell'associazione.
Che cos'altro c'è, a dicembre, dentro il paese
L'albero non è solo. A pochi passi dalla cattedrale sono stati allestiti anche un Babbo Natale con gli elfi e una Natività con il pupazzo di neve, realizzati con la stessa tecnica.
E c'è un rito che con la lana non c'entra nulla: la Festa della 'Ndocciata, il 24 dicembre, quando i cittadini sfilano per le vie del centro storico con enormi fiaccole fatte di legno di cerro. È l'altra faccia del Natale triventino — il fuoco invece del filo — e cade la notte prima di Natale, quando i visitatori dell'albero se ne sono già andati.
Sul tavolo, intanto, ci sono le ceppelliate, chiamate anche ceppelati: mezze lune di frolla ripiene di confettura di amarene, legate al periodo natalizio ma buone tutto l'anno, e in alcune narrazioni ricondotte alla simbologia antica del culto di Diana.
L'albero che non sta in piazza
C'è infine un secondo albero, che i turisti non vedono. Il progetto «Natale Insieme», rivolto a bambini e ragazzi, si è svolto nei locali comunali con laboratori creativi, giochi e aiuto compiti. I giovani partecipanti hanno realizzato con le loro mani piccoli lavoretti natalizi, e li hanno consegnati personalmente agli anziani del paese, ognuno corredato da una letterina con un messaggio di auguri.
L'elemento più significativo di quel progetto è stato l'Albero della Gentilezza, un'installazione realizzata dai bambini e dai ragazzi e allestita negli stessi locali comunali: decorata con cuoricini, sui quali i giovanissimi hanno scritto messaggi di affetto e gentilezza.
Come arrivare alla festa
Il Natale a Trivento si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Pescolanciano-Chiauci, a 30 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Trivento, e il tragitto è di 2,9 chilometri per 6 minuti di guida.
Altre feste in zona
A poca distanza, altre feste che vale la pena conoscere.
- La Faglia ad Oratino — dicembre
- Maitunat a Gambatesa — dicembre
- Le Farchie a Montefalcone nel Sannio — dicembre