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Le feste del Trentino-Alto Adige
Le feste del Trentino-Alto Adige sono più di 90, e parlano più lingue: i Krampus e le maschere d'inverno dei paesi tedeschi, i carnevali ladini delle valli di Fiemme e Fassa, le tradizioni asburgiche rimaste nei riti di paese. Qui le trovi una per una, valle per valle.
Festività Nazionali
Paese dei Presepi a Baselga di Piné - Centinaio di presepi e trenino di natale
Grande Presepe Vivente a Calavino - Gli avvolti del Rione Mas e i mestieri di una volta
Presepe Vivente a Comano Terme - I Lundini delle locande
Presepi nel bosco di Zanolin a Ziano di Fiemme - Una cinquantina di natività lungo il sentiero delle stelle comete
Tesero e i suoi presepi a Tesero
Sulla via di Betlemme a Varena - 90 personaggi e un centinaio di animali su 2.500 metri quadrati
Carnevali Storici
Feste Patronali
Feste Vigiliane a Trento - Il Tribunale di Penitenza e la Tonca nelle acque dell'Adige
San Giovanni Battista a Dobbiaco - Le campane del 1497 e del 1545 sotto la cuspide a cipolla
San Leonardo e San Giacomo a Badia - La benedizione dei cavalli davanti al Sasso Santa Croce
San Lorenzo a Calliano - La chiesa nata dal voto per la battaglia del 1487
Festa di San Romedio a Val di Non con la processione con le fiaccole
San Vigilio a Trento e la distribuzione del pan e vin
Sant'Ingenuino e Sant'Albuino a Bressanone e il sarcofago con le reliquie
Folklore e Rievocazioni
A.D.1797 Sacco al Mulino a Baselga di Piné - Il ladro di farina finisce alla gogna in piazza
Ala Città di Velluto ad Ala - Il pelo del velluto tagliato 17 volte in un centimetro
All'armi, all'armi a Castel Beseno - L'organo a dieci schioppetti attribuito a Leonardo
Bauernhochzeit a Castelrotto - Gli abiti escono dagli armadi di casa, non da un noleggio
Bergknappen a Primiero San Martino di Castrozza - Corteo storico e villaggio dei minatori medievali
Il Biagio delle Castellare a Castello Tesino - La rivolta del 1365 e il fantoccio
Cavalcata di Oswald von Wolkenstein a Castelrotto e il torneo equestre
Corsa dei Krampus a Vipiteno - I Tuifl senza maschera, col volto coperto di fuliggine
Desmontegada delle Capre a Cavalese - Si elegge la capra più bella, e la giuria guarda il vello e le cosce
Desmontegada a Predazzo
Disfida dei Ciusi e dei Gobj a Trento - Il cerchio di corde di cuoio a difesa del paiolo
Festa de Turchia a Moena - La bastìa del sultano e il soldato accolto nel rione Ischiazza
Palio dei Turchi a Moena - Tradizione e cultura in Val di Fassa
Festa delle Leggende del Regno del Fanes a Marebbe - I carri che narrano l'epopea di Dolasilla
Festa della Regola a Cavareno - Rievocazione della Charta del 1632 e antichi mestieri
Feste Medievali a Pergine Valsugana - L'assedio al castello del 1356 e la pace fra Tirolesi e Padovani
Gran ballo asburgico al Castello del Buonconsiglio - La tappa dell'imperatore che andava a trovare Sissi
Mercato Medievale di Chiusa e la guardia notturna che accende centinaia di candele
Falò della Krampusnacht in Alto Adige con maschere di legno e corna animali
Palio delle Contrade a Trento e la battitura di una medaglia-moneta
Palio dell'Oca a Trento e l'anello nel collo dell'oca di cartapesta
Rievocazioni storiche a Castel Beseno a Besenello con guerrieri in arme e accampamenti militari
Rustico Medioevo a Tenno e la polenta con peveraa
Sfilata dei Krampus a Bolzano - Il diavolo riconosciuto dagli zoccoli di capra
Sfilata dei Krampus a Laives - Il gruppo Brontntol Tuifl lungo via Cairoli
Sfilata dei Krampus a Naturno - Il Krampus-Verein e le maschere intagliate
Sfilata di Re Laurino a Carezza - Il maleficio che dimenticò il tramonto
Sfilata dei Tuifl a Castelbello-Ciardes - Il corteo dal sagrato di Marein
Storicanta a Sover - Il corteo storico e la rievocazione Par en Piat de Gnochi
Sagre ed Enogastronomia
A Spas per i Lomeri a Roveré della Luna - Laboratori creativi e pranzo sotto la vigna
Cena Contadina a Folgaria - Un ristorante a cielo aperto
Degustando l'Oltresommo a Folgaria - I Punti Goderecci
Desmalgada a Pieve di Bono - La Casarada dei popi
Desmonteada de Soraga a Soraga - Capre, asini e maiali
DiVinNosiola a Vallelaghi - Il rito dell'aspersione e la spremitura della Settimana Santa
Dolo-Vini-Miti a Cembra Lisignago - I 708 chilometri di muretti a secco e il wine trekking fra i baiti
Festa della Castagna a Roncegno Terme e l'escursione tra i castagni
Festa dell'Agricoltura a Caderzone Terme - La sfilata delle vacche Rendena e la Spressa che rotola
Festa dell'Uva a Giovo - La più antica del Trentino con carri allegorici
Festa della Mela a Naz-Sciaves - La corona di 3.000 mele e il taglio dello strudel che sigilla l'incoronazione
Festa della Transumanza a Pieve Tesino - Il corteo delle pecore e dei paesani in costume
Festival dell'Asparago Bianco a Zambana - I bauli di terra e i teli che tengono l'asparago bianco
Festival del Puzzone di Moena DOP a Moena - La discesa all'alba dal Passo San Pellegrino e il nome inventato alla radio
Fiori, erbe e sapori a Val di Fiemme e Val di Cembra - Un viaggio lento tra prati, boschi e tavole
Fiorinda a Mollaro - i meli in fiore della Val di Non
Giovenche di Razza Rendena a Pinzolo - La Reginetta è una giovenca, scelta fra oltre 150 candidate
Judicaria Eco Festival a Tione - Prodotti della montagna e manufatti artigianali
Knödelfest a Imèr - La grande tavolata a cielo aperto con i canederli
La vigna eccellente a Isera - Il Marzemino e il premio che si dà al vigneto
MagnAmour Primavera in Val di Sole e Val di Non con menù di erbe spontanee
Mostra del Teroldego Rotaliano a Mezzocorona con degustazioni in Palazzo Martini
Quattro Ville in Fiore a Ville d'Anaunia - Le quattro ville e i castelli aperti per un giorno
Rassegna Müller Thurgau a Cembra e il Concorso Internazionale
Sagra della Ciuìga a San Lorenzo Dorsino - Il salame a forma di pigna affumicato senza camino
Settembre Rotaliano a Mezzocorona e il bar al buio
Stagione degli asparagi a Terlano con la salsa bolzanina
Trentodoc Festival a Trento e le 69 case spumantistiche
Zicoria festival a Rabbi con laboratori di cucina e raccolta di zicorie
Festival e Musica
Mercatini di Natale
Mercatini di Natale in Trentino-Alto Adige »Tutti i Mercatini di Natale d'Italia »
Natale nei Palazzi Barocchi ad Ala - Le visite a lume di lanterna con i Vellutai in costume settecentesco
Mercatino di Natale ad Arco - Le casette in cerchio attorno alla Collegiata
Mercatino di Natale a Bolzano - Lo statuto regalato da Norimberga e il primo mercatino d'Italia
Mercatino di Natale a Bressanone - La candela di cera d'api che si fa con le proprie mani il 7 dicembre
Mercatino di Natale a Brunico - Gli alberi decorati dalle associazioni sociali della città
Mercatino Asburgico a Levico Terme con oltre sessanta casette in legno
Mercatino di Natale a Merano - Le sfere giganti riscaldate di piazza Terme, con il tavolo dentro
Mercatino di Natale a Pergine Valsugana - Artigiani locali e casette di articoli artigianali
Mercatino di Natale Christkindlmarkt a Siror - Le casette in legno fra fienili e stalle
Mercatino di Natale a Trento - Le casette di piazza Fiera, sotto le mura duecentesche
I mercatini di Natale in Trentino-Alto Adige
In Trentino-Alto Adige i mercatini di Natale sono dieci, e non sono una tradizione importata per i turisti: è da qui che il mercatino di Natale è entrato in Italia. Nel 1989 Bolzano ricevette dalla città di Norimberga il regolamento del Mercatino di Natale, e nel 1991 in piazza Walther si tenne la prima edizione — la prima del Paese. Da lì la cosa si è diffusa in tutto il Trentino-Alto Adige e poi nel resto d'Italia. Si aprono fra la fine di novembre e il primo fine settimana d'Avvento, e quasi tutti restano in piedi fino al 6 gennaio.
I dieci, uno per uno
- Bolzano, piazza Walther: il primo d'Italia e il più grande. Una settantina di espositori, più altri quaranta nel Parco Alcide Berloffa, e un albero di venti metri con oltre 1.300 luci.
- Merano, lungo il Passirio: più di ottanta bancarelle sull'acqua, e in piazza Terme le sfere giganti riscaldate, con dentro un tavolo e i posti a sedere.
- Bressanone, piazza Duomo: trenta bancarelle fra la cattedrale e il municipio, sotto un chiostro di ottocento anni. L'aiuola centrale è decorata come una corona d'Avvento, con quattro fiaccole accese una alla volta nelle quattro domeniche d'Avvento.
- Brunico, via Bastioni e piazza Tschurtschenthaler: trentacinque casette fra i palazzi medievali, e due che non sono casette ma fienili — quello dei tessuti e quello dei profumi.
- Trento, piazza Fiera: settanta-novanta espositori fra le mura duecentesche, nell'antico luogo dei mercati di animali. La città si è guadagnata il soprannome di Città del Natale.
- Arco (Trento): una quarantina di casette disposte in cerchio attorno alla Collegiata, sotto il castello. Nate oltre venticinque anni fa dal Consorzio AssoCentro.
- Levico Terme (Trento): oltre sessanta casette dentro il Parco secolare degli Asburgo, il giardino costruito a inizio Novecento per la nobiltà austro-ungarica in cura alle terme.
- Ala (Trento): il mercatino non sta in piazza, sta dentro i palazzi sei-settecenteschi, fra soffitti affrescati e lampadari di cristallo.
- Pergine Valsugana (Trento): il Mercatino dei Canòpi, ai piedi di Castel Pergine, col simbolo di uno gnomo minatore.
- Siror, frazione di Primiero San Martino di Castrozza (Trento): il più antico del Trentino, nato nel 1994, con le casette fra gli antichi fienili e le stalle del centro storico.
La regola che tiene insieme tutto: deve essere fatto qui
Quattro di questi mercatini — Bolzano, Merano, Bressanone e Brunico — insieme a quello di Vipiteno si chiamano i Mercatini Originali dell'Alto Adige, e portano una regola che vale per ogni bancarella: *tutto quello che è esposto deve essere prodotto o trasformato in Alto Adige*. Vale per gli addobbi e le statuine del presepe, ma anche per le pantofole di feltro, le grappe, i succhi di mela, i saponi alle erbe. Quello che si compra ha un'origine precisa: sculture in legno di cirmolo, stelle di paglia della Val Gardena, ceramiche smaltate, sfere di vetro dipinte a mano, feltro della Val Sarentino, sapone al latte di pecora. E in certe ore del giorno gli artigiani lavorano davanti ai visitatori: a Merano c'è una casetta che si chiama Stube dell'Artigianato, a Brunico si guardano lavorare al Sternbach Palais il venerdì, il sabato e la domenica.
Il Trentino tiene la stessa regola con parole sue. A Pergine si propongono «solo prodotti di gastronomia, artigianato, ruralità e realtà sociali locali»; a Trento non è raro incontrare anziani artigiani che intagliano il legno direttamente nelle loro bancarelle.
I primi Green Event certificati d'Italia
C'è una parte che non si vede fra le luci, e in Alto Adige è dichiarata: i cinque Mercatini Originali sono stati il primo «Green Event» certificato, e lo sono da oltre dieci anni. Il progetto partì nel 2014 con l'Agenzia provinciale per l'ambiente e l'Ökoinstitut Alto Adige, e i criteri stanno scritti nel regolamento dei mercatini, che viene rivisto a intervalli regolari: uso economico delle risorse, mobilità ecologica, gestione dei rifiuti, prodotti regionali e di stagione. In pratica si vede così: casette ecologiche in legno, stoviglie riutilizzabili e niente lattine, illuminazione a led. E a Bressanone, durante l'Avvento, la città tiene laboratori che insegnano a fare i biglietti di Natale con carta riciclata e a dare nuova vita a candele e abiti.
In Trentino il mercatino non si costruisce: si mette dove c'era già qualcosa
È la differenza che si vede solo mettendo i dieci in fila. In Alto Adige il mercatino sta nelle piazze grandi; in Trentino prende un luogo che il paese ha già, e ci si adatta. Ad Ala entra negli androni e nelle sale dei palazzi barocchi, e i cortili dove stanno i banchi sono le antiche scuderie, riconoscibili dalle teste di cavallo che decorano le porte. A Levico occupa un parco di alberi secolari, con le chiome ricoperte di piccole luci come stelle, e si può girare in carrozza. A Siror le casette stanno fra i fienili e le stalle, e il paese è tutto volontari. A Trento sta dentro le mura del Duecento; ad Arco si dispone in cerchio intorno alla chiesa; a Pergine ai piedi del castello.
Ad Ala c'è anche il motivo per cui quei palazzi esistono: la città si arricchì col velluto di seta e diventò «la città del velluto più prezioso d'Europa», con saloni interamente affrescati che ospitarono il giovane Mozart. Chi guida le visite serali a lume di lanterna non è una guida qualunque: sono i Vellutai, in costume settecentesco, e con loro i Vellutini — quattro ragazzini di Ala che raccontano la propria città.
Il calendario non comincia il 25 dicembre
Qui dicembre è pieno di date che altrove non si contano, e ognuna porta un gesto.
- 4 dicembre, Santa Barbara. A Bressanone si distribuiscono i *Barbarazweige*: ogni famiglia taglia un ramo di ciliegio e lo tiene in casa nell'acqua. Se fiorisce a Natale è auspicio di felicità.
- 5 dicembre, la notte dei Krampus. «In Alto Adige la notte tra il 5 e il 6 dicembre è attesa quanto la notte di Natale.» I diavoli neri sfilano con lingue rosse, corna e mantelli di pelliccia; ogni maschera è un pezzo unico, frutto di settimane di lavoro, e per questo non si tocca.
- 6 dicembre, San Nicolò. A Merano è il patrono della città. A Brunico un corteo lo accompagna da via Ragen di Sopra fino alla piazza; a Bressanone i bambini gli portano una barchetta fatta in casa e ricevono noci e mandarini.
- 7 dicembre, Sant'Ambrogio, patrono degli apicoltori e dei cerai: a Bressanone i visitatori possono farsi con le proprie mani una candela di cera d'api.
- 13 dicembre, Santa Lucia. «Per Trento, il 13 dicembre era il giorno della fiera.» A Pergine e a Levico si fa la *Strozega*: grandi e piccoli sfilano coi barattoli per fare più rumore possibile.
- 21 dicembre. È il giorno in cui per tradizione si cuoce lo Zelten, e a Brunico il presepe vivente sfila lungo la via Centrale.
La leggenda dei Krampus la raccontano a Pergine, e spiega perché camminano accanto a un santo: nei periodi di carestia i giovani di certi paesi si travestivano da mostri con pellicce e corna e andavano a derubare i villaggi vicini. Un giorno si accorsero che fra loro c'era un impostore — il diavolo in persona, riconoscibile solo dagli zoccoli di capra — e chiamarono il vescovo Nicolò, che lo cacciò con un esorcismo. Da allora, a ogni vigilia di San Nicolò, i krampus marciano al fianco del santo.
Lo Zelten, che vuol dire «raro»
È il dolce di Natale di tutta la regione, e il suo nome è una parola sola: viene dal tedesco *selten*, che significa «raro», «eccezionale», «unico». È un pane dolce ricco di frutta secca, canditi e spezie, e si prepara con settimane di anticipo perché gli ingredienti si amalgamino; ogni famiglia custodisce la propria ricetta. Si cuoce tradizionalmente il 21 dicembre, e lo preparavano soprattutto le giovani donne, che lo offrivano in dono ai fidanzati.
Il resto della tavola cambia versante. In Alto Adige ci sono i canederli, lo Speck IGP tagliato a mano sul pane nero, gli Schlutzkrapfen ripieni di spinaci e ricotta, la zuppa d'orzo — «piatto povero ma ricco di sapore» — e a Brunico la zuppa di gulasch servita in una ciotola di pane. In Trentino si va sul tortel di patate, sulla carne salada, sul formaggio di malga e sulla polenta; ad Arco si mangia lo strauben, la frittella tirolese, e a Siror il Brazedel con la carne affumicata. Da bere, oltre al vin brulè e all'Apfelglühmix — succo di mela caldo con arancia e spezie — ci sono due cose da cercare: il Parampampoli, bevanda trentina di caffè, grappa, vino, zucchero e miele che si serve alla fiamma, e il bombardino. E a Bolzano il Glühwein arriva in una tazza di ceramica decorata che si porta a casa, oppure si lascia una cauzione e si riconsegna.
La fiera di Natale era la fiera delle cipolle
Che a dicembre qui si commerciasse da secoli lo dice un documento con una data. Lo statuto della città di Trento del 1340 testimonia quattro fiere: quella delle Ceneri, la più importante, dall'ultima domenica di Carnevale alla prima di Quaresima; quella della Vendemmia, l'8 settembre; quella della Consacrazione, dal 18 al 25 novembre; e la fiera di Natale, dal 21 dicembre al 1º gennaio, detta «delle zigole» — dal tedesco *Zwibeln*, cipolle. Il mercatino di Natale di Trento sta oggi in piazza Fiera, che è il posto dove quei mercati si tenevano.
Gli alberi li decorano le associazioni della città
A Brunico gli alberi di Natale non li addobba una ditta. Li decorano il laboratorio protetto Trayah per persone con disabilità, l'Assistenza Tumori Alto Adige della Bassa Pusteria, il laboratorio d'arte Akzent, l'associazione Lichtung per la salute mentale e il Servizio Giovani del Decanato: «ogni albero simboleggia la coesione e il sostegno reciproco all'interno della comunità». Non è un caso isolato. A Merano c'è la Casetta della Solidarietà, dove le associazioni si alternano e il ricavato va all'attività benefica di turno; a Bolzano il mercatino solidale; a Trento, in piazza Cesare Battisti, le casette del volontariato. E a Bressanone le immagini del grande calendario dell'Avvento — una finestra al giorno dall'1 al 24 dicembre — le realizzano le persone con disabilità del laboratorio «Wunderbar - Seeburg».
I presepi: un paese che si porta fuori di casa
La regione ha sei rassegne di presepi, e la più antica ha una data e un nome. Nel 1965 l'ebanista Beniamino Zanon fondò a Tesero, in Val di Fiemme, l'associazione «Amici del Presepio», e il 23 dicembre di quell'anno un presepio a grandezza naturale fu inaugurato sul ponte medievale che attraversa il rio Stava: una capanna, la Sacra Famiglia, due pastori, una donna e un ragazzo, con teste e mani in legno dipinto. «Siamo stati i primi in Italia a realizzarli con queste dimensioni», racconta Leo Deflorian, socio fondatore ancora in attività. Il materiale andò perduto nella tragedia del 1985 e il presepio fu ricostruito coi fondi della Radio TV Bavarese.
L'altra metà di Tesero nacque da un contrattempo: nel 1987, per l'inagibilità della piazza, il grande presepio fu allestito in una «corte» — così in dialetto si chiamano i passaggi coperti e i vicoli fra le case vecchie — e da lì venne l'idea di invitare le famiglie a portare fuori di casa i loro presepi. Oggi sono quasi cento, nelle finestre delle cantine e negli angoli di strada, e si girano la sera quando si accendono. Nei presepi teserani di fine Ottocento c'era una figura che tutti volevano: il «chegadinàri», il personaggio che in tempi di povertà ognuno avrebbe voluto per parente, raffigurato nell'atto di deporre monete d'oro scintillanti. E c'era il «Tita Oca», il vecchio pastore curvo col cappello in mano scolpito da Pietro Delmarco «Stefenìn», battezzato così per la somiglianza con un anziano del paese.
- Calavino, in Valle dei Laghi: il presepe vivente più antico del Trentino, negli avvolti del Rione Mas. Una cinquantina di figuranti, e gli artigiani di un tempo che lavorano davvero con gli strumenti di allora — il falegname, l'arrotino, il vasaio, il fabbro, l'incisore. Il 26 dicembre la Natività la recitano i bambini del paese.
- Baselga di Piné: «El Paés dei Presepi», un centinaio di natività nei portici, nelle fontane e nelle vecchie stalle di Miola, più la Casa dei 1000 Presepi. Lungo il percorso c'è una caccia a sedici oggetti misteriosi e cinque renne.
- Comano Terme, a Lundo: «Shalom - Pace», oltre cinquanta figuranti in tuniche cucite dalle volontarie del paese, e nelle locande si paga con i Lundini, la valuta simbolica del borgo.
- Ziano di Fiemme: una cinquantina di natività lungo un sentiero nel bosco di Zanolin, incastonate fra le radici, appese ai rami, nascoste nelle arnie, restano fino a marzo. I segnavia sono stelle comete, ogni presepe è indicato da una pecorella blu, e le pecorelle numerate servono a un cruciverba.
- Varena: «Sulla via di Betlemme», novanta personaggi e un centinaio di animali.
Quando conviene andare
I mercatini altoatesini aprono col primo fine settimana d'Avvento e restano fino al 6 gennaio, chiusi solo il 25 dicembre. In Trentino si comincia prima: Arco da metà novembre, Levico poco dopo il 20, Pergine e Trento in novembre. Il momento giusto della giornata è dal tramonto in poi, quando si accendono le casette e le proiezioni: ad Arco i fiocchi di neve illuminano il Palazzo Marchetti coi suoi camini veneziani, e sulle facciate del centro compaiono i numeri del calendario dell'Avvento. Chi cerca le date forti guardi al 5 e al 6 dicembre per Krampus e San Nicolò, e all'8 dicembre ad Arco, quando lo spettacolo pirotecnico si spara dal castello.
Domande frequenti
Qual è il mercatino di Natale più antico d'Italia?
Quello di Bolzano è il primo mercatino di Natale allestito in Italia: la città ricevette il regolamento da Norimberga nel 1989 e la prima edizione si tenne in piazza Walther nel 1991. Insieme a quello di Bressanone è anche il più antico. In Trentino il più antico è quello di Siror, nato nel 1994.
Che cos'è lo Zelten?
È il pane dolce di Natale del Trentino-Alto Adige, ricco di frutta secca, canditi e spezie, preparato con settimane di anticipo. Il nome viene dal tedesco *selten*, «raro». A Brunico si cuoce il 21 dicembre, e per tradizione lo preparavano le giovani donne per i fidanzati.
Perché in Alto Adige il 5 dicembre è così importante?
Perché è la vigilia di San Nicolò, e la notte fra il 5 e il 6 dicembre è attesa quanto la notte di Natale. Il 5 sfilano i Krampus, il 6 San Nicolò porta dolci ai bambini; a Merano è il patrono della città.
Che cosa vuol dire che un mercatino è «Green Event»?
Che è organizzato secondo criteri di sostenibilità scritti nel suo regolamento: uso economico delle risorse, mobilità ecologica, gestione dei rifiuti, prodotti regionali e di stagione. In concreto significa casette in legno, stoviglie riutilizzabili invece di lattine e illuminazione a led. I cinque Mercatini Originali dell'Alto Adige sono stati i primi in Italia a ottenere quella certificazione, nel 2014.