Home » Minoranze » Croati del Molise
I croati del Molise: tre paesi e una lingua di cinquecento anni
I croati del Molise vivono in tre comuni: Acquaviva Collecroce, Montemitro e San Felice del Molise. Circa mille abitanti conservano l'uso della lingua croata, trasmessa per cinque secoli con la sola tradizione orale. La festa più popolare è il Maja, che cade il 1° maggio.
I tre paesi hanno anche un nome nella loro lingua.
I tre paesi
La comunità slava ha mantenuto tradizioni e idioma soltanto in tre comuni del Molise:
- Acquaviva Collecroce, Živavoda Kruč;
- Montemitro, Mundimitar;
- San Felice del Molise, Filič.
Nei paesi croato-molisani si conservano cognomi di origine croata.
Una lingua che non è mai stata scritta
L'idioma è l'antica lingua croata del tipo štòkavo-ìkavo, quella usata in Dalmazia centrale, nel retroterra croato e in Erzegovina, con elementi čakaviani.
Il dato che la distingue è il modo in cui è arrivata fino a qui: è stata trasmessa per cinque secoli con la sola tradizione orale, e non esistono tracce di scritti, tranne alcune poesie.
Viene usata soprattutto nei rapporti familiari e nelle relazioni interpersonali.
Anche i canti popolari sono stati tramandati oralmente per cinque secoli; una ricostruzione osserva che la trasmissione a voce ne ha «impoverito» il contenuto.
Da dove vengono
L'origine della comunità è collegata a profughi cattolici fuggiti in Italia dalle invasioni ottomane del XV e XVI secolo.
Lasciarono l'area attorno ai fiumi Cetina e Neretva, il Podbiokovlje e la Riviera di Makarska.
La tradizione cristiana viene indicata come un fattore importante dell'identità comunitaria, che ha formato profondamente la loro cultura: tradizioni e preghiere sono sopravvissute nei secoli nella poesia, nei costumi e nelle preghiere, insieme alla tessitura, alla cucina e all'agricoltura.
La festa del Maja
La manifestazione più popolare è la festa del Maja, e consiste in un rito di auspicio per un prosperoso raccolto dei frutti della terra, attraverso la personificazione della Natura. È anche un ringraziamento alla natura per ciò che offre.
Il giorno della festa è il 1° maggio: Maj, o Maja, significa proprio «maggio».
Il lavoro comincia la vigilia. Nel pomeriggio del 30 aprile si «veste il fantoccio», cioè si addobba la struttura a forma di cono con fiori ed erbe.
Il risultato è u' maio, l'uomo che indossa un grosso telaio conico con due braccia e una testa, addobbato con fronde, erbe, fiori e primizie.
È alto più di due metri, tutto vestito di fiori, fieno ed erbe di campo.
Il giorno della festa una persona si infila all'interno della struttura e trasporta il Maj fino alla piazza del paese, girando per le vie accompagnato dal suono dell'organetto e da cantori.
La parata attraversa il paese con canti e balli popolari. Intanto alcuni cittadini aprono le porte delle proprie case per offrire gratuitamente cibo e vino: frittata con gli asparagi, pasta fritta, bruschetta con il peperoncino.
Il giorno dell'arrivo
I croati del Molise celebrano il giorno del ricordo del loro arrivo in Italia l'ultimo venerdì di aprile.
Santa Lucia a Montemitro
A Montemitro si conservano le celebrazioni di Santa Lucia, che cadono il primo e l'ultimo venerdì di maggio, insieme alla Festa della Cappella.
La tavola
Sono molte le pietanze di origine croata ancora presenti sulle tavole molisane: la zuppa d'agnello ai cevapcici e gli spiedini di carne alla griglia.
Il piatto che porta con sé anche il suo attrezzo è la peca, piatto unico di mare o di terra: si prepara in una pentola di coccio o di ghisa a forma di campana, e serve a cucinare polipi, calamari e patate, oppure carne d'agnello.
Chi tiene in piedi la lingua
Le associazioni locali conservano la tradizione, il folklore e la lingua.
- La Fondazione Agostina Piccoli è stata ufficialmente riconosciuta dall'Italia nel 2002, e assegna un premio per i risultati in campo culturale e artistico legati alla lingua, alla tradizione e alla storia.
- Dal 2002 esce la rivista Riča živa.
A Mundimitar una celebrazione della comunità è durata tre giorni, con letture di poesia in lingua croato-molisana.
Domande frequenti
Dove vivono i croati del Molise?
In tre comuni: Acquaviva Collecroce (Živavoda Kruč), Montemitro (Mundimitar) e San Felice del Molise (Filič). Circa mille abitanti usano ancora la lingua croata.
Che cos'è la festa del Maja?
Un rito di auspicio per il raccolto che si celebra il 1° maggio ad Acquaviva Collecroce. Un uomo entra in un telaio conico alto più di due metri, addobbato di fiori ed erbe, e sfila per il paese.
Da quanto tempo si parla croato in Molise?
Da cinque secoli, trasmessi con la sola tradizione orale. La comunità discende da profughi cattolici fuggiti dalle invasioni ottomane del XV e XVI secolo.
Che cos'è la peca?
Un piatto unico di mare o di terra, cotto in una pentola di coccio o di ghisa a forma di campana, con polipi, calamari e patate oppure con carne d'agnello.