Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Epifania » Filastrocche

Epifania · Filastrocche

I canti della Stella: la questua dei Re Magi al Nord

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

I canti della Stella sono la questua dei Re Magi: gruppi di cantori girano il paese portando una stella e chiedendo offerte, la sera della vigilia dell'Epifania. Il rito, detto anche «dei Tre re», è documentato nel Medioevo ed è vivo nel Nord Italia, in Sardegna e in Europa centrale.

La stella che portano è quella del viaggio verso Betlemme.

Come funziona

I cantori sono gruppi itineranti che passano di casa in casa. Il numero varia: in alcuni paesi sono tre, travestiti da Re Magi, ma la formazione media conta una decina di elementi.

Il repertorio è breve e fisso — cinque o sei brani — e le modalità cerimoniali e musicali dell'Italia centro-settentrionale sono state ricondotte a tre tipologie. In cambio del canto si raccolgono offerte.

Sopra la porta d'ingresso resta il segno del passaggio: una scritta rituale, aggiornata ogni anno, che viene interpretata come le iniziali dei tre Re Magi seguite dall'anno della visita.

La Valle Sabbia

In Valle Sabbia, nel Bresciano, la tradizione si rinnova ogni anno la sera della vigilia dell'Epifania, ed è stata documentata in modo sistematico: il repertorio raccolto comprende le varianti cantate dai gruppi di Collio, Treviso Bresciano, Comero, Sabbio Chiese, Bione, Lavenone, Capovalle, Crone, Vobarno, Mura, Pompegnino e Carpeneda — dodici località, dodici versioni.

Dal 2008 si tiene anche un Festival del canto della Stella, che occupa i dodici giorni fra Natale ed Epifania.

Sover e Piscine: un repertorio datato

Il caso trentino permette di vedere come un repertorio si forma nel tempo, perché è documentato.

Fra i titoli attestati compaiono anche «Noi siamo i tre Re Magi», «Deh sorgi amica stella» e la lauda «I trèi Re». Alcuni di questi canti risalgono al XVIII secolo.

Il canto più diffuso

Il brano che unisce le aree è «Noi siam li Tre Re d'Oriente», diffuso in tutta l'area veneto-lombarda e istriana.

È attestato a stampa fin dal Seicento: compare in una raccolta di Gianbattista Michi, intitolata Sacri canti ovvero Raccolta di varie canzoni spirituali latine e volgari.

Il Veneto

Qui il Canto della Stella è diffuso in tutto il territorio regionale, e il periodo è più largo che altrove: si pratica dall'Immacolata all'Epifania. I testi in circolazione sono moltissimi.

La versione veronese racconta il viaggio per intero: i Magi seguono una lucente stella per dodici giorni, arrivano a Gerusalemme e poi a una capanna. Il congedo è un appuntamento: «Arrivederci, a st'altra Epifania».

Accanto ai testi tradizionali — i Re «venuti dall'Oriente», la stella «tra il turchino», la stalla — circolano composizioni recenti: la filastrocca di Luisa Nason, che si chiude su Gesù addormentato accanto alla madre, e una canzone infantile di Paola F. Morante, con i Magi che portano mirra, incenso e oro.

Lo stesso rito in Svizzera

Nelle regioni cattoliche svizzere, il 6 gennaio gruppi di scolari vestiti da Re Magi passano di casa in casa cantando canzoni sui Magi, vecchie e nuove.

La questua però ha cambiato destinazione: oggi i cantori della stella raccolgono denaro per fondi destinati all'infanzia. È la stessa forma antica — il gruppo, la stella, il giro delle case — messa al servizio di una raccolta benefica organizzata.

Domande frequenti

Che cosa sono i canti della Stella?

Canti di questua a soggetto religioso eseguiti nella notte dell'Epifania: gruppi itineranti girano il paese con una stella, cantano davanti alle case e raccolgono offerte.

Dove si praticano?

Nell'Italia del Nord — in particolare Valle Sabbia, Trentino e Veneto — in Sardegna e in vaste aree dell'Europa centrale, Svizzera compresa.

Qual è il canto più diffuso?

«Noi siam li Tre Re d'Oriente», presente in tutta l'area veneto-lombarda e istriana, già stampato in una raccolta secentesca di Gianbattista Michi.

Che cos'è la scritta sopra la porta?

Il segno lasciato dai cantori: una scritta rituale aggiornata ogni anno, interpretata come le iniziali dei tre Re Magi seguite dall'anno della visita.

Da leggere