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Minoranze · Occitani

Sant Joan a Saluzzo 2027 - Il ballo del solstizio intorno al falò e la salita al Roccerè

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 20 al 21 giugno 2026
Dove Piazza Cavour, Saluzzo

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 03/09/2026.

Sant Joan, l'antica festa occitana del solstizio d'estate, si celebra a Saluzzo, in provincia di Cuneo, e nelle valli cuneesi, allo scoccare del solstizio di giugno. Il festival Occit'amo le dedica due giornate: la prima con il concerto della Grande Orchestra Occitana sotto l'Ala di Ferro di piazza Cavour, la seconda con la salita in quota fino alla Croce del Roccerè e il Gran Ballo del solstizio intorno al falò. All'orchestra partecipano un centinaio di musicisti, dai 7 ai 70 anni, allievi e maestri dei corsi di musica occitana dell'anno.

È una festa di passaggio, di purificazione e rinascita, con i falò rituali che simboleggiano la luce che vince sulle tenebre — «da secoli scandisce il calendario delle comunità» occitane delle valli cuneesi, nel cuore delle Terre del Monviso.

Cento musicisti sotto l'Ala di Ferro

Si comincia nel centro storico di Saluzzo, antica capitale del Marchesato, sotto l'Ala di Ferro di piazza Cavour. Lì, di sera, prende vita il concerto della Grande Orchestra Occitana.

Non è un'orchestra stabile: è un'orchestra che esiste per quella sera. La compongono circa cento musicisti, dai 7 ai 70 anni, e mette insieme gli allievi e i maestri dei corsi di musica occitana dell'anno — un concerto fra violini, ghironde, organetti, flauti e voci. È il modo in cui un anno intero di scuola di musica popolare si mostra tutto insieme, in piazza.

Il giorno dopo si sale

La seconda giornata «sale letteralmente in quota». I camminatori partono da due versanti diversi: da Sant'Anna di Roccabruna, in Valle Maira, e dal Santuario di Valmala, in Valle Varaita.

Non si cammina in silenzio. Lungo i sentieri i gruppi sono accompagnati da musica e canti occitani: la Bandia con le pive, i canti religiosi, i violini delle vallate. La camminata musicale da Roccabruna dura circa un'ora, con un dislivello di 550 metri, e porta al sito archeologico del Roccerè.

I due percorsi confluiscono al Colle della Ciabra e da lì proseguono insieme fino alla Croce del Roccerè, a 1.800 metri, dove si tiene il concerto finale fra cornamuse e violini, in mezzo alle incisioni rupestri e ai panorami sul Monviso.

Il ballo intorno al fuoco

La sera si scende e si mangia — c'è la polentata, su prenotazione — e poi arriva il momento che dà senso a tutta la giornata: il Gran Ballo del solstizio, intorno al falò, con canti e danze.

È qui che la festa torna a essere quello che era prima di diventare un festival: il fuoco acceso nella notte più corta dell'anno, e la gente che ci balla intorno. Il resto — l'orchestra in piazza, la salita alle incisioni rupestri, i violini lungo i sentieri — è il modo in cui una lingua e una musica che rischiavano di sparire si sono riprese la loro festa.

Come arrivare alla festa

Farsi avvolgere dalle atmosfere della festa, a Saluzzo, è alla portata di tutti. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Saluzzo è a 1,5 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è il casello di Bra Marene: da lì bastano 25 minuti di guida (27 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.

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