Le feste degli sloveni del Friuli e della Val Resia
Il carnevale della Val Resia, chiamato Püst, va dal giovedì grasso al mercoledì delle Ceneri e si svolge in forma organizzata nella sola frazione di San Giorgio. Gli abitanti si travestono da maschere «belle» e maschere «brutte», e danzano al ritmo della musica resiana.
La comunità della valle è di antiche origini slave.
Il Püst
La tradizione del Carnevale in Val Resia risale a tradizioni antiche della cultura di ceppo slavo. È un carnevale spontaneo, che si svolge da secoli e coinvolge tutta la popolazione: uno dei momenti più significativi della cultura locale.
Il cuore dei festeggiamenti è la frazione di San Giorgio, in resiano Bila, dove si tiene la cerimonia principale, la Püstawa nadëja.
Le belle e le brutte
Le figure principali del carnevale resiano sono le Lipe bile maškire, le «belle mascherine bianche».
Le ragazze indossano vestiti bianchi a balze decorati da nastri colorati — o da fazzoletti appuntati all'abito — e sul capo portano un pesante cappello realizzato con centinaia di fiori di carta colorata.
Danzano scuotendo campanelli, il cui suono dovrebbe risvegliare la fertilità della terra.
In stridente contrasto ci sono i babaci, detti anche kukaci: le maschere brutte, vecchie e cenciose, con vestiti vecchi e consumati, che precedono l'ingresso delle lipe bile maškire.
Come si svolgono i giorni
Il carnevale si distribuisce su più serate e su più paesi della valle.
- Quattro sere di festa all'Osteria Alla Speranza, fino al martedì grasso.
- La domenica pomeriggio, un grande ballo di piazza a San Giorgio.
- Il lunedì, a Stolvizza, il carnevale per i bambini.
Come finisce
Il rito si conclude il Mercoledì delle Ceneri con la processione e la condanna del carnevale, raffigurato da un fantoccio che cambia nome da paese a paese: a Stolvizza si chiama dėd.
La manifestazione si chiude con il rogo del fantoccio. Il Babaz viene bruciato in piazza, e la sua morte segna l'inizio della Quaresima.
Una sola danza, e nessuno si tocca
Secondo la tradizione locale i resiani conoscono un solo tipo di danza, al quale sono molto legati, e che definiscono semplicemente «resiana».
Si balla a coppie, in gruppi di tre o quattro, dove una coppia si incrocia con l'altra. Il particolare che la distingue è che i ballerini non si toccano mai: un tratto raro, che non si ritrova in nessun'altra danza.
L'accompagnamento è ridotto all'osso: due soli strumenti, il violino chiamato cïtira e il violoncello bünkula.
Il violoncello suona in bordone, mentre chi lo suona batte il piede sul pavimento in legno per dare vita al ritmo.
Le musiche e le danze risalgono ai primi insediamenti della comunità resiana.
Un popolo di cantanti
I resiani, specialmente le donne, sono un popolo di cantanti.
Si può assistere a esibizioni di canto e danza dal vivo durante le principali feste: il carnevale, la messa per l'Assunzione della Vergine Maria, oppure al Rozajanski dum, dove si esibisce il gruppo folkloristico della valle.
Chi visita la Resia a carnevale o a ferragosto può incontrare musicisti di violino e basso, o ballerini che vorticano in coppia.
Accanto alla musica la valle conserva un patrimonio orale fatto di favole, fiabe, leggende e canti popolari.
La festa dell'aglio
L'appuntamento estivo della valle è la festa dell'aglio, che si tiene a fine luglio.
Una comunità che ha tenuto tutto
La Val Resia ha mantenuto intatte nei secoli lingua, cultura e tradizioni. Il carnevale ne è la prova più visibile: si celebra a San Giorgio di Resia, un piccolo paese in provincia di Udine.
Domande frequenti
Quando si svolge il carnevale della Val Resia?
Dal giovedì grasso al mercoledì delle Ceneri. In forma organizzata si svolge nella sola frazione di San Giorgio, con il ballo di piazza la domenica pomeriggio e il carnevale dei bambini il lunedì a Stolvizza.
Come sono fatte le maschere resiane?
Le Lipe bile maškire indossano abiti bianchi a balze con nastri colorati e un pesante cappello di centinaia di fiori di carta. I babaci, le maschere brutte, portano vestiti vecchi e cenciosi.
Che cos'è la danza resiana?
L'unico ballo tradizionale della valle. Si esegue a coppie in gruppi di tre o quattro, e i ballerini non si toccano mai. L'accompagnano due strumenti: il violino cïtira e il violoncello bünkula.
Come finisce il carnevale resiano?
Il Mercoledì delle Ceneri, con la processione e la condanna del carnevale: il fantoccio, il Babaz, viene bruciato in piazza, e la sua morte segna l'inizio della Quaresima.