Perché l'albero di Natale è un abete: che cosa c'entra il sempreverde
L'albero di Natale è un abete per una ragione semplice: è sempreverde. Le fronde restano verdi anche a dicembre, e questo ne ha fatto un simbolo di vita che dura. Prima dei cristiani lo sapevano i druidi, e la tradizione germanica lo lega a un monaco anglosassone.
Non è però l'unico albero possibile.
Che cosa c'entra San Bonifacio
Le origini dell'albero di Natale sono spesso ricondotte alla Germania e a San Bonifacio, monaco e vescovo anglosassone che operò in terra teutonica nella prima metà del 700.
È il nome che la tradizione germanica associa al passaggio dall'albero sacro pagano a quello cristiano.
Il ramo celtico
Accanto a questa c'è un'origine pagana, legata alla tradizione celtica.
I druidi consideravano l'abete simbolo di lunga vita, proprio perché restava verde tutto l'anno. Nei riti invernali si addobbavano abeti con nastri, fiaccole, campane e oggetti votivi: la struttura del gesto — un sempreverde caricato di ornamenti — c'era già.
Perché proprio l'abete
La ragione è dichiarata: l'abete è un sempreverde con fronde perenni e verdissime.
Non è però obbligatorio. Ci sono diverse alternative ornamentali che reggono lo stesso significato: crassula, agrifoglio, ginepro, corbezzolo, viburno, leccio, alloro e sughera.
Fra gli abeti, quello balsamico è una conifera sempreverde nativa del Canada e di alcune regioni degli Stati Uniti.
Che cosa si appendeva all'inizio
Gli addobbi natalizi si usano da circa 600 anni.
In origine facevano parte dell'albero anche mele, noci e dolci di zucchero o miele — decorazioni accessibili anche a chi non poteva comprare le sfere. Chi vuole rifarlo oggi con mele vere trova un consiglio pratico: scegliere una varietà che duri, come la svizzera Fraurotacher.
L'ordine giusto per addobbarlo
Su questo le guide — italiane, tedesche e spagnole — dicono la stessa cosa, ed è un ordine che conviene rispettare.
- Prima le luci. La ghirlanda luminosa va installata per prima: se si mettono dopo, il cavo resta impigliato fra le palline.
- Poi le palline, cominciando dalle più grandi.
- Infine il puntale o la stella, in cima.
Le proporzioni contano: le palline più grandi e sfarzose vanno sui rami inferiori, quelle più piccole e delicate in alto. I decori voluminosi si sistemano nella parte interna, e alcuni ornamenti vanno appesi vicino al tronco per dare profondità. I decori lunghi, come i ghiaccioli, servono a coprire i vuoti fra le file di rami.
Se si usano candele vere al posto delle luci, vanno fissate ai rami esterni solo alla fine.
Quanta luce serve
C'è una misura, e dipende dall'altezza:
- albero di 120-150 cm — da 7 a 15 metri di catena luminosa;
- albero di 160-200 cm — da 15 a 25 metri.
Come far durare l'albero vero
Tre accorgimenti ricorrono nelle guide.
Comprarlo il più vicino possibile al Natale; lasciarlo acclimatare in un luogo fresco per uno o due giorni prima di portarlo dentro; e incidere di nuovo il tronco di un albero già tagliato prima di collocarlo in casa.
Chi vuole tenerlo su più a lungo può adottare l'uso statunitense di addobbarlo dopo il Ringraziamento.
Le pigne, e il resto
I coni d'abete sono la decorazione più economica che l'albero fornisce da sé: si possono dipingere con un colore coprente, far asciugare in un portauovo o in un cartone per le uova, e fissare con un nastro e del fil di ferro. Si appendono singoli o composti in ghirlanda.
Fra le idee recenti ci sono le arance essiccate, indicate come tendenza sostenibile ed economica, le palline in legno e porcellana, e perfino il presepe usato come ornamento sospeso.
Domande frequenti
Perché l'albero di Natale è un abete?
Perché è sempreverde: le fronde restano verdi tutto l'anno, ed è diventato così il simbolo di una vita che dura. I druidi lo consideravano già simbolo di lunga vita.
Che c'entra San Bonifacio?
La tradizione germanica gli attribuisce l'origine dell'albero di Natale: era un monaco e vescovo anglosassone attivo in Germania nella prima metà del 700.
Si può usare un altro albero?
Sì: crassula, agrifoglio, ginepro, corbezzolo, viburno, leccio, alloro e sughera, tutti sempreverdi ornamentali.