Presepe Vivente a Barile 2026 - Le cantine scavate nel tufo dove Pasolini girò la Natività
Il Presepe Vivente di Barile, in provincia di Potenza, in Basilicata, si tiene a dicembre nel Parco Urbano delle Cantine, e oltre 240 figuranti animano le scene del Vangelo dentro le grotte. Ha una scenografia che nessuno ha dovuto costruire: le caratteristiche cantine-grotte scavate nel tufo, illuminate per l'occasione con centinaia di candele: il parco che le raccoglie è «custode di antiche tradizioni e saperi».
E non è la prima volta che qualcuno le sceglie per raccontare la Natività. Quel parco è già stato il set, nel 1964, del Vangelo Secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini, proprio con le scene della Natività e dell'Adorazione dei Magi. Negli stessi anfratti, oggi, la scena la rifà il paese.
Oltre 240 figuranti, e i mestieri che il borgo aveva
Ognuna delle cantine ospita un mestiere, e l'elenco vale più di qualsiasi descrizione: il falegname, il fabbro, il ciabattino, l'impagliatore di vimini, le ricamatrici e le tessitrici, lo scalpellino, gli scultori, le decoratrici, il vinaio, il casaro, l'oste, i mercanti.
La cosa che li tiene insieme è che non sono tutti scomparsi: sono «mestieri di un tempo e alcuni ancora attuali nel piccolo borgo barilese». Il presepe, insomma, non mette in scena solo Betlemme: mette in scena anche Barile.
Le scene, dal censimento all'Adorazione
Il percorso segue il racconto dei Vangeli, e le tappe sono tutte allestite. Si comincia con l'Accampamento Romano e il Censimento, si passa dal Palazzo di Erode con la sua corte e l'incontro con i Re Magi, si arriva all'Annunciazione a Maria e alla chiamata dei pastori da parte dell'Angelo.
Poi c'è il Tempio con gli scribi e i sacerdoti, e la vita quotidiana a Betlemme con il mercato all'aperto; la visita che Maria fece alla cugina Elisabetta dopo aver ricevuto l'annuncio; il viaggio verso Betlemme di Maria e Giuseppe. E infine, seguendo la Stella Cometa, la capanna della Natività e l'Adorazione dei Magi.
L'effetto voluto lo dichiarano gli organizzatori: «Tutto sarà come 2000 anni fa: suoni, luci, profumi, tradizioni, costumi».
Un paese intero, e la valle intorno
A mettere in piedi tutto questo non è una compagnia: è l'Amministrazione comunale in collaborazione con tutte le Associazioni locali, l'Istituto Comprensivo «Giovanni XXIII» e la Parrocchia. L'elenco di chi ci lavora è lungo quanto quello dei mestieri: l'Associazione Restart, la Parrocchia Santa Maria delle Grazie, la Pro Loco, il Comitato Via Crucis, la Fidas, la Croce Rossa, l'Avis, il Centro Terza Età, l'Associazione Il Giglio, l'Associazione Intercultura, l'Associazione Torimus, le Guardie Ecozoofile.
E il bacino non si ferma al paese. La scelta dichiarata è stata quella di realizzare il presepe «coinvolgendo non solo la comunità arbëreshë di Barile, ma anche i centri di tutto il Vulture-Melfese»: un presepe di valle, non di borgo.
Come arrivare alla festa
Partecipare al Presepe Vivente a Barile è davvero semplice. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Barile a un passo dal centro, 800 metri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Barile - Ginestra, e da lì restano 1,6 chilometri e 3 minuti.
Da vedere qui intorno
Da queste parti si festeggia anche cosi'.
- Tumact Me Tulez a Barile — ottobre
- Via Crucis Arbëreshe a Barile — marzo
- Maria SS. di Costantinopoli a Barile — giugno