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Presepe Vivente a Cavagrande del Cassibile 2026 - Tradizione e sapori nel cuore della riserva

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il Presepe Vivente di Cavagrande del Cassibile si allestisce nel periodo natalizio ad Avola Antica, contrada di Avola in provincia di Siracusa, nel piazzale che si affaccia sui Laghetti di Cavagrande del Cassibile. Lungo un percorso di casette in pietra e legno oltre sessanta figuranti in costume d'epoca interpretano gli antichi mestieri siciliani, dal «trappitu» che macina le olive al «ricuttaru» che prepara la ricotta calda, fino alla grotta della Natività. Lo organizza l'associazione culturale Cava Grande; il 6 gennaio arrivano i Re Magi.

Un villaggio sul belvedere dei laghetti

Il presepe si allestisce nel cuore della Riserva Naturale Orientata del Cassibile: il posto preciso è il piazzale adiacente alla terrazza che si affaccia sui Laghetti di Cavagrande del Cassibile: il belvedere dei «laghetti», una cornice naturale che restituisce senza artifici l'atmosfera storica della tradizione siciliana.

Il presepe è strutturato «a percorso»: le casette, realizzate in legno e in pietra, sono dislocate lungo un cammino in modo da ricreare un vero villaggio, e chi entra scopre di volta in volta le scene di vita quotidiana di quel tempo, fino alla tappa finale, la grotta della Natività.

Il percorso propone oltre ottanta mestieri siciliani antichi, rappresentati con rigore dentro botteghe e abitazioni in pietra e legno, animate da oltre sessanta figuranti in costume d'epoca; il numero dei figuranti cambia da un'edizione all'altra. È una delle manifestazioni più longeve della Sicilia e richiama migliaia di visitatori.

A organizzarla è l'associazione culturale Cava Grande.

Il craunaru, l'ammolacutedda e il quartararu

I mestieri si chiamano con i loro nomi dialettali. Ci sono il «craunaru», il «liamaru», il «furnaru», lo «scarparu», il «cannistraru», il «carraturi», il «murassiccaru», la «lavannera», il «firraru». Il «falignami» è intento nella lavorazione del legno; lo «spaccaligna» e lo «scappillinu» lavorano con gli attrezzi antichi della tradizione agreste iblea.

L'«ammolacutedda» è l'arrotino che girava per la città con una particolare bicicletta dotata di mola ad acqua, e da lì viene il nome dialettale. L'«uttaru», sagomando il legno, ne ricavava le botti; il «quartararu» è il vasaio. E poi lo «scuparu», il «lattaru», il calzolaio, le massaie, le ricamatrici, il cestaio, il fornaio, il massaro.

Chi li interpreta non è un semplice figurante: sono persone che danno vita a gesti antichi, ripetuti con la stessa cura di un tempo.

Il trappitu, la tissitura e la casa del massaru

Dentro il presepe si visitano anche le mostre. C'è la casa del «massaru» e c'è la «tissitura», dove si vedono da vicino oggetti, utensili e attrezzi della tradizione contadina iblea. C'è il cosiddetto «trappitu», usato un tempo per macinare le olive e produrre l'olio.

Nell'insieme è un vero e proprio museo storico culturale del territorio, un piccolo museo a cielo aperto di tradizioni ormai scomparse: fra taverne, modeste abitazioni, stalle e piccole botteghe riprende vita per qualche ora la Avola del passato, con i vecchi arnesi agresti e casalinghi rimasti nei ricordi degli anziani.

La ricotta calda offerta al pubblico

I sapori sono uno dei tre ingredienti dichiarati della manifestazione, insieme alla tradizione e alla storia. Il «ricuttaru» prepara al momento la ricotta calda e la offre al pubblico, e lungo il percorso si degustano il minestrone di fave e ceci, il pane abbrustolito e il vino.

Negli altri punti di assaggio si trovano i legumi, le olive, il vino locale, il pane casereccio, le preparazioni dolciarie e le pietanze povere della tradizione: parte integrante dell'identità culturale del territorio, non un contorno.

Gli animali veri e l'arrivo dei Re Magi

Il presepe è animato da animali veri, e i visitatori possono interagire con loro: oltre alla mucca e all'asino, protagonisti della Natività insieme a Maria, Giuseppe e al Bambin Gesù, ci sono caprette, galline, pony, cavalli, oche, anatre, pecore e agnellini. Nella grotta, accanto al bue, c'è l'immancabile asinello Turidda.

Lungo il cammino passano anche i soldati romani, rappresentati dai centurioni. Il 6 gennaio si assiste all'arrivo dei Re Magi, giunti da lontano per portare in dono al Bambinello oro, incenso e mirra.

Come arrivare alla festa

Partecipare al Presepe Vivente ad Avola è davvero semplice. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Avola a un passo dal centro, un chilometro dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Avola, e da lì restano 3,9 chilometri e 4 minuti.

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