Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Natale » Presepi

Natale · Presepi

Presepe Vivente a Castiglion Fiorentino 2026 - Il banditore

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il Presepe Vivente si tiene a Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo, in Toscana, il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano. Il percorso si apre davanti al banditore che, accompagnato da legionari romani, ricorda il censimento ordinato da Augusto, e prosegue fra i vicoli del centro storico fino alla capanna della Natività. La tradizione risale al 1992.

Dal 1992, il giorno di Santo Stefano

La data di nascita è precisa: «il presepe vivente castiglionese è una tradizione che risale al 1992», e da allora «come di consueto, il presepe prende vita nel centro della città il giorno di Santo Stefano, il 26 dicembre» — in alcune edizioni con una seconda replica in una domenica precedente.

A organizzarlo è sempre la stessa squadra: la manifestazione è «organizzata e promossa da tre decenni dalla Associazione Pro Loco in collaborazione con l'Amministrazione Comunale», con la collaborazione del Terziere Porta Fiorentina, del Rione Cassero, del Rione Porta Romana e di altre società locali. È «tra le più significative della città», e «fa vivere in modo diverso questa festività».

Il banditore e il censimento di Augusto

L'apertura è la stessa da anni, e serve a collocare la scena nel tempo giusto: il banditore, con i legionari romani al fianco, ricorda il censimento di Augusto — quello per cui, nel racconto evangelico, Giuseppe e Maria si mettono in viaggio.

Da lì «il Presepe Vivente si anima come un piccolo borgo, con un percorso che si snoda per i vicoli e le piazze del paese». Dove esattamente cambia di anno in anno: si è partiti da piazza San Francesco e da piazza del Comune, e si è arrivati ai pressi di Palazzo Pretorio, di Palazzo San Michele o di piazza Sant'Agostino, sempre attraversando tutti e tre i rioni castiglionesi.

Erode, i pastori e gli antichi mestieri

I quadri sono quelli della tradizione, e si elencano sempre nello stesso ordine: «il palazzo di Erode, l'accampamento romano, i pastori, i Re Magi, la Natività». Ma accanto alla vicenda evangelica ce n'è un'altra, che riguarda questa terra: «scene tipiche della società contadina della nostra terra, grazie ad un viaggio tra gli antichi mestieri e le vecchie tradizioni che rappresentano il lavoro faticoso delle mani dell'uomo».

Gli artigiani non recitano soltanto: «la coreografia è arricchita dalla presenza di molti artigiani, che esercitano davvero il loro mestiere, lì per lì» — un motivo in più, scrivono, per venire a vedere.

Quanti siano i figuranti dipende dall'anno: le cronache parlano di oltre cento, di circa 150, e in altre edizioni di quasi duecento comparse. Arrivano da tutto il paese, «grazie all'apporto di tanti singoli cittadini, di Associazioni, Circoli e Rioni».

C'è anche una parte viva in senso stretto, con animali non comuni: pecore Jacob maculate e quadricorne, Naso Nero del Vallese, antiche Skudde e caprette nane africane, accompagnate dai cani da pastore Border Collie, e poi oche di Tolosa, anatre Balinesi e galline ornamentali. Del resto è «un'esperienza che lega l'architettura del paese con la tradizione costituita dagli artigiani, dai contadini e dall'allevamento degli animali».

Vicoli e piazze dimenticate

Lo scopo dichiarato non è solo religioso, ed è scritto nero su bianco dagli organizzatori: «la filosofia essenziale della manifestazione, oltre chiaramente alla ovvia e indiscutibile finalità celebrativa e vocazionale, è quella di portare il visitatore alla riscoperta di vicoli e angoli caratteristici all'interno delle mura del centro storico, che magari risultano penalizzati dal tragitto quotidiano del cittadino».

È un invito rivolto per primo a chi ci abita: il presepe «farà scoprire o riscoprire al visitatore di turno i caratteristici vicoli e piccole piazze del paese, spesso dimenticate» — «magari meno frequentate, ma non per questo meno preziose».

Ciacce, vin brulè e castagne

Lungo il tragitto si mangia. Lungo il percorso si comprano ciacce — o focacce — vin brulè e castagne.

Il finale è quello di ogni presepe vivente: la capanna con la Sacra Famiglia, interpretata per Santo Stefano da una giovane famiglia del posto. Perché è così che funziona questo genere di rappresentazioni, in Italia: «ad organizzare i presepi viventi sono, per lo più, intere città, frazioni o loro quartieri, e i figuranti sono solitamente loro abitanti».

Come arrivare alla festa

Arrivare a Castiglion Fiorentino per il Presepe Vivente non è complicato. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Castiglion Fiorentino si trova a 1,8 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Palazzo del Pero dista 15 chilometri, cioè 18 minuti di strada.

Altre feste in zona

Nella stessa provincia, altre feste antiche.

Da leggere