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Le tradizioni di Natale in Piemonte: riti, piatti e usanze del posto
In Piemonte il periodo natalizio si apre l'8 dicembre. La sera della Vigilia si porta in casa il süc 'd Natal, il ceppo, e nel Monferrato si va alla messa di mezzanotte lasciando la finestra aperta; a tavola arrivano agnolotti al plin, cappone ripieno e bonet.
Dai dodici giorni fra Natale ed Epifania si ricavava il tempo di tutto l'anno.
Il süc 'd Natal
Prima della messa di mezzanotte si portava in casa il ceppo, chiamato süc 'd Natal. Non era un tronco qualsiasi: veniva lasciato seccare un paio d'anni sotto il portico della cascina, e solo allora si metteva a bruciare nel camino.
Dal modo in cui ardeva si leggeva l'anno che veniva: se il ceppo bruciava con forza, sarebbe stato un anno di pace e prosperità.
La finestra aperta del Monferrato
Nel Monferrato, la notte di Natale, le famiglie andavano a messa lasciando la finestra aperta, perché la Sacra Famiglia potesse entrare a riposarsi se fosse passata di lì.
Al ritorno dalla funzione si disponevano i doni, e il bambino più piccolo metteva nel presepe la statuina di Gesù Bambino. Fuori dalla chiesa ci si riscaldava con il vin brulè, preparato con le spezie e le scorze di agrumi.
I segni e le previsioni
La notte di Natale era il momento in cui si guardava avanti, e ogni zona aveva il suo modo.
- nel Vercellese si tagliava una mela e dal taglio si traevano previsioni;
- nel Torinese si versava la chiara d'uovo, prima di mezzanotte, e si leggevano gli auspici;
- in provincia di Cuneo l'uomo più anziano della famiglia accendeva una candela: se la fiamma si piegava, il raccolto sarebbe stato abbondante;
- nel Biellese si conservava l'olio dei lumi della messa di Natale, da usare in caso di calamità.
I dodici giorni dal 26 dicembre al 6 gennaio servivano a prevedere il tempo dei dodici mesi: il 26 valeva per gennaio, il 27 per febbraio, e così via fino all'Epifania. Una leggenda vuole che nella notte di Natale bovini e cavalli parlassero, per un dono ricevuto da Gesù Bambino.
Gelindo
Gelindo è la figura del Natale piemontese, legata soprattutto al Monferrato. È un pastore che si mette in viaggio per obbedire al decreto di Augusto, incrocia la Sacra Famiglia e diventa il primo a vedere il Bambin Gesù.
La sua storia si metteva in scena nei giorni natalizi nel Monferrato, nell'Alessandrino, nel Roero, nel Novarese e a Torino: prima nelle stalle, durante le veglie invernali, poi — dalla fine dell'Ottocento — nei teatri delle parrocchie e degli oratori, con le compagnie filodrammatiche.
La novena e i nouvet
La novena si celebrava in ciascuna parrocchia, e attingeva a un antico repertorio di canti e laude sacre; nelle comunità rurali è rimasta viva a lungo. In provincia di Torino e nel Cuneese si cantano i nouvet, i canti natalizi locali.
Il presepe
Le statuine del presepe piemontese non si mettono tutte insieme: si aggiungono a tappe — prima i pastori e gli artigiani, poi Maria e Giuseppe, il Bambino a Natale e i Re Magi il 6 gennaio.
In tutta la regione ci sono presepi meccanici, viventi, in formato gigante e Natività allestite sull'acqua. A Dogliani, il 23 e il 24 dicembre, si tiene uno dei presepi viventi più belli della regione.
La tavola
Il pranzo comincia con gli antipasti, che in Piemonte sono molti: vitello tonnato, considerato d'obbligo, insalata russa, carne cruda all'albese e peperoni con la bagna cauda.
Fra i primi ci sono gli agnolotti al plin e i tajarin con il ragù di funghi. I secondi sono il cappone ripieno, il brasato al Barolo e il baccalà fritto.
Il dolce immancabile è il bonet, budino di cioccolato, rum e amaretti; c'è chi preferisce la panna cotta. In alcune zone del Biellese si preparano biscotti che si mangiano solo quel giorno.
Il mercato di corso Racconigi
A Torino, fino a non molto tempo fa, al mercato di corso Racconigi i pastori portavano gli agnelli e li abbellivano per la festa. Lì si consumava il Seiràs, la ricotta dolce piemontese.
Nel periodo natalizio i mercatini animano le piazze della regione, e i caffè storici propongono le loro occasioni.
Domande frequenti
Che cos'è il süc 'd Natal
Il süc 'd Natal è il ceppo natalizio piemontese. Si lasciava seccare un paio d'anni sotto il portico e si bruciava nel camino la notte di Natale: se ardeva con forza, l'anno sarebbe stato prospero.
Chi è Gelindo
Gelindo è il pastore protagonista della rappresentazione natalizia piemontese, legata al Monferrato: incontra la Sacra Famiglia in viaggio ed è il primo a vedere il Bambin Gesù.
Cosa si mangia a Natale in Piemonte
A Natale in Piemonte si mangiano vitello tonnato, insalata russa e carne all'albese come antipasti, agnolotti al plin e tajarin come primi, cappone ripieno e brasato al Barolo. Il dolce è il bonet.
Perché nel Monferrato si lascia la finestra aperta a Natale
Nel Monferrato la finestra restava aperta durante la messa di mezzanotte perché la Sacra Famiglia, passando di lì, potesse entrare a riposarsi.