Presepe Vivente a Equi Terme: la Natività nell'antro delle Grotte
Il Presepe Vivente si tiene a Equi Terme, frazione del Comune di Fivizzano, in provincia di Massa-Carrara, per quattro giorni fra il 23 e il 26 dicembre. Il borgo, abbarbicato sulla roccia fra anfratti e grotte naturali, si trasforma dopo il calar del sole in una piccola Betlemme, con oltre 150 figuranti in costume che animano vicoli, botteghe e mestieri antichi fino alla Natività nella grotta d'ingresso delle Grotte di Equi. L'Associazione Presepe Vivente Equi Terme organizza la manifestazione dal 1986.
Il borgo che non deve travestirsi
Il percorso si snoda lungo i vicoli e le aie del borgo antico, illuminati dai caldi colori delle torce e dai falò, fra le strette vie e le antiche case in pietra. Dura circa 40-60 minuti, parte dal centro storico, attraversa tutto il paese e, passata la riva del torrente Fagli, si conclude nell'antro d'ingresso delle Grotte di Equi: la stessa grotta che il pubblico visita tutto l'anno, e che qui diventa il luogo della Natività.
La cornice è quella del sito geologico e archeologico del Geopark, e la frazione è anche sede delle terme. L'Associazione Presepe Vivente Equi Terme è nata nel 1986 e da allora la organizza ogni anno, con più rappresentazioni che richiamano migliaia di visitatori. È uno dei presepi viventi più longevi d'Italia, e la tradizione a cui si aggancia è quella che nel 1223, a Greccio, vide San Francesco d'Assisi mettere in scena la Natività: da lì sono nate le rievocazioni che oggi riportano il visitatore alla Betlemme di 2000 anni fa.
Trenta postazioni e i mestieri di un tempo
Lungo il tragitto si incontra una trentina di postazioni fisse, scenografate con usi e costumi esistenti a quell'epoca. Ci sono i mestieri più faticosi, quelli che il racconto assegna agli uomini — il fabbro, il tornitore, l'arrotino, il pastore — e quelli riservati alle donne: le lavandaie, le filatrici, le tessitrici. E poi ciabattini, falegnami, scalpellini, fornai, telaiste, mercanti, pescatori, pittori e scultori, il conio della moneta e i battitori di monete, i legionari romani, re Erode con le sue guardie, le locande. I negozi del paese si trasformano in botteghe dove gli artigiani ripropongono i mestieri di un tempo, e nelle taverne si sosta a mangiare i piatti tipici della Lunigiana.
Sono oltre 150 i figuranti, tutti volontari in costume d'epoca, che vengono dal borgo e dai dintorni: non è una recita, è una festa di comunità che coinvolge quasi tutti gli abitanti della zona.
Gli animali e la grotta della Natività
Gli animali sono veri e vengono trasportati per l'occasione dai paesi della Lunigiana: capre, pecore, oche, galline, rapaci e cavalli, con il gregge guidato dai pastori di oggi. Alla grotta il criterio è preciso: la mucca è rigorosamente «Bruna Alpina», più mansueta, e i due animali — la mucca e l'asino — vengono fatti conoscere qualche giorno prima della rappresentazione, così da non innervosirsi dovendo stare fianco a fianco.
Il cammino si chiude fra i suoni delle zampogne e degli zampognari, con i Magi in cammino, il bue e l'asinello, e Maria, Giuseppe e il Bambino Gesù illuminati dalla luce calda delle fiaccole.
Sarte, volontari e una coppia del paese
Il lavoro comincia molto prima di dicembre: i volontari con doti da artigiano sono all'opera da inizio ottobre, a costruire fedelmente le scenografie che hanno reso celebre il presepe. I costumi sono confezionati dalle sarte locali, pensati, realizzati e cuciti durante gli anni dagli abitanti del luogo; a supervisionare il confezionamento degli abiti c'è da sempre la centenaria Nara, detta Pina.
Ogni sera una coppia del luogo con un neonato nato nell'ultimo anno rappresenta la Sacra Famiglia davanti ai visitatori: non un attore, non un figurante scelto, ma una famiglia del paese e il suo bambino.
Un treno centoporte da Aulla
Nella giornata di chiusura torna il tradizionale appuntamento con il treno storico della Fondazione FS: un treno speciale raccoglie i visitatori delle cittadine vicine e li accompagna dentro il presepe. Si raggiunge Equi Terme a bordo di un treno centoporte degli anni Trenta, e durante il viaggio fra le stazioni di Aulla ed Equi Terme, seduti al proprio posto, si assaggiano i prodotti tipici del territorio; al ritorno è la volta dei dolci natalizi e dello spumante, serviti dai volontari delle associazioni.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Fivizzano per il Presepe Vivente non è complicato. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Equi Terme a un passo dal centro, 400 metri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce al casello di Aulla, e da lì restano 23 chilometri e 29 minuti.
Eventi nei dintorni
Altri appuntamenti nei paesi vicini.
- San Geminiano a Pontremoli — gennaio
- Falò invernali a Pontremoli — gennaio
- Madonna del Gaggio a Podenzana — agosto