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Presepe Vivente Pasca di Natali in Carrera a Calangianus 2026 - Cambia quartiere ogni anno, e la mangiatoia sta in una cantina di granito

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

A Calangianus, in Gallura, nel Nord-Est della Sardegna, il presepe vivente si tiene fra dicembre e l'Epifania e non ha un indirizzo fisso. Viene allestito ogni anno in una zona diversa del paese: un quartiere caratteristico per volta, scelto per rivitalizzare e valorizzare un angolo sempre diverso del centro storico. È toccato una volta al quartiere della chiesa di Santa Giusta; l'associazione che lo organizza dice di cercare apposta gli angoli dimenticati.

Dentro le case e dentro le cantine

Il presepe si monta in vecchie abitazioni e cantine. Si ricostruiscono gli ambienti di una volta e le antiche botteghe artigiane di mestieri ormai quasi scomparsi, con gli arnesi, gli arredi e i corredi di allora — roba rinvenuta nelle case e negli stazzi di Calangianus, che in quelle giornate torna a rivivere fra le mani sapienti degli artigiani.

I figuranti in abiti tradizionali animano tre luoghi in particolare: la mangiatoia, realizzata in una splendida cantina in granito, l'antico borgo del centro e la signorile Palazzina del Corso Nicolò Ferracciu. Una volta la natività con Maria, Giuseppe e il Bambino è stata ambientata nella chiesa settecentesca di Sant'Anna, «un piccolo gioiellino in granito nel cuore del paese».

Il quadrettaio, e gli altri mestieri

Girando si entra nelle cantine di un tempo e negli ambienti di lavoro del lattaio, del fabbro e dello scalpellino, del falegname, della tessitrice e della pittrice; si trovano l'antica osteria e l'emporio, e si vede come si realizzavano in passato i dolci e il pane. All'opera ci sono artigiani, pastori e massaie che rivitalizzano le vie della Calangianus di un tempo.

Fra tutti gli angoli ce n'è uno che appartiene solo a questo paese: quello dedicato al quadrettaio, cioè «colui che un tempo tagliava il sughero in piccoli parallelepipedi ("quadretti") da cui si realizzano tipi di sughero». È il mestiere su cui Calangianus è cresciuta, rimesso in scena dentro un presepe.

Le scene di quotidianità antica e i quadri del passato sono affidati anche ai contadini e ai carrulanti di Tempio Pausania, e nel presepe ci sono animali. Fra i momenti più attesi c'è la rievocazione storica della legione romana di re Erode, con il simbolico censimento del popolo, che porta dentro il racconto della Natività riferimenti storici di grande impatto visivo.

Due date, e un'anteprima che bussa alle porte

L'evento si svolge in due date, come ogni anno: il 26 dicembre e il 6 gennaio. Prima però c'è un'anteprima, il 23 dicembre, e si chiama «Lu ciocca ciocca»: Maria e Giuseppe che vanno in cerca di alloggio, bussando.

Il corteo parte in cammino dalla Chiesa del Convento e si snoda tra le vie del paese, accompagnato dalla musica delle launeddas. Attorno ci sono cori tradizionali — il 6 gennaio ha partecipato il Coro Su Bubugnulu di Luras — e balli di gruppi folkloristici.

Il 6 gennaio la giornata è quella dei Re Magi e della Befana, che offre dolci e doni ai più piccoli. Una volta i Magi sono arrivati in sella a tre splendidi cavalli, vestiti di tutto punto, senza tralasciare nessun particolare, come la tradizione cattolica ha tramandato nei secoli. E per le strade si è sentito dire «è nato una steddhu».

Li siati, li ciusoni, e la zuppa regina

Nelle botteghe si dimostra la preparazione dei piatti della tradizione: li siati o li ciusoni, gli amati gnocchi galluresi. Nell'area gastronomica arriva il resto — chjusoni, pulenta, mazzu friscu, suppa gadduresa, frittelle, porchetta e fagioli, cocchi imbuttiti, panini e salsiccia, taddheri di lu stazzu e panati, e una volta anche le seadas. Nelle degustazioni la zuppa gallurese ha assunto il ruolo di regina.

Chi lo tiene in piedi, e perché

La manifestazione è organizzata dall'associazione turistico culturale Contiamoci, che la allestisce dal 2010, di concerto con l'amministrazione comunale, con la collaborazione di tutte le associazioni del paese e il patrocinio del Comune.

Il motivo dichiarato è doppio. Da una parte tramandare il valore della tradizione del presepe e il messaggio di speranza del Natale: «un'occasione per invitare a riflettere sul significato del presepe e, quindi, sul vero senso del Natale», dicono gli organizzatori. Dall'altra valorizzare il centro storico e «aprire le porte del nostro paese e far vivere, tra antichi sapori e tradizioni, l'ospitalità di Calangianus», con un evento capace di richiamare persone anche da altri paesi.

Quello che ne esce è la ricreazione dell'antica vita quotidiana: l'atmosfera della vita semplice, umile e laboriosa di altri tempi, e la conoscenza di attività scomparse, usanze dimenticate, costumi di vita ormai tramontati. Colpiscono due cose: la cura nell'allestimento delle antiche abitazioni, e la disponibilità — non scontata — di tante persone fra volontari e figuranti. È «una bellissima tradizione a cui si è affezionato l'intero paese».

Come arrivare alla festa

Farsi avvolgere dalle atmosfere del Presepe Vivente Pasca di Natali in Carrera, a Calangianus, è alla portata di tutti. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Calangianus a un passo dal centro, 500 metri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Monti-Telti, e da lì restano 20 chilometri e 22 minuti.

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