Presepe Vivente a Pezze di Greco 2026 - Il chilometro e mezzo fra le grotte scavate nel tufo e il Gesù Bambino vero
Il Presepe Vivente di Pezze di Greco, nel comune di Fasano, si visita fra dicembre e gennaio, a partire dal 26 dicembre, nel villaggio rupestre di Lama del Trappeto. Qui l'espressione «andare in scena» non è corretta, perché i visitatori non sono spettatori ma elementi attivi della rappresentazione. Il percorso, lungo un chilometro e mezzo, è animato da più di trecento figuranti che per l'occasione si trasformano in fabbri, falegnami, massaie, sarte e pastori di altri tempi.
Dentro una lama
Le grotte in cui si cammina sono vecchie dimore ricavate nel tufo, «di grande valore antropico e geologico», e si trovano all'interno di un canyon chiamato «lama», scavato da un fiume in età neozoica: simile alle gravine di Matera e dell'area ionica, ma più dolce e meno profondo. Il presepe si sviluppa in decine di grotte scavate nel tufo delle pareti, e il percorso si snoda fra quelle e gli ulivi.
Il cuore del villaggio è il frantoio ipogeo, un frantoio sotterraneo scavato nella roccia che testimonia la cultura millenaria dell'olio in Puglia: per l'occasione anche il suo torchio torna in funzione. E poi c'è il cotone, la terza coltura più diffusa in Puglia all'inizio del Novecento dopo la vite e l'ulivo: all'interno di una grotta un gruppo di donne lavora ai telai.
Accompagnati dai ritmi incalzanti della pizzica, i visitatori entrano ed escono dalle grotte dove, in epoche lontane, risiedevano gli abitanti del posto: ci si ferma davanti a scene di vita famigliare, si scoprono antichi mestieri e animali legati alla vita bucolica, si ascoltano i canti della festa, si conoscono da vicino le funzioni di rari attrezzi di un tempo.
Nessuno finge
Qui, spiegano gli organizzatori, «non c'è distanza tra spettatori e figuranti e tutti sono impegnati nelle loro mansioni e nei loro habitat originari, tra fuochi, fumi, odori e voci». Con i figuranti si può interagire, e persino assaggiare qualche prelibatezza tradizionale preparata da loro sul momento — come le famose pittule, palline fritte di pasta lievitata tipiche delle feste di Natale in Puglia.
I costumi, tipici dei primi del Novecento, vengono confezionati da un laboratorio-sartoria locale, mentre il Museo Laboratorio di Arte Contadina mette a disposizione attrezzi di antichi mestieri, che tornano a essere utilizzati come tanti anni fa. Non mancano gli animali: non solo i «classici» bue e asinello, ma anche muli, pecore, altri animali da cortile e gli esemplari di bovini podolici tipici di queste zone.
Il più piccolo della rappresentazione è naturalmente Gesù Bambino, «vero» anche lui: ogni anno la Sacra Famiglia è scelta fra coppie di genitori che partecipano insieme al loro neonato di pochi mesi. Nessuno, insomma, finge; e l'intero villaggio si rianima come un tempo: vecchi e giovani si ritrovano ancora una volta insieme a intagliare il legno e battere chiodi, srotolare gomitoli e impastare lievito e farina, per ricreare oggetti, profumi e sapori di un'epoca lontana ma mai dimenticata. Tutti coloro che sono nati qui, racconta chi cura il museo, almeno una volta nella vita si sono trasformati in un antenato di altri tempi.
La Natività, e i dodici quadri
Il cuore del presepe resta la rappresentazione vivente del Natale. La Grotta della Natività, rinnovata negli anni, vuole essere un'«icona» dell'Amore che Dio ha donato nell'incarnazione del suo Figlio; entrando lì, scrivono gli organizzatori, «il frenetico correre del presente si unisce al lento incedere del passato».
In alcune edizioni il percorso è suddiviso in dodici quadri recitati, ispirati agli scritti di Don Tonino Bello, che volgono l'attenzione ai poveri, a coloro che non trovano pace, a chi cerca lavoro, agli emarginati, ai malati, a quanti sono immigrati, a chi non ha il coraggio di cambiare. Il presepe, dicono, resta sempre un momento di meditazione, oltre che una festa.
Dal 1987
Gli abitanti del circondario — prevalentemente agricoltori, di mentalità semplice, pratica, laboriosa — sono dal 1987 gli artefici del Presepe Vivente. È nato per volontà di un comitato interassociativo composto dall'Associazione dei genitori di Pezze e dall'Azione Cattolica parrocchiale; dalla quinta edizione, nel 1991, un comitato parrocchiale ne assunse la responsabilità, e per anni il presepe si svolse in luoghi diversi di anno in anno, valorizzando le numerose grotte presenti nelle vicinanze del paese. Nel 1999 arrivò il gemellaggio con il Presepe vivente di Petrignano di Assisi.
La svolta è del 2000: il 7 marzo il Comune di Fasano, dopo aver acquistato il complesso rupestre di Lama del Trappeto in contrada Bicocca, lo concesse in comodato d'uso gratuito alla parrocchia; e il 19 dicembre dello stesso anno si costituì, con atto notarile, l'Associazione Culturale «Presepe Vivente», il cui statuto — firmato da diciannove soci fondatori — stabilisce come presidente il parroco pro tempore, affiancato da altre sei persone elette dai soci.
Un affresco della civiltà contadina
Il presepe è ambientato storicamente nella civiltà contadina di fine Ottocento e primi del Novecento, ed è uno dei primi esempi in Puglia di rappresentazione della Natività incardinata nella ricostruzione di un contesto storico-socio-culturale ben preciso: quello della comunità rurale fasanese. Dietro c'è un lavoro di ricerca su usi, costumi e tradizioni locali, e la ricerca degli attrezzi tipici e degli utensili usati dai lavoratori del posto in quegli anni.
Il risultato è un vero museo laboratoriale della civiltà contadina, dove gli animali, i mestieri antichi, gli odori, la musica, gli oggetti e gli attrezzi di un tempo riportano il visitatore alle radici del territorio. E c'è un effetto collaterale che vale quanto la festa: la Lama del Trappeto, proprio grazie all'idea dell'allestimento del presepe, è stata recuperata e restituita alla comunità di Pezze e del fasanese, oltre che ai turisti incantati dall'antichissimo fenomeno del vivere in grotte.
Come arrivare alla festa
Il Presepe Vivente a Pezze di Greco a Fasano si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Cisternino, a 5,6 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Zona Industriale Fasano, e il tragitto è di 3,8 chilometri per 6 minuti di guida.
Eventi nei dintorni
A poca distanza, altre feste che vale la pena conoscere.
- La Scamiciata a Fasano — giugno
- Medieval Fest a Brindisi — settembre
- Cavalcata di Sant'Oronzo ad Ostuni — agosto