Presepe Vivente Piedicastello a Guardialfiera 2026 - Ogni porta è una scena, e chi ci abita recita se stesso
Il Presepe Vivente di Piedicastello si tiene nel borgo antico di Guardialfiera, in provincia di Campobasso, in Molise, dal periodo natalizio fino al 6 gennaio. Il borgo si trasforma nella Betlemme di duemila anni fa, facendo rivivere antichi mestieri e sapori. «Si riaprono molte porte per ospitare i figuranti delle scene», e ogni porta è uno scenario — episodi di vita che raccontano la quotidianità di un tempo passato. Le case diventano botteghe, e dentro ci stanno le persone che in quelle case ci vivono.
Recitano se stessi
La Pro Loco promuove l'iniziativa, ma quello che la tiene in piedi è il coinvolgimento di praticamente tutto il paese: i proprietari delle case, che prestano gli ambienti per l'allestimento delle scene, i bambini, i giovani, e gli anziani — che nelle scene recitano se stessi e le proprie attività.
Non è un modo di dire. Alcuni dei mestieri messi in scena riproducono effettivamente oggetti in terracotta, utensili da cucina e sgabelli in legno; in una scena uno scalpellino lavora la dura pietra come secoli e secoli fa.
Trenta scene lungo la scalinata
Il percorso sale lungo la scalinata e i vicoli di Piedicastello, accompagnato da musiche natalizie. Le scene sono più di 30, e i figuranti circa 180.
Nelle porte che si aprono ci sono lo scalpellino, il fabbro, il mugnaio, il vasaio, i pastori, la filanda, la scuola, il mercato, la sinagoga, il censimento; e poi filatrici, ciabattini, bottegai, le carceri, i soldati, l'osteria, il falegname. Si va dalla lavorazione sapiente della pietra e del metallo alla realizzazione accurata delle candele, dall'incontro tra una maestra e i bambini di una piccola scuola ebraica alla preparazione del pane e delle focacce.
Varcate le porte del castello, il visitatore diventa al tempo stesso spettatore e personaggio: lo scopo è che non stia soltanto a guardare, ma diventi protagonista. Chi cammina, qui, viene chiamato il pellegrino.
Non si vende, si offre
Lungo il percorso si mangia, ma la parola giusta non è «degustazione». Lo spirito della carità del Natale si manifesta nell'offerta ai visitatori di vin brulè, caldarroste, ceci, pizza calda e i tipici «sfrngiun» — pasta di pane lievitata, allungata e fritta.
La Natività sta nella cripta
Alla fine della salita si arriva ai piedi dell'antica Cattedrale di Guardialfiera, e lì, nella cripta romanica della Chiesa di Santa Maria Assunta, è rappresentata la Natività: la scena più significativa di tutte.
Il centro storico fa da scenografia senza bisogno di trucchi: sono case antiche e ristrutturate che conservano la caratteristica della pietra a vista, un borgo «odoroso di fieno e di latte, trasfigurato in un lembo di Galilea», ispirato all'ingenuità e alla poesia di quattro capitoli dei Vangeli di Luca e Matteo. Charles Péguy scriveva della natività: «la più grande storia della terra, il più grande evento dei cieli, la sola grande ed interessante avventura dell'umanità».
Il 6 gennaio, i Magi a cavallo
La giornata conclusiva è quella dell'Epifania. La rappresentazione è preceduta dalla sfilata dei personaggi con i Magi a cavallo, lungo le principali vie del paese, accompagnata dal suono delle zampogne e dei tamburi, e dallo spettacolo delle «ndocciate». Anche il cammino dentro il presepe, quel giorno, si fa al suono delle zampogne.
I Magi arrivano guidati da una ragazza che rappresenta simbolicamente la Stella cometa, e si addentrano nel cuore di Piedicastello per raggiungere la capanna in cui è nato Gesù e portare in dono oro, incenso e mirra. La scoperta del mistero della Natività da parte di quei nobili arrivati dalla Persia è il momento culminante di tutto il presepe.
A chiudere è la «parata della pace»: la sfilata dei personaggi, l'arrivo dei Magi, con l'ufficialità delle cariche civili, religiose e militari.
Da più di trent'anni
Il presepe di Guardialfiera è organizzato da più di 30 anni dalla Pro Loco, e ha conosciuto due anni di stop durante la pandemia prima di ripartire. Per i guardiesi è una tradizione natalizia molto sentita, perché — spiegano — è un importante momento di aggregazione sociale e di condivisione culturale con i visitatori.
Un periodico locale lo ha definito «un racconto di storia firmato per davvero dal coro d'una intera comunità», e chi vi partecipa — figuranti, ideatori, operatori o detentori di ambienti — è «abbacinato dall'incessante evoluzione metodica e creativa della rappresentazione».
Come arrivare alla festa
Il Presepe Vivente Piedicastello a Guardialfiera si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Casacalenda-Guardialfiera, a 14 chilometri da Guardialfiera, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Guardialfiera-Casacalenda ha davanti un percorso di 1,9 chilometri, tre minuti di guida.
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