Presepe Vivente della Rabatana a Tursi 2026 - I figuranti nati dal presepe in pietra di Altobello Persio
Fonte: festivalinitalia.it, letta il 02/09/2026.
Nella cripta di Santa Maria Maggiore, a Tursi, c'è un presepe scolpito nella pietra da Altobello Persio da Montescaglioso: è uno dei più interessanti del meridione. Il presepe vivente che il 26, 27 e 28 dicembre riempie il rione Rabatana di Tursi, in provincia di Matera, è nato da un'idea semplice — far rivivere i personaggi di quella scultura, facendoli uscire dalla cripta e camminare per il quartiere.
Un borgo arabo-saraceno come scenografia
La Rabatana è il primo borgo di Tursi, e la sua origine è arabo-saracena: risale agli anni 850-930 d.C.. È un quartiere ultra millenario, candidato a Patrimonio Unesco, fatto di saliscendi, viuzze strette, grotte, archi e cisterne: è un «set naturale».
Il percorso attraversa scorci medievali e affronta a un certo punto una scalinata che a Tursi chiamano la P'trizz', vertiginosa. Su questo sfondo si dispongono i quadri viventi: figuranti in abiti d'epoca, antichi mestieri, scene di vita quotidiana e la Natività, con i centurioni e i Re Magi.
C'è però una ragione in più, che non è scenografica. Dagli anni Settanta la Rabatana ha subito un progressivo spopolamento, e rianimare il quartiere è uno degli scopi dichiarati della manifestazione: per tre sere all'anno le case vuote tornano ad avere gente dentro.
Il presepe di pietra nella cripta
L'opera da cui tutto discende è custodita nella cripta di Santa Maria Maggiore — detta anche Collegiata — ed è considerata una delle massime risorse storico-artistiche del luogo.
Risale al 1547 ed è opera di Altobello Persio da Montescaglioso.
Oltre cento figuranti, e chi cuce i costumi
A dare corpo ai personaggi sono oltre 100 figuranti in costume, fra i quali molti anziani e bambini, ai quali si aggiungono 15 allievi del corso a indirizzo turistico dell'ITSET «Manlio Capitolo», nell'ambito del progetto Alternanza Scuola-Lavoro.
I costumi sono realizzati dalle volontarie della Pro Loco, frutto di un accurato lavoro di ricerca, e vengono rivisti ogni anno per adeguarli al momento storico della Natività. È la stessa logica applicata alle scene: il presepe si rigenera ogni anno, rivisita quelle vecchie e ne propone di nuove, con una ricerca continua sugli effetti visivi e sonori.
L'organizzazione è della Pro Loco Tursi, in collaborazione con la Parrocchia Cattedrale «Maria Santissima Annunziata», il Comune e il Parco Letterario «Albino Pierro», e con il patrocinio della Regione Basilicata, dell'APT, della Provincia di Matera, dei Parchi Letterari Italiani e della Società «Dante Alighieri».
Com'era all'inizio: i Magi il 5 gennaio
La forma attuale non è quella di partenza, e la differenza è netta. Le prime rappresentazioni si svolgevano il 5 gennaio, con l'arrivo dei Magi: partivano dalla piazza della Cattedrale, risalivano le vie del centro storico incontrando oltre 30 figuranti, superavano insieme la scalinata della P'trizz' e arrivavano alla capanna della Natività, allestita in una grotta in Rabatana.
Poi il baricentro si è spostato. Dal 2009 la Natività ha trovato il suo spazio nell'antico borgo, e dal 2012 il percorso si arricchisce ogni anno di nuove scene. Oggi la rappresentazione si tiene il 26, 27 e 28 dicembre, nel pomeriggio-sera.
Resta però la struttura del corteo: si parte dalla centrale piazza di Maria Santissima di Anglona e si sale lungo un percorso ascensionale fino alla sommità del rione, alla presenza del vescovo della diocesi. Dietro i Re Magi a cavallo si attraversano i rioni San Filippo e San Michele, si affronta la P'trizz' e si finisce nella millenaria chiesa di Santa Maria Maggiore — cioè davanti al presepe di pietra da cui tutto è cominciato.
Il poeta della Rabatana
C'è una figura che lega questo quartiere alla letteratura italiana, ed è il motivo per cui la manifestazione si appoggia a un Parco Letterario. Albino Pierro — nato a Tursi nel 1916 e morto a Roma nel 1995 — fu candidato negli anni Ottanta al premio Nobel per la Letteratura, e la Rabatana fu la sua fonte d'ispirazione: la decantò nella celeberrima «'A Ravatène».
Lungo le viuzze, intanto, si gustano i prodotti della gastronomia semplice e tipica del periodo, quella che ha accompagnato il Natale di intere generazioni. Le scene ricostruite sono di una quotidianità umile — quella dei piccoli villaggi della Palestina e della Giordania — e il risultato è uno dei più grandi e storici presepi viventi della Basilicata, capace di attrarre ogni anno diverse migliaia di persone in un borgo che per il resto dell'anno è quasi vuoto.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Tursi per il Presepe Vivente della Rabatana chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Policoro-Tursi, a 24 chilometri da Tursi, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Val Sarmento ha davanti un percorso di 18 chilometri, ventun minuti di guida.
Che altro succede in provincia di Matera
Altre feste di dicembre nella stessa zona.
- Presepe Vivente nei Sassi a Matera — dicembre
- Falò di Sant'Antonio a Tricarico — gennaio
- Festa di Sant'Antuono a Pisticci — gennaio