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Babbo Natale - la lettera di Virginia O'Hanlon
Nel 1897 Virginia O'Hanlon, otto anni, scrisse al quotidiano newyorkese The Sun per sapere se Babbo Natale esistesse davvero: l'editoriale fu pubblicato il 21 settembre 1897 sul giornale The Sun, senza firma, e lo aveva scritto in 416 parole Francis Pharcellus Church. È l'editoriale di giornale più ristampato in lingua inglese. La figura di cui parla ha una radice storica precisa: san Nicola di Myra, vescovo del IV secolo noto per la sua generosità verso i poveri e i bambini.
«Se lo vedi sul Sun, è così»
Virginia O'Hanlon aveva otto anni quando si rivolse a un giornale invece che a un adulto di casa. Il motivo glielo aveva dato suo padre, Philip O'Hanlon, chirurgo, con una frase che valeva come garanzia: «If you see it in THE SUN it's so».
Nella lettera chiedeva di dirle la verità: c'è un Babbo Natale?
Quattrocentosedici parole, senza firma
L'autore dell'editoriale era Francis Pharcellus Church, e il testo era corto e misurabile, 416 parole.
L'editoriale fu pubblicato in forma anonima, e Church non fu rivelato come autore fino a dopo la sua morte, nel 1906.
Che cosa rispose davvero
Church comincia così: «Virginia, your little friends are wrong. They have been affected by the skepticism of a skeptical age.»
Babbo Natale, scrisse, esiste «as certainly as love and generosity and devotion exist».
«Nobody can conceive or imagine all the wonders there are unseen and unseeable in the world.» Solo la fede, dice, può spostare quel velo: «only faith, fancy, poetry, love, romance, can push aside that curtain and view and picture the supernal beauty and glory beyond», perché «in all this world there is nothing else real and abiding».
La chiusa: «No Santa Claus! Thank God! he lives, and he lives forever.»
È il most reprinted newspaper editorial in the English language: l'editoriale di giornale più ristampato in lingua inglese.
Chi era Babbo Natale prima di quella lettera
Il personaggio a cui Virginia chiedeva conto ha una radice storica precisa: trova le sue radici nella figura storica di San Nicola di Myra, un vescovo vissuto nel IV secolo in quella che è l'attuale Turchia, tradizionalmente noto per la sua generosità verso i poveri e i bambini.
Venerato in particolare nei Paesi Bassi, dove divenne noto come Sinterklaas, arrivò negli Stati Uniti con gli emigranti olandesi, e lì «il nome Sinterklaas si trasformò gradualmente in Santa Claus, mescolandosi con tradizioni di altre culture».
In lui confluiscono tratti di Santa Claus che porta regali ai bambini, dello julebok scandinavo, del re dei Saturnali romano e dei suoi eredi medievali, per esempio l'Abbas Stultorum.
Come ha preso la faccia che ha
La figura moderna di Babbo Natale iniziò a prendere forma nel XIX secolo, in particolare dopo il 1823, anno nel quale venne pubblicato il poema A Visit from St. Nicholas.
Charles Dickens, con il Canto di Natale, rese la figura dello Spirito del Natale, sempre vestito in verde, una celebrità.
Quarant'anni dopo l'uscita del libro, l'illustratore Thomas Nast contribuì a creare l'immagine oggi iconica di Babbo Natale disegnandolo come un uomo robusto, con una giacca rossa bordata di pelliccia bianca. L'aspetto definitivo si affermò solo nel XX secolo, grazie alle campagne pubblicitarie della Coca-Cola, che negli anni Trenta commissionò al disegnatore Haddon Sundblom le illustrazioni che lo raffiguravano con il sorriso caloroso che conosciamo oggi.
Il primo Babbo Natale che si poteva incontrare
Nel 1890 il mercante James Edgar avviò un'usanza che sarebbe rimasta indelebile quando si vestì da Babbo Natale per ricevere i bambini tra i corridoi del suo grande magazzino di Brockton, in Massachusetts.
Che ne fu della bambina
Laura Virginia O'Hanlon era nata il 20 luglio 1889 a New York, e visse al 115 West 95th Street, dove aveva abitato da bambina, per quasi tutta la vita.
Bachelor of Arts al Normal College of the City of New York nel 1910, master in education alla Columbia University nel 1911, e nel 1930 un dottorato in educazione alla Fordham University, con una tesi intitolata The Importance of Play.
Insegnò alle elementari nelle scuole pubbliche di New York a partire dal 1912, e nel 1935 fu promossa junior principal. E le arrivò posta a proposito di quella lettera per tutta la vita, soprattutto sotto Natale.
Morì il 13 maggio 1971, a 81 anni, in una casa di riposo a Valatie, nello Stato di New York.
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