Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Natale » Storia e origini

Natale · Storia e origini

I biglietti di Natale dal fronte: gli auguri dei soldati italiani

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Dal fronte gli auguri di Natale partivano su cartoline in franchigia, quelle che i soldati potevano spedire gratis. Molti le abbellivano a mano con un disegno fatto come si poteva: una chiesa, una stella cometa, la capanna della natività vista dall'Africa o dal fronte russo.

Quasi sempre erano illustrazioni povere.

Che cos'è una cartolina in franchigia

È la cartolina che i militari richiamati sotto le armi potevano inviare senza affrancatura, ad amici e parenti.

Nel periodo natalizio quelle cartoline diventavano biglietti d'auguri. Chi le mandava le decorava con illustrazioni povere o infantili, oppure copiava vignette di propaganda: era il materiale che si aveva a disposizione.

Le cartoline prodotte al fronte, fatte con mezzi di fortuna, sono considerate fra le più belle e vere proprio per questo.

Tre cartoline dalla Libia, 1941

Un gruppo di tre cartoline del 1941 fu spedito dallo stesso soldato, un aviere in servizio all'aeroporto n. 705 di Castel Benito, in Libia. I tre disegni mostrano come si adattava l'iconografia natalizia al posto in cui ci si trovava.

Il presepe resta, ma cambia il paesaggio: la sabbia al posto della neve, l'elmo al posto del tetto di paglia.

Gli altri mittenti

Altri due esempi mostrano la stessa pratica su fronti diversi.

Un velivolo disegnato porta il biglietto d'augurio alla famiglia di un aviere in servizio all'aeroporto n. 264 di Zemonico, vicino a Zara.

Un fante del 265° Reggimento Fanteria «Lecce», di stanza a Creta, spedì alla famiglia un messaggio d'auguri con un disegno quasi infantile: una chiesa e una stella cometa.

Dal fronte russo

Sul fronte orientale la corrispondenza natalizia ha un tono diverso, e un archivio preciso.

Un volume raccoglie cartoline in franchigia e lettere inedite di alpini, fanti, artiglieri e bersaglieri, uomini scomparsi nella neve dell'Unione Sovietica, nel periodo fra dicembre 1942 e gennaio 1943. I testi descrivono sofferenza, dolore, paura ed esaltazione per la vittoria, e quelle lettere d'auguri sono descritte come il momento in cui la guerra sembra sospendersi.

Una cartolina più antica, del 22 dicembre 1941, permette di leggere che cosa si scriveva davvero. È firmata da Aristide Maiorini, indirizzata a Leopolda, Velia e al signor Piero, e augura «buon Natale e miglior principio dell'anno venturo».

Il mittente chiede il ritorno sano e salvo di Memmo, partito per la Russia con il 71° Reggimento Fanteria, nomina inglesi, americani e bolscevichi come nemici da sconfiggere, e insieme esprime il desiderio che finiscano guerra, distruzione e rovina. Chiude invocando Dio perché protegga Memmo, con saluti cordiali e auguri di tanto bene.

Quella cartolina parte mentre il CSIR combatte nel gelido inverno sovietico, due settimane dopo l'attacco giapponese a Pearl Harbor del 7 dicembre 1941 e la dichiarazione di guerra degli Stati Uniti al Giappone dell'8.

Il Natale in trincea

Gli auguri non erano solo carta: durante la guerra il Natale si festeggiava in trincea, negli ospedali e fra commilitoni, e i biglietti d'auguri venivano anche distribuiti ai soldati.

L'episodio più noto è la tregua di Natale del 24 dicembre 1914, sul fronte occidentale. I soldati cessarono il fuoco e cominciò un botta e risposta di auguri gridati da una trincea all'altra, con inni di Natale cantati da entrambe le parti.

Poi alcuni uscirono allo scoperto: si strinsero la mano, si scambiarono la giubba, organizzarono una partita di pallone. Fra i messaggi di quella notte ne restano di brevissimi, come un semplice «Buon Natale!».

Domande frequenti

Come mandavano gli auguri i soldati al fronte?

Con le cartoline in franchigia, spedibili senza affrancatura, decorate a mano con disegni semplici — chiese, stelle comete, presepi — o con vignette di propaganda copiate.

Che cosa si scriveva in quelle cartoline?

Auguri di buon Natale e di un anno migliore, la speranza che la guerra finisse, la richiesta a Dio di proteggere chi era al fronte, e insieme i nomi dei nemici da sconfiggere.

Che cos'è stata la tregua di Natale del 1914?

Il cessate il fuoco spontaneo del 24 dicembre 1914 sul fronte occidentale: auguri gridati fra le trincee, canti, strette di mano, scambi di indumenti e una partita di pallone.

Da leggere