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Natale · Storia e origini

I biglietti di Natale dell'Ottocento: pettirossi morti, rane e altre stranezze

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Sui biglietti di Natale dell'Ottocento capita di trovare un pettirosso morto con la scritta «che il vostro Natale sia gioioso». Accanto a quello ci sono rane assassine, insetti che ballano al chiaro di luna, gatti vestiti da persone e bambini dentro le teiere bollenti.

Non erano scherzi isolati: erano il gusto del tempo.

Che cosa c'era disegnato sopra

Le cartoline vittoriane erano in larga parte secolari, cioè non religiose, e questo lasciava campo libero a soggetti che oggi sorprendono.

Nelle collezioni ottocentesche compaiono:

La collezione delle special collections del Manchester Metropolitan University Museum raccoglie proprio questo tipo di immagini, gatto morto compreso.

Il contrasto fra testo e figura

Il tratto che colpisce di più è l'accostamento fra le parole e il disegno.

Le formule d'augurio erano quelle consuete — «May yours be a joyful Christmas», «A Merry Christmas and A Happy New Year To You», «Wishing you the blessings of the season!», «Accept my best wishes for the Season!», «Happy Christmas!», «May Christmas be merry» — e stavano sotto figure descritte come cupamente poco festive.

Alcuni esempi rendono l'idea: «A Christmas greeting with Love» accanto a un bambino dentro un tegame bollente; «Wishing you a jolly Christmas» sotto un anziano che rovescia dell'acqua sui cantori; «Dear Friend!» insieme a immagini inquietanti; «A Hearty Christmas Greeting» in una scena di rane.

Le cartoline di fine Ottocento erano insieme umoristiche e sentimentali, e la stranezza faceva parte dell'effetto comico.

Perché proprio il pettirosso

Il pettirosso è il caso più studiato, e attorno al 1880 l'uccello morto era diventato un motivo costante.

L'origine dell'immagine è però innocente. Il pettirosso era il simbolo natalizio per eccellenza e spesso teneva un messaggio nel becco: era associato alla consegna della posta di Natale e ai robins della Royal Mail. Il naturalista John Ray aveva osservato che d'inverno il pettirosso diventa «familiare con l'uomo», cioè si avvicina alle case.

Da lì l'uccello passa a comparire affamato, indigente o morente, e infine morto. Le letture proposte sono due, e non si escludono:

Quella tradizione non è scomparsa: in Terranova sopravvive con scriccioli artificiali portati di casa in casa dai bambini.

Perché ce ne sono così tanti

La quantità di cartoline strane dipende da una ragione economica.

Il primo biglietto natalizio commerciale è del 1843, introdotto da Sir Henry Cole. Ma la diffusione di massa arriva dopo, con i francobolli da mezzo penny del 1870: da quel momento spedire una cartolina divenne accessibile a tutti.

Con un pubblico enorme, gli editori dovevano distinguersi. Il risultato furono biglietti colorati, con messaggi brevi e taglienti, e soggetti sempre più bizzarri per farsi notare — un formato da collezione già allora: alcune carte storiche misurano poco più di 13 x 8 centimetri.

Che cosa dicono di quel Natale

Queste immagini raccontano una festa diversa da quella che immaginiamo oggi.

Il Natale vittoriano era anche l'occasione per auguri ironici, per scherzi macabri e per il gusto del grottesco, e nessuno trovava strano mandare ai propri cari un'immagine cupa insieme a una frase gentile.

Era anche il momento in cui arrivavano carte e lettere da lontano, attese tutto l'anno: il biglietto strano era, prima di tutto, un biglietto che arrivava.

Domande frequenti

Perché sui biglietti di Natale dell'Ottocento c'erano pettirossi morti?

Il pettirosso era il simbolo della posta natalizia; l'immagine dell'uccello morto veniva letta come richiamo alla fragilità della vita e si legava alla tradizione irlandese della caccia al pettirosso dello Wren Day, il 26 dicembre.

Erano biglietti religiosi?

In larga parte no: le cartoline vittoriane erano in prevalenza secolari, e i soggetti spaziavano quindi da animali antropomorfi a scene comiche e grottesche.

Perché se ne stampavano di così strane?

Dopo l'introduzione dei francobolli da mezzo penny nel 1870 le cartoline divennero accessibili a tutti: con un mercato di massa, gli editori puntarono su immagini bizzarre per farsi notare.

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