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Chi ha inventato il biglietto di auguri di Natale: Londra, 1843
Il primo biglietto di auguri di Natale nasce a Londra nel 1843 da un problema pratico: Henry Cole aveva troppa posta natalizia a cui rispondere e cercava un modo per farlo in fretta. Ne fece stampare mille copie con un saluto già pronto.
L'idea gli venne in maggio.
Chi era Henry Cole
Un funzionario con l'abitudine di risolvere i problemi in serie. Henry Cole sarebbe diventato il primo direttore del Victoria and Albert Museum, ed è ricordato anche come riformatore postale.
Nel 1843 gli auguri di Natale si scrivevano a mano e si dipingevano uno per uno: Cole faceva così anche lui. Cercava un modo per mandarli a poco prezzo e con meno fatica.
Il progetto
Cole si rivolse al pittore John Callcott Horsley. Il diario di Cole registra il 17 dicembre 1843 l'arrivo del progetto per le Christmas Cards, completato entro quel mese.
Il biglietto aveva tre pannelli:
- al centro, tre generazioni della famiglia Cole che brindano alla salute del destinatario, o di un amico assente;
- ai lati, due scene di carità cristiana: nutrire gli affamati e vestire i nudi.
Il messaggio stampato era «A Merry Christmas and a Happy New Year to You». Il destinatario doveva scrivere il proprio nome in alto e il mittente in basso: la carta era personalizzabile a mano.
Horsley firmò il proprio esemplare in modo singolare, con un minuscolo autoritratto al posto della firma e la data «Xmasse, 1843».
Come fu stampato e venduto
Le carte furono stampate a Warwick Court, Holborn.
A stamparle in litografia fu Jobbins, e a colorarle a mano un pittore professionista, un certo Mason. A pubblicarle fu l'editore londinese Joseph Cundall, sotto lo pseudonimo che Cole usava per i propri progetti — «Felix Summerly» — e la vendita avvenne al Felix Summerly's Home Treasury Office, in Bond Street. L'Athenaeum le pubblicizzò come «A Christmas Congratulation Card».
Il prezzo era di uno scellino l'una. Il formato: 80 x 130 mm.
Quante ne furono vendute
Qui conviene guardare i numeri.
La prima tiratura fu di mille copie, e nel corso del 1843 due tirature arrivarono a un totale di 2.050 biglietti, venduti nello stesso anno. L'iniziativa fu però un fallimento commerciale.
Le due cose stanno insieme: a uno scellino il biglietto era caro per l'epoca, e Cole finì per vendere le copie rimaste a sei pence l'una, metà prezzo. Il numero di pezzi usciti non bastò a rendere l'operazione redditizia.
La polemica sul vino
Il biglietto ebbe anche un problema di reputazione, e riguardava la scena centrale.
L'immagine mostrava una famiglia vittoriana che beve alla salute del destinatario — vino compreso, e nel gruppo c'erano anche i bambini. La Temperance League, il movimento per la temperanza del Regno Unito, criticò apertamente la carta.
È il primo caso di un biglietto d'auguri finito al centro di una polemica pubblica, e riguardava proprio il dettaglio che al lettore di adesso sfugge.
Perché proprio nel 1843
La data non è casuale, e dipende da una riforma di tre anni prima.
Nel 1840 l'Inghilterra aveva introdotto il Penny Post: spedire una lettera costava un penny in tutto il Paese, e la posta natalizia si moltiplicò. La carta d'auguri commerciale nasce da quel sovraccarico — è la risposta industriale a un problema creato dalla posta a buon mercato.
Per questo Cole è stato definito il padre del biglietto d'auguri di Natale.
Che cosa ne resta
Altre carte furono progettate e stampate a partire dal novembre 1844, e da lì il biglietto natalizio diventò un prodotto stabile.
Dell'originale del 1843 restano circa 21 copie. Una è conservata al Victoria and Albert Museum, attribuita a Horsley e datata 1843, che lo definisce «comunemente riconosciuto come il primo biglietto di Natale». Il Comune di Birmingham lo descrive come il biglietto natalizio commerciale più antico del mondo, e Christie's come la prima stampa della prima Christmas greetings card commerciale.
Che cosa c'era disegnato, dopo di lui
Le prime cartoline natalizie hanno una caratteristica che sorprende: l'assenza di immagini sacre.
I soggetti erano sentimentali — bambini e animali, fiori e fate — accanto a immagini ironiche o allegoriche. Le figure stagionali che si danno per scontate, Babbo Natale, i cervi, i camosci, l'agrifoglio, arrivano solo dagli anni Trenta del Novecento.
Da mille copie a settecento milioni
Il salto di scala avviene nella seconda metà del XIX secolo: con l'industrializzazione le cartoline natalizie diventano sempre più economiche, e l'usanza si diffonde in Europa e in Nord America.
Negli Stati Uniti il nome che conta è Prang, definito il padre delle cartoline natalizie americane: con le sue, la domanda arriva a circa cinque milioni di pezzi l'anno.
La forma che il biglietto ha ancora si deve a Hallmark, che trasformò i piccoli cartoncini stampati di fine Ottocento in versioni più grandi, con il formato a libro — cioè con una parte interna dove scrivere il messaggio personale.
Il conto arriva a 700 milioni di cartoline e biglietti natalizi in circolazione ogni anno.
Domande frequenti
Chi ha inventato il biglietto di auguri di Natale?
Henry Cole, a Londra nel 1843: commissionò il disegno a John Callcott Horsley e ne fece stampare mille copie con il saluto già pronto, per rispondere più in fretta alla posta natalizia.
Che cosa c'era disegnato sopra?
Tre pannelli: al centro una famiglia di tre generazioni che brinda al destinatario, ai lati due scene di carità — dare da mangiare agli affamati e vestire chi non ha vestiti.
Ebbe successo?
No, dal punto di vista commerciale: a uno scellino l'uno le due tirature del 1843 arrivarono a 2.050 copie, e Cole svendette le rimanenti a sei pence. Ne sopravvivono circa 21 esemplari.