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Natale in Italia: che cos'è e come lo viviamo oggi
Il Natale celebra la nascita di Gesù e si osserva il 25 dicembre, ma le sue origini storiche non sono note con certezza: la festa è ignota ai Padri dei primi tre secoli e non esiste una tradizione autorevole sulla data d'istituzione. In Italia ha poi assorbito tradizioni proprie.
Il nome viene dal latino.
Che cosa vuol dire
Il termine Natale deriva dal latino natalis, cioè relativo alla nascita.
È una festività del cristianesimo che celebra la nascita di Gesù, osservata principalmente il 25 dicembre.
Che cosa si sa, e che cosa no
C'è un punto che spesso si dà per scontato: le origini storiche non sono note con certezza.
La festa è ignota ai Padri dei primi tre secoli, e non esiste una tradizione autorevole sulla data d'istituzione. La prima traccia è nel Commentario su Daniele di sant'Ippolito di Roma, del 203-204; la celebrazione a Roma è attestata verso la metà del IV secolo, e la data compare nei calendari delle festività religiose fra III e IV secolo.
Nel 336 fu scritta la Depositio Martyrum, che dice espressamente che a Roma il Natale si celebrava il 25 dicembre. Nel V secolo papa Leone Magno lo celebrava come giorno del Sacramento della nascita del Signore.
La data fu fissata ufficialmente sotto papa Liberio, entro il 354.
Il nodo del Sole Invitto
È la questione più discussa.
La spiegazione più diffusa dice che i cristiani sovrapposero la nascita di Cristo alla festa pagana del Sole Invitto: dalla fine del III secolo il calendario civile romano festeggiava il solstizio invernale e il Natalis Solis Invicti, e nel 274 l'imperatore Aureliano fece edificare un tempio al Sol Invictus, inaugurato il 25 dicembre, poco dopo il solstizio.
C'è però un punto che ribalta l'ordine: le prime testimonianze delle festività del Sole Invitto sono posteriori alla traccia del Natale del 203-204. Se è così, non è il Natale ad aver preso il posto della festa pagana.
Resta fermo che il calendario civile romano di fine III secolo influì sulla scelta del 25 dicembre, e che il Natale ha molti punti in comune con i Saturnali, celebrati fra il 17 e il 23 dicembre, a ridosso del solstizio. Una curiosità di calendario: il 25 dicembre giuliano corrispondeva al 21 o 22 dicembre gregoriano.
Le date che non furono scelte
Prima che il 25 dicembre si imponesse, le comunità cristiane festeggiavano in giorni molto diversi.
Nei primi due secoli, in Oriente, alcune celebravano il Natale il 20 maggio, il 20 aprile o il 17 novembre; in Occidente, in alcune zone, il 28 marzo.
Anche l'adozione della festa fu lenta: arrivò ad Antiochia verso il 375 e ad Alessandria dopo il 430.
Che cosa ci ha messo l'Italia
In Italia il Natale si è sovrapposto a precedenti tradizioni popolari, e da quelle è nata una figura che altrove non esiste: la Befana, che distribuisce doni attraverso i camini. All'origine i suoi doni erano poveri — arance e frutta secca.
Il contributo italiano più noto è però un altro: il presepe. Il primo della storia fu allestito da san Francesco d'Assisi a Greccio nel 1223, anche se a Napoli esistevano scene della Natività già nel 1025.
C'è poi il ceppo di Natale, attestato in Italia fin dall'XI secolo, e la novena, che si recita dal 16 dicembre fino alla vigilia.
L'albero, invece, non è italiano: è di origine germanica e si diffuse ampiamente solo nel Novecento, prima nel Settentrione e poi nel resto del Paese.
Domande frequenti
Che cosa si celebra a Natale?
La nascita di Gesù, il 25 dicembre. Il nome viene dal latino natalis.
Da quando si festeggia?
La prima traccia è del 203-204, in un testo di sant'Ippolito di Roma; la celebrazione romana del 25 dicembre è attestata a metà del IV secolo, e documentata nel 336 dalla Depositio Martyrum.
È vero che ha preso il posto di una festa pagana?
È la spiegazione più diffusa — la sovrapposizione al Sole Invitto — ma le testimonianze di quella festa sono posteriori alla prima traccia del Natale.
Che cosa è nato in Italia?
Il presepe, allestito da san Francesco a Greccio nel 1223, e la figura della Befana. L'albero è invece di origine germanica.