Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Natale » Tradizioni

Natale · Tradizioni

Le tradizioni di Natale in Liguria: riti, piatti e usanze del posto

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Liguria i preparativi del Natale cominciano l'11 novembre, con il vino novello e le caldarroste. L'albero di Natale tradizionale è un ramo di alloro; la Vigilia si brucia un ceppo di ulivo, e il pranzo del 25 dicembre ha i natalini in brodo di cappone e il pandolce.

L'ultimo sabato prima di Natale, a Genova e a Savona, si celebra il Confeugo.

Dall'11 novembre a Santa Lucia

L'11 novembre le famiglie contadine cominciavano a raccogliere le riserve per l'inverno, e l'avvio delle feste era legato al vino novello e alle caldarroste.

Il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, si sacrificava il maiale, e ogni parte aveva la sua destinazione: le ossa sotto sale per un piatto con i cavoli neri, la testa da mangiare con la focaccia di mais o la farinata dopo la messa di mezzanotte, il sangue per le salsicce di sanguinaccio, che in ligure si chiamano berodo. Il berodo si mangiava con i ravioli il 26 dicembre, per Santo Stefano.

L'alloro, l'albero di Natale ligure

A Genova l'alloro è l'albero del Natale fin dal Medioevo: prima degli abeti sintetici, in casa c'era un ramo di alloro, addobbato con frutta secca, noci, nastri e pasta. Decorava le strade, i negozi, le case e la tavola, e valeva come augurio di buona fortuna.

Le donne addobbavano le stanze con alloro, ginepro, ulivo, noci, nocciole e maccheroni.

Il Confeugo

Il Confeugo si celebra l'ultimo sabato prima di Natale a Genova e a Savona, e viene dalla Repubblica di Genova del Trecento, quando un tronco di lauro veniva offerto al Doge.

La cerimonia prevede un falò in piazza all'inizio delle festività, una breve parata storica e lo scambio del ceppo dall'Abate al Sindaco.

La Vigilia

Il 24 dicembre si facevano le pulizie di casa e si preparavano le stanze, e la mattina le donne impastavano il pandolce. Sul focolare si accendeva un grosso ceppo di ulivo, o di alloro, che doveva restare acceso fino a Capodanno e all'Epifania: valeva come buon auspicio e purificazione della casa. In molti centri, la sera, si accendeva un falò in piazza.

I pasti della giornata erano leggeri: brodo, cavolo bollito, farinata e pane fatto in casa. Alla Vigilia si prepara anche il Cappon Magro, il grande piatto di pesce delle feste liguri.

Il pranzo del 25 dicembre

Il pranzo comincia nel pomeriggio e dura fino a sera. Il capofamiglia si siede per ultimo, dopo aver chiuso la porta d'ingresso: la porta chiusa vuol dire che la pace della famiglia non si disturba.

Il primo sono i natalini in brodo di cappone, maccheroni lunghi — simili a penne lisce allungate — serviti con polpettine o salsiccia. Accanto ci sono i ravioli conditi con il tocco, il sugo genovese di carne: manzo tritato, funghi, spezie, pomodoro e vino rosso.

Poi arriva il cappone bollito, servito con mostarda, senape o salsa di noci; la tacchinella alla storiona, coperta di prosciutto, limone e alloro, con la salsa verde; il coniglio alla genovese con pomodori e patate; la cima. I secondi si accompagnano con gli stecchi fritti, un fritto misto di vitella, funghi, carciofi e animelle.

Fra i piatti compaiono anche il baccalà mantecato con le patate, la zuppa di cavolo nero, le acciughe sotto sale e la zeraria dell'entroterra savonese e genovese, una gelatina di carne di manzo con brodo aromatizzato allo zafferano, alloro e limone. A tavola si portano le radici di Chiavari, lunghe e amare, considerate un rimedio contro i cibi grassi.

Si gioca a tombola e a mercante in fiera. Nei giorni successivi si organizza la Cena degli Avanzi: ogni invitato porta un avanzo del pranzo di Natale.

Il pandolce

Il pandolce genovese chiude il pranzo. È un dolce molto antico, indicato come originario della Persia, e si prepara con cedro candito, uvetta, pinoli, zibibbo e acqua di fiori d'arancio. Con lui si mangiano canditi, torrone, uva, fichi secchi e noci. A Borgomaro si cita il Pandolce del Forno di Nonna Pierina fra i regali di Natale.

I doni e le usanze di campagna

Nella Liguria orientale i bambini mettevano un piatto sul davanzale la notte di Natale, e uno spirito bianco portava dolci, noci e susine.

In Val di Vara e in Val Fontanabuona si facevano assaggiare agli animali le pietanze del cenone; in Val di Vara, a mezzanotte, si metteva nella stalla un filo di refe filato, per intrappolare chi faceva il malocchio alle bestie. A Conio, in Alta Valle Impero, nei primi giorni dell'anno i più piccoli andavano di porta in porta, e bussavano alle nonne, per ricevere le strenne e le caramelle.

I presepi

Il presepe si prepara l'8 dicembre, e a Genova nel Settecento esisteva una vera scuola di presepi, con molte botteghe artigiane.

Domande frequenti

Qual è il dolce di Natale ligure

Il dolce di Natale ligure è il pandolce genovese, fatto con cedro candito, uvetta, pinoli, zibibbo e acqua di fiori d'arancio.

Che cos'è il Confeugo

Il Confeugo è la cerimonia che si celebra l'ultimo sabato prima di Natale a Genova e a Savona: un falò in piazza, una parata storica e lo scambio del ceppo dall'Abate al Sindaco.

Cosa sono i natalini

I natalini sono maccheroni lunghi che in Liguria si servono nel brodo di cappone, con polpettine o salsiccia, come primo piatto del pranzo di Natale.

Perché in Liguria si usa l'alloro a Natale

A Genova l'alloro è l'albero di Natale fin dal Medioevo e vale come augurio di buona fortuna. Si addobba con frutta secca, noci, nastri e pasta.

Da leggere