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Le tradizioni di Natale in Lombardia: riti, piatti e usanze del posto
In Lombardia l'albero si addobba dopo Sant'Ambrogio, e in cinque province i regali non li porta Babbo Natale ma Santa Lucia, nella notte fra il 12 e il 13 dicembre. Il pranzo del 25 comincia con la pasta ripiena nel brodo di cappone e finisce con il panettone.
Nel sud della regione la Vigilia ha l'anguilla marinata.
Santa Lucia porta i doni
A Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Mantova i doni arrivano con Santa Lucia, nella notte fra il 12 e il 13 dicembre. I bambini bergamaschi mandano la letterina circa una settimana prima.
La sera del 12 si prepara quello che serve: biscotti e latte per la santa, paglia o una carota per l'asino. E si va a dormire, perché chi resta sveglio per vederla rischia di ricevere cenere negli occhi.
Il ceppo, e le monete sul fuoco
La sera della Vigilia il capofamiglia metteva nel focolare un grosso tronco — la tecchia — e lo accendeva con una fascina di ginepro benedetto. Il ceppo doveva ardere per le dodici notti successive, e in certi casi fino a Capodanno.
Il rito aveva i suoi gesti: si versava vino sulle fiamme e poi se ne beveva un sorso, si gettava una moneta sul fuoco e se ne donava una a ogni familiare. Dalla cerimonia si conservava una fettina di pane, tenuta come medicina.
Sant'Ambrogio e gli Oh Bej! Oh Bej!
Il calendario milanese è ambrosiano, e l'albero si addobba dopo il 7 dicembre. Per la festa di Sant'Ambrogio si tiene davanti al Castello Sforzesco la fiera degli Oh Bej! Oh Bej!, il mercato che apre l'Avvento in città. In molte case i preparativi cominciano invece l'8 dicembre.
La cena della Vigilia
Nella parte meridionale della regione la Vigilia è di magro, con il pesce.
- anguilla marinata, servita anche con la polenta; a Milano e sui Navigli si preparava l'anguilla con i faseu, cioè con i fagioli;
- baccalà in umido con polenta e polpo;
- casoncelli ripieni di magro e ravioli con erbe e formaggio;
- risotto al pesce persico, nelle zone dei laghi di Como e Maggiore.
A chiudere, il panettone con il mascarpone o il vin santo. In molte case però la cena della Vigilia lascia il posto al pranzo del giorno dopo.
Il pranzo del 25 dicembre
Il pranzo si fa dopo la messa e dopo aver aperto i regali, che il mattino del 25 si trovano sotto l'albero. Il menu cambia molto da territorio a territorio: salumi — fra cui il violino di capra della Valchiavenna —, pesce, pasta farcita, risotti, bolliti, arrosti, salse e mostarde, verdure, formaggi e frutta secca.
Il primo è quasi sempre pasta ripiena, cotta nel brodo di cappone o condita con burro e salvia.
- gli agnolini mantovani, farciti con carne, salamella e pancetta, noti fin dal Medioevo;
- i tortelli di zucca di Mantova, con ripieno agrodolce di zucca, mostarda e amaretti, tipici del cenone del 24;
- i casoncelli bergamaschi;
- i marubini di Cremona, nel brodo del lesso, e i turtei, di pasta povera con ripieno saporito;
- i bertù della Val Seriana, ravioli a mezzaluna con carne di maiale, parmigiano e uovo;
- gli agnolotti in brodo di cappone, nel Varesotto.
Fra i secondi ci sono il cappone ripieno, il bollito misto alla milanese — el less —, il cotechino con purè, lenticchie e mostarda di Cremona, il tacchino ripieno di castagne del Varesotto e, nel Mantovano, la polenta con salsicce e carne di maiale. Compaiono anche il risotto alla milanese e, in Valtellina, i pizzoccheri. Il 26 dicembre si fa il pranzo di Santo Stefano.
Il dolce di ogni provincia
Il re è il panettone, che a Milano si accompagna alla crema di mascarpone. Ma quasi ogni città ha il suo.
- Cremona: il torrone, fatto con miele, zucchero e albume, e la mostarda;
- Crema: la spongarda, con mele, nocciole, cedro candito, uva sultanina, miele e spezie;
- Brescia: il bossolà;
- Valtellina: la bisciola, pagnotta con grano saraceno, castagne e frutta secca;
- Brianza: il pantramvai, simile al pane con l'uvetta, che si comprava con il resto del biglietto del tram — la linea citata è la Milano-Monza del 1899;
- Lodi: la tortionata, a base di mandorle, e i nocciolini;
- Como: la miascia, con pane raffermo, farine e frutta fresca e secca; a Bellagio il Pan mataloch;
- Bergamo: la polenta e osei;
- Pavia: le Ofelle di Parona, frollini al burro.
Ci sono poi gli amaretti di Saronno, il Dolce Varese e il pandoro. Secondo la tradizione meneghina, un panettone si conserva per il 3 febbraio, giorno di San Biagio, e si mangia benedetto.
Benedizioni e detti
La sera del 24, del 31 dicembre e del 6 gennaio si benedicono la casa e la famiglia: si gira per le stanze con acqua santa, un ramoscello e l'incenso. Fra i canti locali si citano le Sigane di Natale, e il detto sul tempo dice Natal l'è na cuèrta de lana.
Domande frequenti
Chi porta i regali in Lombardia
A Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Mantova i regali li porta Santa Lucia, nella notte fra il 12 e il 13 dicembre. Nel resto della regione si trovano sotto l'albero il mattino del 25.
Quando si fa l'albero di Natale a Milano
A Milano l'albero si addobba dopo Sant'Ambrogio, il 7 dicembre, secondo il calendario ambrosiano. Lo stesso giorno si apre la fiera degli Oh Bej! Oh Bej!
Cosa si mangia a Natale in Lombardia
Il pranzo del 25 comincia con pasta ripiena in brodo di cappone — agnolini, casoncelli, marubini, tortelli di zucca — e prosegue con cappone ripieno o bollito misto. Il dolce è il panettone.