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Natale · Tradizioni

Le tradizioni di Natale in Lombardia: riti, piatti e usanze del posto

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Lombardia l'albero si addobba dopo Sant'Ambrogio, e in cinque province i regali non li porta Babbo Natale ma Santa Lucia, nella notte fra il 12 e il 13 dicembre. Il pranzo del 25 comincia con la pasta ripiena nel brodo di cappone e finisce con il panettone.

Nel sud della regione la Vigilia ha l'anguilla marinata.

Santa Lucia porta i doni

A Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Mantova i doni arrivano con Santa Lucia, nella notte fra il 12 e il 13 dicembre. I bambini bergamaschi mandano la letterina circa una settimana prima.

La sera del 12 si prepara quello che serve: biscotti e latte per la santa, paglia o una carota per l'asino. E si va a dormire, perché chi resta sveglio per vederla rischia di ricevere cenere negli occhi.

Il ceppo, e le monete sul fuoco

La sera della Vigilia il capofamiglia metteva nel focolare un grosso tronco — la tecchia — e lo accendeva con una fascina di ginepro benedetto. Il ceppo doveva ardere per le dodici notti successive, e in certi casi fino a Capodanno.

Il rito aveva i suoi gesti: si versava vino sulle fiamme e poi se ne beveva un sorso, si gettava una moneta sul fuoco e se ne donava una a ogni familiare. Dalla cerimonia si conservava una fettina di pane, tenuta come medicina.

Sant'Ambrogio e gli Oh Bej! Oh Bej!

Il calendario milanese è ambrosiano, e l'albero si addobba dopo il 7 dicembre. Per la festa di Sant'Ambrogio si tiene davanti al Castello Sforzesco la fiera degli Oh Bej! Oh Bej!, il mercato che apre l'Avvento in città. In molte case i preparativi cominciano invece l'8 dicembre.

La cena della Vigilia

Nella parte meridionale della regione la Vigilia è di magro, con il pesce.

A chiudere, il panettone con il mascarpone o il vin santo. In molte case però la cena della Vigilia lascia il posto al pranzo del giorno dopo.

Il pranzo del 25 dicembre

Il pranzo si fa dopo la messa e dopo aver aperto i regali, che il mattino del 25 si trovano sotto l'albero. Il menu cambia molto da territorio a territorio: salumi — fra cui il violino di capra della Valchiavenna —, pesce, pasta farcita, risotti, bolliti, arrosti, salse e mostarde, verdure, formaggi e frutta secca.

Il primo è quasi sempre pasta ripiena, cotta nel brodo di cappone o condita con burro e salvia.

Fra i secondi ci sono il cappone ripieno, il bollito misto alla milanese — el less —, il cotechino con purè, lenticchie e mostarda di Cremona, il tacchino ripieno di castagne del Varesotto e, nel Mantovano, la polenta con salsicce e carne di maiale. Compaiono anche il risotto alla milanese e, in Valtellina, i pizzoccheri. Il 26 dicembre si fa il pranzo di Santo Stefano.

Il dolce di ogni provincia

Il re è il panettone, che a Milano si accompagna alla crema di mascarpone. Ma quasi ogni città ha il suo.

Ci sono poi gli amaretti di Saronno, il Dolce Varese e il pandoro. Secondo la tradizione meneghina, un panettone si conserva per il 3 febbraio, giorno di San Biagio, e si mangia benedetto.

Benedizioni e detti

La sera del 24, del 31 dicembre e del 6 gennaio si benedicono la casa e la famiglia: si gira per le stanze con acqua santa, un ramoscello e l'incenso. Fra i canti locali si citano le Sigane di Natale, e il detto sul tempo dice Natal l'è na cuèrta de lana.

Domande frequenti

Chi porta i regali in Lombardia

A Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Mantova i regali li porta Santa Lucia, nella notte fra il 12 e il 13 dicembre. Nel resto della regione si trovano sotto l'albero il mattino del 25.

Quando si fa l'albero di Natale a Milano

A Milano l'albero si addobba dopo Sant'Ambrogio, il 7 dicembre, secondo il calendario ambrosiano. Lo stesso giorno si apre la fiera degli Oh Bej! Oh Bej!

Cosa si mangia a Natale in Lombardia

Il pranzo del 25 comincia con pasta ripiena in brodo di cappone — agnolini, casoncelli, marubini, tortelli di zucca — e prosegue con cappone ripieno o bollito misto. Il dolce è il panettone.

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