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Le tradizioni di Natale in Umbria: riti, piatti e usanze del posto
In Umbria il Natale comincia il 7 dicembre, quando sul Monte Ingino si accende l'albero di Gubbio. Il pranzo del 25 dicembre si apre con i crostini di fegatini e la galantina di pollo, prosegue con i cappelletti nel brodo di cappone e finisce con il torciglione.
L'8 dicembre, in Valnerina, si accendono i focaracci.
L'albero di Gubbio
A Gubbio il Natale si apre ufficialmente il 7 dicembre, e dal 1981: sul fianco del Monte Ingino si accende l'albero, disegnato da 750 metri di altezza con 700 luci, più altre 250 per la stella.
A Città della Pieve le festività cominciano l'8 dicembre con l'accensione dell'albero, i giochi di luce e gli zampognari.
I fuochi
L'8 dicembre, in Valnerina e nel Ternano, si accendono i focaracci, che richiamano la Festa del Passaggio: ricordano la traslazione della Santa Casa della Vergine di Nazareth a Loreto, avvenuta nel 1294.
A Monteleone di Spoleto il Focone si accende il 9 dicembre nella piazza medievale, per la vigilia di San Nicola.
Gli antipasti
Il pranzo di Natale comincia da un tagliere di salumi e formaggi locali — prosciutto di Norcia IGP e pecorino del Pastore — e dalle bruschette, condite con l'olio, il paté di fegatini o il tartufo nero.
Il caposaldo sono i crostini di fegatini, ricetta della tradizione contadina, e la galantina di pollo, regina della tavola: pollo disossato, carne macinata e uova, lessata nel brodo e servita a fette.
I cappelletti
Il primo piatto è quello di sempre: i cappelletti in brodo di cappone, piccoli ravioli ripieni di carne di manzo e maiale, che devono il nome alla forma a cappello.
Si fanno a mano, e la preparazione è un rito collettivo: parenti e amici si riuniscono pochi giorni prima di Natale — in molte famiglie già ai primi di dicembre — per farne una grande quantità. Sulle tavole compaiono anche gli spaghetti alla nursina, con tartufo e acciughe, gli strangozzi al tartufo nero di Norcia, gli agnolotti al sugo, le pappardelle alla lepre o al cinghiale e le lasagne.
I secondi e i contorni
Il secondo del 25 dicembre è il cappone, servito anche in umido — il gallo castrato, cotto lentamente con vino rosso, rosmarino e alloro — accompagnato dalla torta al testo. Accanto ci sono l'arrosto con le patate, la grigliata di maiale e agnello, le costolette di agnello panate e fritte, le salsicce in umido con le lenticchie e, a Perugia, il piccione arrosto ripieno.
Fra i contorni non mancano le lenticchie di Colfiorito e i cardi, che diventano la parmigiana di gobbi al forno.
La Vigilia, invece, è di pesce.
I dolci
- il torciglione, dolce di pasta di mandorle a forma di anguilla o di serpente, fatto con molte mandorle, tuorlo e zucchero: si trova attorno al Lago Trasimeno e nelle botteghe del Perugino;
- il pampepato, di cui è famosa Terni, con frutta secca, miele, cioccolato e pepe nero;
- le pinoccate di Perugia, di zucchero fuso e pinoli, raffreddate in formine, romboidali, bianche e nere, e avvolte in carta colorata;
- la rocciata, di Foligno, Assisi e Spello, chiamata attorta a Spoleto e a Sellano: un rotolo di mele, frutta secca e cioccolato, cotto al forno e rifinito con l'alchermes, che le dà il colore rosso. Si prepara da inizio novembre fino a Carnevale;
- la cicerchiata, originaria dell'Umbria e simile agli struffoli napoletani;
- la nociata di Massa Martana, di noci, albumi e miele;
- le tisichelle delle monache di Todi, ciambelline all'anice.
Nei mercatini si trovano torroni artigianali, biscotti speziati e vini dolci locali.
I presepi viventi
Il presepe vivente è una tradizione radicata in tutta la regione.
- Arrone: il borgo si trasforma in Betlemme il 26 dicembre e il 1° e 6 gennaio;
- Monteleone d'Orvieto: si celebra dal 1980, con il centro storico illuminato quasi solo dalle fiaccole e i mestieri di una volta — il fornaio, il falegname — messi in scena il 24 e 26 dicembre e il 1° e 6 gennaio;
- Armenzano di Assisi: dal 1985, con una cinquantina di figuranti, molti dei quali abitanti del borgo, che interpretano i personaggi della tradizione francescana;
- Spello: Il Presepe Vivente dell'Anno Zero, che innesta i tableau vivant della Natività nelle storie di personaggi reali.
Ci sono poi il presepe monumentale di Città della Pieve, quello artistico di Penna in Teverina e la mostra nazionale di Massa Martana. A Todi le iniziative natalizie hanno tamburini e sbandieratori, a Terni brilla la stella di Miranda e a Città della Domenica si allestisce un parco con tombolate, trenino e storie di elfi.
Domande frequenti
Quando si accende l'albero di Gubbio
L'albero di Gubbio si accende il 7 dicembre, dal 1981, sul Monte Ingino. È alto 750 metri ed è formato da 700 luci, più 250 per la stella.
Cosa si mangia a Natale in Umbria
Il pranzo del 25 dicembre ha crostini di fegatini e galantina di pollo come antipasti, cappelletti in brodo di cappone e cappone o arrosto come secondo.
Che cos'è il torciglione
Il torciglione è un dolce umbro di pasta di mandorle a forma di anguilla, fatto con mandorle, tuorlo e zucchero. È tipico della zona del Lago Trasimeno.
Che cos'è la rocciata
La rocciata è un rotolo di mele, frutta secca e cioccolato, cotto al forno e rifinito con l'alchermes. Si prepara a Foligno, Assisi e Spello, e a Spoleto si chiama attorta.