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Natale · Tradizioni

Le tradizioni di Natale in Umbria: riti, piatti e usanze del posto

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Umbria il Natale comincia il 7 dicembre, quando sul Monte Ingino si accende l'albero di Gubbio. Il pranzo del 25 dicembre si apre con i crostini di fegatini e la galantina di pollo, prosegue con i cappelletti nel brodo di cappone e finisce con il torciglione.

L'8 dicembre, in Valnerina, si accendono i focaracci.

L'albero di Gubbio

A Gubbio il Natale si apre ufficialmente il 7 dicembre, e dal 1981: sul fianco del Monte Ingino si accende l'albero, disegnato da 750 metri di altezza con 700 luci, più altre 250 per la stella.

A Città della Pieve le festività cominciano l'8 dicembre con l'accensione dell'albero, i giochi di luce e gli zampognari.

I fuochi

L'8 dicembre, in Valnerina e nel Ternano, si accendono i focaracci, che richiamano la Festa del Passaggio: ricordano la traslazione della Santa Casa della Vergine di Nazareth a Loreto, avvenuta nel 1294.

A Monteleone di Spoleto il Focone si accende il 9 dicembre nella piazza medievale, per la vigilia di San Nicola.

Gli antipasti

Il pranzo di Natale comincia da un tagliere di salumi e formaggi locali — prosciutto di Norcia IGP e pecorino del Pastore — e dalle bruschette, condite con l'olio, il paté di fegatini o il tartufo nero.

Il caposaldo sono i crostini di fegatini, ricetta della tradizione contadina, e la galantina di pollo, regina della tavola: pollo disossato, carne macinata e uova, lessata nel brodo e servita a fette.

I cappelletti

Il primo piatto è quello di sempre: i cappelletti in brodo di cappone, piccoli ravioli ripieni di carne di manzo e maiale, che devono il nome alla forma a cappello.

Si fanno a mano, e la preparazione è un rito collettivo: parenti e amici si riuniscono pochi giorni prima di Natale — in molte famiglie già ai primi di dicembre — per farne una grande quantità. Sulle tavole compaiono anche gli spaghetti alla nursina, con tartufo e acciughe, gli strangozzi al tartufo nero di Norcia, gli agnolotti al sugo, le pappardelle alla lepre o al cinghiale e le lasagne.

I secondi e i contorni

Il secondo del 25 dicembre è il cappone, servito anche in umido — il gallo castrato, cotto lentamente con vino rosso, rosmarino e alloro — accompagnato dalla torta al testo. Accanto ci sono l'arrosto con le patate, la grigliata di maiale e agnello, le costolette di agnello panate e fritte, le salsicce in umido con le lenticchie e, a Perugia, il piccione arrosto ripieno.

Fra i contorni non mancano le lenticchie di Colfiorito e i cardi, che diventano la parmigiana di gobbi al forno.

La Vigilia, invece, è di pesce.

I dolci

Nei mercatini si trovano torroni artigianali, biscotti speziati e vini dolci locali.

I presepi viventi

Il presepe vivente è una tradizione radicata in tutta la regione.

Ci sono poi il presepe monumentale di Città della Pieve, quello artistico di Penna in Teverina e la mostra nazionale di Massa Martana. A Todi le iniziative natalizie hanno tamburini e sbandieratori, a Terni brilla la stella di Miranda e a Città della Domenica si allestisce un parco con tombolate, trenino e storie di elfi.

Domande frequenti

Quando si accende l'albero di Gubbio

L'albero di Gubbio si accende il 7 dicembre, dal 1981, sul Monte Ingino. È alto 750 metri ed è formato da 700 luci, più 250 per la stella.

Cosa si mangia a Natale in Umbria

Il pranzo del 25 dicembre ha crostini di fegatini e galantina di pollo come antipasti, cappelletti in brodo di cappone e cappone o arrosto come secondo.

Che cos'è il torciglione

Il torciglione è un dolce umbro di pasta di mandorle a forma di anguilla, fatto con mandorle, tuorlo e zucchero. È tipico della zona del Lago Trasimeno.

Che cos'è la rocciata

La rocciata è un rotolo di mele, frutta secca e cioccolato, cotto al forno e rifinito con l'alchermes. Si prepara a Foligno, Assisi e Spello, e a Spoleto si chiama attorta.

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