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Ognissanti e Defunti · Tradizioni

Le tradizioni di Ognissanti e dei morti in Campania: riti, piatti e usanze del posto

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Campania, nella notte fra l'1 e il 2 novembre, si lascia sulla tavola della cucina un bicchiere di vino, dell'acqua, del pane e un pezzo di baccalà: è il posto apparecchiato per le anime itineranti, che tornano dai loro cari e si rifocillano prima di ripartire.

A Napoli i bambini facevano risuonare le cascettelle.

Il posto a tavola

Nella notte fra il primo e il due la tavola resta imbandita: sopra ci sono un bicchiere di vino, l'acqua, il pane e un pezzo di baccalà.

Quella notte è considerata un permesso ultraterreno: i defunti tornano dall'aldilà verso le case dei parenti, e gli omaggi servono a rifocillarli prima del ritorno nel loro mondo. Un tempo le chiese restavano aperte tutta la notte, perché anche i morti potessero assistere alla liturgia.

Il 31 ottobre, all'imbrunire, si accende un lume e lo si mette fuori dalla finestra; alcune famiglie napoletane lasciano sotto la finestra anche un secchio d'acqua.

In alcuni comuni del Vesuviano si preparava una cena spartana — due fette di pane, sale, limone e acqua — e la si metteva nella stanza più bella della casa.

Le zucche dell'Irpinia

In Irpinia, fra l'1 e il 2 novembre, si poneva un bacile d'acqua sulla finestra e si mettevano fuori le zucche illuminate.

Dentro ardevano candele fatte con il cerume raccolto durante l'anno dai familiari.

Le cascettelle e i Cicci Muorti

Il 2 novembre i bambini di Napoli giravano facendo risuonare le cascettelle dei morti: scatole di latta o di cartone con cui chiedevano un soldino.

Nei quartieri popolari la scatola aveva la forma di una bara e si chiamava U tavutiello. La richiesta dei dolci era accompagnata dal grido «Cicci Muorti», che è anche il nome di un dolce povero fatto di chicchi di grano; nelle zone più interne i bambini chiedevano proprio i chicchi di grano bolliti e ripassati nel miele, e nelle campagne il dono era l'uva passa con i fichi secchi.

Le anime pezzentelle

A Napoli si chiamano anime pezzentelle le anime abbandonate e sconosciute, e il loro culto è legato al Cimitero delle Fontanelle, a Materdei.

Ai defunti si chiedono intercessioni spirituali, ma anche cose molto pratiche: i napoletani li invocano per motivi importanti e per motivi futili, e c'è chi chiede consiglio per giocare alla lotteria. I morti, del resto, possono comparire in sogno ai parenti e offrire i numeri da giocare al lotto.

Al cimitero

Il 31 ottobre, l'1 e il 2 novembre i cimiteri restano aperti e si va a portare fiori e lumini sulle tombe.

Il 2 novembre è ancora una giornata di visita massiccia: a Poggioreale si registrano i picchi di affluenza. Si portano fiori freschi, piante e luci votive, si puliscono le lapidi — e si va, come si dice a Napoli, a rendere la cortesia. I becchini, in dialetto, sono gli schiattamuorto.

La pizza nera di Tramonti

In Costiera Amalfitana il piatto del 2 novembre è la pizza nera di Tramonti.

C'è una ragione pratica dietro: il cimitero di Tramonti è lontano dalla maggior parte delle frazioni ed era raggiungibile solo a piedi, così le donne portavano la pizza con sé per mangiarla lungo il tragitto.

Il torrone dei morti

Il dolce che si regala il 2 novembre è il torrone dei morti: un guscio di cioccolato duro con l'interno morbido, e una forma che ricorda la bara del defunto.

Quello morbido si chiama muollo, i piccoli sono i morticelli. Le ossa i' muort sono invece torroni consistenti, fatti con mandorle tritate, zucchero e acqua, e sulle tavole compaiono anche le Rame di Napoli, che pure hanno origini siciliane, catanesi.

Per strada si compra il cuppetiello de la terra ammennole, una foglia con le mandorle caramellizzate, e non manca la melagrana, segno di rinascita. Il pranzo del 2 novembre comincia con la zuppa di soffritto e gli involtini di fegatini.

Domande frequenti

Che cosa si lascia sulla tavola per i morti in Campania

Un bicchiere di vino, dell'acqua, del pane e un pezzo di baccalà: la tavola resta imbandita tutta la notte fra l'1 e il 2 novembre.

Che cosa sono le cascettelle dei morti

Sono le scatole di latta o cartone che i bambini di Napoli facevano risuonare il 2 novembre per chiedere un soldino. Nei quartieri popolari avevano la forma di una bara e si chiamavano U tavutiello.

Chi sono le anime pezzentelle

Sono le anime abbandonate e sconosciute: il loro culto, a Napoli, è legato al Cimitero delle Fontanelle, a Materdei.

Che cos'è il torrone dei morti

È il dolce che si regala il 2 novembre: guscio di cioccolato duro, interno morbido e forma che ricorda la bara. Quello morbido si chiama muollo, i piccoli morticelli.

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