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I canti della Passione in Abruzzo: la Settimana Santa cantata porta a porta
In Abruzzo, nei primi giorni della Settimana Santa, gruppi di cantori e suonatori vanno di casa in casa a raccontare cantando la Passione. Si chiama canto di questua: alla fine dell'esecuzione la famiglia che ha aperto la porta offre cibi tradizionali e vino cotto.
Oggi la tradizione sopravvive in pochi luoghi.
Come funziona la questua
I gruppi entrano nelle contrade, nei borghi e nelle campagne e narrano la Passione di Gesù e la sofferenza di Maria, dal Calvario fino alla resurrezione.
L'esecuzione ha una struttura fissa: un solista canta i passi principali, un gruppo di coristi risponde nei ritornelli. I canti si eseguono monodicamente o in forma corale all'unisono, accompagnati da organetto e fisarmonica.
Al termine arriva la parte che dà il nome alla pratica: la casa offre cibi tradizionali e vino cotto. È il motivo per cui questo repertorio è classificato fra i canti di questua, momento indicato come fondamentale nel calendario popolare della vita contadina.
Li passijunire
Nel territorio di Cellino Attanasio, in provincia di Teramo, i gruppi hanno un nome proprio: li passijunire.
Sono squadre di giovani cantori e suonatori, e il numero varia parecchio — da un minimo di due a un massimo di venti persone. La tradizione è diffusa nelle vallate dei fiumi Piomba e Vomano, e il nome della manifestazione locale deriva dall'antico canto di questua della Settimana Santa.
Che cosa si canta
Il repertorio è riconoscibile per tipologie, e ogni canto ha una sua funzione.
- Lu giuviddì Sande — tipico del Teramano, si usa per l'ingresso in una casa ed è il canto iniziale. Il testo colloca l'azione nella sera del Giovedì Santo, quando il cielo si copre e le croci si ammantano.
- Lu rellogge della passijone — l'orologio della Passione, scandito per ore: alle cinque nell'orto, alle sei dal Padre eterno, fino alle ventiquattro, quando Gesù va al sepolcro. È fra i canti più adattabili agli strumenti diatonici come la fisarmonica.
- Lu sclame de la Madonna — i lamenti di Maria, il dolore della Madre per la morte del Figlio, con la formula «O fijie fijie me tu mi lasciate».
- La Passione di Criste — canto narrativo della campagna pennese, che segue gli ultimi giorni e le disavventure di Gesù.
Il canto della campagna pennese
A contrada Arci e a Collemaggio di Penne si cantava un testo che mostra bene come lavora questa poesia orale.
La luna scende per vedere Gesù camminare; San Pietro gli sta davanti; Maria piange il figlio perduto da trentatré giorni e viene invitata ad andare alla casa di Pilato per trovarlo. I farisei ascoltano e osservano, e la scena si chiude con la preparazione di aceto e fiele.
In un altro passaggio la ricerca di Gesù, vivo o morto, avviene lungo la strada del Calvario, in «parti oscure» senza sole né luna, e il rumore dei chiodi e dei martelli accompagna la crocifissione.
La rappresentazione con i personaggi
Accanto alla questua esiste una forma più simile a una sacra rappresentazione del Venerdì Santo, con figure che entrano una alla volta e hanno ciascuna il proprio canto.
Compaiono le Verginelle, San Michele, le tre Marie, le sette spade, la Maddalena, la Fede e la Veronica: le Verginelle cantano Stava Maria dolente, le tre Marie Dal pianto si strugge, le sette spade Vi invito stuol, la Maddalena Sola dolente andavo, la Fede Io son quel Dio, la Veronica Offre pia donna.
Il canto Sola dolente andavo fu raccolto a Villa Zaccheo nel 1964, insieme al canto della Passione di Gesù.
Chi le ha raccolte
Questi canti sono arrivati fin qui perché qualcuno li ha messi per iscritto.
Nell'Ottocento se ne occuparono Antonio De Nino, Gennaro Finamore e Antonio Casetti. Più avanti arrivarono i canti e tradizioni abruzzesi del tempo pasquale di Donatangelo Lupinetti, e la silloge curata da Luciano Troiano nella prima edizione del 1967. Carlo Di Silvestre ha dedicato ai canti di questua della Settimana Santa il quinto volume di una collana di etnomusicologia abruzzese.
Il materiale d'archivio mostra una cosa precisa: il testo poetico resta lo stesso, mentre le melodie cambiano. Sono state tramandate oralmente e ricostruite grazie alle donne più anziane.
La Passione più antica
Fra i testi abruzzesi ce n'è uno che viene da molto lontano: l'Officium quarti militis, rinvenuto nell'archivio della Cattedrale di Sulmona.
Prende nome dai quattro soldati romani posti a guardia del Sepolcro di Cristo. Accanto a questo, fra i canti sacri antichi della regione, figurano Scuramaje, Lu Sant'Andonie e Il pianto della Madonna.
Domande frequenti
Che cosa sono i canti della Passione abruzzesi?
Canti di questua della Settimana Santa: gruppi di cantori e suonatori vanno di casa in casa narrando la Passione, con un solista nei passi principali e i coristi nei ritornelli, e ricevono in cambio cibo e vino cotto.
Dove si praticano ancora?
Sopravvivono in pochi luoghi: le campagne di Cellino Attanasio e le vallate del Piomba e del Vomano, la campagna pennese, le contrade di Chieti.
Con quali strumenti si accompagnano?
Organetto e fisarmonica: uno dei canti più eseguiti, Lu rellogge della passijone, è considerato fra i più adatti agli strumenti diatonici.