Cosa si mangia a Pasquetta: la tavola della gita
Il pranzo di Pasquetta si porta fuori casa: nel cestino vanno torte salate e rustici, uova sode, insalate di pasta o di riso e gli avanzi del pranzo di Pasqua, mentre la carne si cuoce sul posto, alla griglia o sulla brace.
La gita ha un'origine religiosa: ricorda il viaggio dei discepoli verso Emmaus.
Perché a Pasquetta si mangia fuori
Il giorno si chiama Lunedì dell'Angelo, e la gita viene collegata all'episodio dei discepoli diretti a Emmaus: per ricordare quel viaggio si passa la giornata fuori porta, fra passeggiate in campagna, picnic e svago all'aria aperta.
Il pranzo di Pasquetta: che cosa va nel cestino
Il picnic comincia di norma con i rustici e le torte salate, che cambiano a seconda della regione di provenienza. Accanto a quelli, il cestino porta:
- panini e focacce con i ripieni più vari;
- insalate di pasta o di riso, arricchite con verdure di stagione;
- uova sode, diffuse soprattutto nel Sud;
- salame, mortadella e prosciutti, come antipasto o per accompagnare la carne;
- torta pasqualina, tortano e casatiello;
- gli avanzi del pranzo di Pasqua, comodamente trasportabili.
I piatti della tradizione di Pasquetta, del resto, sono gli stessi della domenica: cambia il posto in cui si mangiano.
La Galinea calabrese
In Calabria il Lunedì dell'Angelo ha un nome proprio: si chiama Galinea, cioè Galilea.
I cibi della Galinea sono quelli che si preparano sul posto — le grigliate di carne — insieme a quelli che si trasportano già pronti: frittate, anche di pasta, ricotta, pecorino e soppressata, e i cibi avanzati dal pranzo del giorno prima. Nel cestino calabrese entrano anche le cuzzupe, le pitte e i pani devozionali, i formaggi, la soppressata, la salsiccia e le uova sode.
La regina della Galinea è 'a pitta chjina: una pitta farcita con ricotta, soppressata e pecorino fresco, e con dentro anche le cotiche a pezzetti e le fettine di uova sode.
Il casatiello napoletano e la pasqualina genovese
Due torte rustiche regionali sono diventate il cibo da cestino di mezza Italia.
A Napoli il piatto della tradizione è il casatiello, una torta rustica ripiena di pancetta, salame, uova e provolone. Si porta a tavola il Sabato Santo, e si continua a mangiarlo nei giorni seguenti.
A Genova si prepara da secoli la torta pasqualina. Si mangia soprattutto nel Genovese, ma è stata esportata in molte altre parti d'Italia, anche perché si abbina bene alla carne.
La grigliata e i secondi
Il secondo di Pasquetta è, per tradizione, la grigliata di carne, e si consuma in grande quantità: è la forma più diffusa della giornata.
Chi non accende la brace ha alternative che si preparano in anticipo:
- spiedini al forno e frittate;
- diversi tipi di polpette, comode da fare il giorno prima — comprese quelle fatte riutilizzando l'agnello avanzato dal pranzo di Pasqua;
- plumcake salato, torta 7 vasetti salata, pizza chiena, sbriciolata di patate e torta salata speck e patate;
- falafel, per chi preferisce sapori diversi;
- vol au vent ripieni di sugo di pomodoro e mozzarella di bufala, mini quiche lorraine e madeleine salate;
- rotolini di pane con salmone, zucchine e stracchino, crostata di sfoglia con patate e pancetta, girasole di sfoglia con patate, salame e formaggio;
- torta di sfoglia a spirale con ricotta, spinaci e prosciutto;
- torta di verdure con cuori di carciofo e bruscandoli, insalatina novella con salame e uova, pan brioche alla salvia;
- panini e tramezzini con prosciutto cotto, edamer e insalata russa.
Due accorgimenti di trasporto: l'insalata anglosassone viene meglio se preparata il giorno prima e lasciata riposare in frigorifero, e la doppia frittata con zucchine e piselli si taglia a spicchi, come fosse una torta.
Le focaccine da picnic hanno una lievitazione lunga — circa tre ore a temperatura ambiente più dieci ore in frigorifero — e cuociono a 220 gradi per 12-13 minuti. Il panettoncino salato, fatto con uova, farina, lievito, latte, olio e confettura, cuoce venti minuti a 180 gradi.
I dolci, e il riuso di quelli di Pasqua
Il picnic si chiude con un dolce, e quasi sempre è un dolce che avanza dal giorno prima:
- la pastiera napoletana, che regge bene il trasporto;
- la colomba, che si può trasformare in torta di colomba o farcire;
- il cioccolato delle uova di Pasqua, riciclato in un dessert;
- una crostata, di frutta o di ricotta, oppure con crema di ricotta e fragole.
Che cosa mettere nel cestino oltre al cibo
Il cestino da picnic è il protagonista della giornata, e quello classico è di vimini intrecciato a mano. Dentro non dovrebbero mancare:
- un ampio canovaccio di lino, da stendere in terra come tovaglia;
- una coperta per sedersi;
- piatti in ceramica e posate;
- per la brace, utensili, vassoi e taglieri;
- buste per raccogliere i rifiuti.
Domande frequenti
Che cosa si mangia a Pasquetta?
Si mangiano torte salate e rustici — casatiello, torta pasqualina, tortano — uova sode, salumi, insalate di pasta o riso e gli avanzi del pranzo di Pasqua. Il secondo tradizionale è la grigliata di carne, cotta sul posto.
Perché a Pasquetta si fa la gita fuori porta?
La gita ricorda il viaggio dei discepoli verso Emmaus, una cittadina a pochi chilometri da Gerusalemme. Il giorno si chiama Lunedì dell'Angelo per l'incontro dell'Angelo con le donne giunte al sepolcro.
Che cos'è la Galinea?
È il nome calabrese del Lunedì dell'Angelo, e viene spiegato come «Galilea». Prevede grigliate preparate sul posto, frittate anche di pasta, ricotta, pecorino e soppressata, e come piatto principale la pitta chjina.
Che cosa mettere nel cestino di Pasquetta?
Oltre al cibo servono un canovaccio di lino da usare come tovaglia, una coperta per sedersi, piatti e posate, gli utensili per la brace e le buste per raccogliere i rifiuti.