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Il Borgo della Zampogna ad Acquafondata 2027 - Strumento arcaico fatto di legno, canna e pelle animale

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
4 gennaio 2026
Dove Piazza dei Caduti, Acquafondata

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 01/09/2026.

Il Borgo della Zampogna si tiene ad Acquafondata, in provincia di Frosinone, il paese più a sud del Lazio, al confine con il Molise, nelle giornate estive. È un festival dedicato al tradizionale strumento a fiato del mondo pastorale, e il paese che lo celebra ospita ancora oggi gli artigiani che costruiscono le zampogne. Fondato nel 1961 dal sindaco Giovanni Fusco come Sagra della Zampogna, oggi è il più importante Festival Internazionale della Zampogna del centro sud Italia.

Il borgo che porta il nome di uno strumento

Per lo storico e viscerale legame culturale che lo unisce al tradizionale strumento a fiato del mondo pastorale dell'Appennino centro-meridionale, il paese è stato definito «il borgo della zampogna», ed è celebrato a livello internazionale con quel nome. Qui la fabbricazione artigianale di questo antichissimo strumento a fiato è strettamente legata alla vocazione pastorale del paese e alla sapiente abilità dei suoi abitanti nella lavorazione del legno.

È la patria della zampogna, la cornamusa italiana, e la costruzione degli strumenti è un'attività tradizionale per la sua popolazione: una secolare tradizione di artigiani, costruttori e suonatori. Ancora oggi in paese lavorano artigiani che le realizzano, e uno spazio museale e documentario celebra annualmente la figura dello zampognaro.

Sagra della Zampogna, poi festival internazionale

Nel 1986 si raggiunse il clou dell'evento quando, divenuto internazionale, con il sindaco Antonio Di Meo si riuscì a portare ad Acquafondata oltre cinquecento zampognari nazionali e internazionali provenienti da sei nazioni estere. Poi il Festival non si è svolto per alcuni anni, riprendendo nel 1999.

Oggi, insieme a una rassegna di musica popolare, anima le giornate estive richiamando virtuosi, liutai e appassionati da ogni angolo del mondo. Si articola in due giornate ed è abbinato alla Sagra degli Gnocchi, uno dei piatti tipici della Ciociaria a base di patate.

Si apre con la Banda Musicale di Acquafondata, e la kermesse offre una rassegna di talenti provenienti dall'Italia e dall'Europa, valutata da una giuria di esperti. Zampognari solisti, in coppia e in gruppi si alternano con ospiti del mondo dello spettacolo, mentre il pubblico assiste in piazza. Durante la manifestazione viene consegnato il Premio «Cesare Perilli», dal nome del celebre musicista e costruttore di zampogne e ciaramelle dell'Italia centrale, che va ai musicisti che si sono distinti per la padronanza musicale e il virtuosismo.

Un monumento nella piazza principale

Appena si entra in paese, in piazza si nota un monumento dedicato agli zampognari. Il Monumento alla Zampogna è stato inaugurato il 6 gennaio 2011 in occasione dei cinquant'anni dal primo festival della zampogna, e lo ha realizzato lo scultore Dario Marconi con la ditta Alpi Elido di Modigliana (FC).

Quattro o cinque canne e un otre di pelle

La zampogna è un aerofono a sacco dotato di 4-5 canne che vengono inserite in un ceppo dove viene legato l'otre. Solo due canne sono strumento di canto, mentre le altre fanno da bordone e suonano una nota fissa. Le canne terminano con delle ance che possono essere singole o doppie, tradizionalmente realizzate in canna e recentemente anche in plastica.

La sacca di accumulo dell'aria, l'otre, è realizzata con una intera pelle di capra o di pecora, l'utricolo, oggi anche con altri materiali o con una camera d'aria di gomma; il suonatore vi immette aria attraverso un insufflatore, una cannetta o un soffietto. L'aria mette in vibrazione le ance innestate sulle due canne melodiche, quella destra per la melodia, quella sinistra per l'accompagnamento, e sui bordoni detti basso e scantillo.

Il nome deriva dal latino symphōnĭa. La sua funzione è quella di scandire i momenti salienti dell'anno agricolo, secondo l'arcaico calendario stagionale, e il repertorio è costituito da tarantelle, pastorali e accompagnamento al canto. Viene generalmente protetta dal malocchio con vari amuleti, quali nastri, fiocchi rossi e cornetti aventi un significato apotropaico.

La zampogna zoppa e le ance doppie del basso Lazio

Nell'antichità classica era ritenuta esito della trasformazione del flauto, o siringa, del dio Pan; in latino si chiamava «utriculus», e tra i suonatori dell'antichità si annovera l'imperatore romano Nerone. È probabile una sua discendenza dagli «auloi» greci. Dal Medioevo all'età moderna si diversificò in varie tipologie territoriali, tra cui la cornamusa scozzese e irlandese, la musetta francese e la piva.

Le zampogne del Basso Lazio orientale, del Molise — Scapoli, Castelnuovo al Volturno e San Polo Matese — e della Basilicata usano ance doppie. Il modello di questa parte d'Appennino è la zampogna zoppa molisana-laziale, diffusa fra Molise, Lazio e Abruzzo: ha diversi tagli scalari, due canne melodiche e due bordoni all'ottava intonati sul quinto grado della scala d'impianto, e può essere impiegata sia con funzione solista sia come accompagnamento armonico alla voce e alla ciaramella. Le ciaramelle di Amatrice, nel Lazio, sono aerofoni ad ancia doppia con unica canna di bordone, impiegati insieme alla zampogna con funzione melodica, con la precisa funzione rituale e spirituale delle novene natalizie; i repertori che le includevano erano numerosi e complessi, e oggi ne restano pochi.

Anche il modo di misurarle cambia: mentre nell'Italia meridionale l'unità di misura è il «palmo», nell'Italia centrale la misura, e quindi la tonalità, viene indicata, in modo alquanto insolito, con il numero, ad esempio 25, corrispondente alla lunghezza in centimetri del fuso della ciaramella corrispondente. Le zampogne e i loro repertori restano facilmente reperibili nel Lazio Meridionale, nell'area che si estende dalla dorsale appenninica pontina dei Monti Lepini, Ausoni e Aurunci fino alla Valle di Comino.

Legno al tornio e pelle conciata con sale

La costruzione avviene secondo metodi altamente artigianali, e ogni laboratorio ha le sue particolari misure che generano zampogne uniche. Il legno viene tagliato longitudinalmente in quattro parti della lunghezza desiderata e lavorato al tornio. Con una punta di trapano vengono applicati i fori cilindrici e i fori conici, mentre con gli alesatoi si creano i padiglioni interni delle campane.

L'otre è fatto in pelle di capra conciata con sale o solfato di rame, e il pelo corto deve rimanere all'interno; nel collo si inserisce la zampogna. Per legare alcune parti si usa spago inzuppato di cera d'api. Da qui escono gli strumenti che in estate tornano in piazza, quando il paese si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto.

Come arrivare alla festa

Raggiungere il Borgo della Zampogna ad Acquafondata richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Venafro, a 18 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Monteroduni, e il tragitto è di 23 chilometri per 31 minuti di guida.

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