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Festa dell'Oca a Morsano al Tagliamento 2027 - Morsan des Ocjis, il paese delle oche

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dall'8 al 24 agosto 2026
Dove area festeggiamenti del paese, Morsano al Tagliamento

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 20/09/2026.

La Festa dell'Oca si tiene ogni agosto a Morsano al Tagliamento, in provincia di Pordenone, in Friuli Venezia Giulia, ed è organizzata dalla Pro Loco Morsano. In tavola tutto è a base d'oca: affettati, crostini, gnocchi e pasticcio al ragù d'oca, oca in umido e arrosto. Si fa da oltre venticinque anni.

Ci sono paesi che una sagra se la sono inventata, e paesi che invece la portano nel nome. Morsano al Tagliamento è del secondo tipo: «Morsano è chiamata anche Morsan des Ocjis ovvero Morsano delle oche, pare in virtù del fatto che l'allevamento di quest'animale da cortile fosse molto comune nella zona».

Non è un ricordo d'archivio. Il comune è ancora oggi «sede di numerosi allevamenti e aziende agrituristiche che di questo animale hanno fatto la propria specialità», e c'è anche una battuta: le oche si concentravano qui in allevamenti diffusi, «sicché l'attuale Comune non ha perso il vizio».

Ad agosto, la festa dell'estate

Da oltre venticinque anni la Pro Loco la presenta come «l'evento imperdibile dell'estate».

Il principio della cucina è semplice: «qui tutto è a base di Oca». Nel menù ci sono gli affettati misti d'oca e i crostini al ragù d'oca, poi gli gnocchi e il pasticcio, sempre al ragù d'oca, e l'oca in umido e arrosto. Per chi l'oca non la vuole, restano «le grigliate per chi preferisce la carne tradizionale». Da bere ci sono i vini dell'enoteca e le birre artigianali, e a fianco un chiosco gestito dal gruppo giovani con cocktail, pizze e panini.

Le sere: orchestre, ballo e pesca di beneficenza

Ogni sera ci sono «band e DJ che vi faranno ballare sulle note degli anni '60, '70, '80 e '90, musica latina, orchestre dal vivo».

E poi ci sono la grande pesca di beneficenza e l'animazione per i bambini, come in ogni festa di paese.

Perché proprio l'oca: il «maiale dei poveri»

Che a Morsano si faccia festa intorno a questo animale non è un caso locale: è una storia regionale lunghissima. «In Friuli Venezia Giulia l'oca ha radici lontanissime, si ingrassavano pregiatissime oche indigene sin dal tempo dei Romani», e da allora l'oca è stata «con i suoi alti e bassi una costante dell'economia rurale e della tavola friulana».

Il momento in cui questo animale ha contato di più, però, è molto più vicino a noi: «fino agli anni Trenta le oche erano di casa, ogni aia, ogni famiglia ne aveva alcune: erano il "maiale dei poveri", meno costose da allevare ma molto redditizie, perché dell'oca si sfruttava tutto»: non un piatto raffinato, ma l'animale delle famiglie che non potevano permettersi il maiale.

E poi c'è novembre: la sagra di San Martino

A Morsano l'oca ha due appuntamenti, e sono due manifestazioni diverse. Quella d'agosto è la festa; poi, in occasione della festa patronale di San Martino, arriva la Sagra dell'Oca, che si svolge per tre fine settimana nel mese di novembre.

Lì il registro cambia. La piazza «si trasforma in un'arena gastronomica», si mangia sotto ampie tensostrutture, e il programma diventa «una sorta di maratona del gusto» dove accanto alla cucina locale compaiono le parentesi di cibo di strada e perfino piatti d'ispirazione internazionale come la paella, insieme a mercatini, spettacoli musicali e momenti di folklore.

Il piatto tipico di quei giorni è l'oca in salmì, e i ristoratori preparano «per ogni serata una ricetta diversa, come l'oca al sedano o l'oca rinascimentale con i fiori di zucca». Si comprano anche i salumi: «il salame d'oca e maiale e il salame giudeo, preparato secondo un particolare rituale». È una cucina che «si esalta tra le nebbie d'autunno della bassa Friulana».

Come arrivare alla festa

La Festa dell'Oca a Morsano al Tagliamento si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Cordovado - Sesto, a 4,6 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Sesto al Reghena, e il tragitto è di 13 chilometri per 16 minuti di guida.

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