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Malvasia in Porto a Muggia con la degustazione di vini e prodotti da forno
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: gazzettadelgusto.it, letta il 20/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.
Malvasia in Porto è il festival dedicato ai vini dei piccoli produttori, ai prodotti da forno artigianali e alle eccellenze gastronomiche del territorio, e si tiene fra luglio e agosto nel borgo marinaro di Porto San Rocco, a Muggia, in provincia di Trieste, in Friuli-Venezia Giulia. Nella piazzetta affacciata sul mare i vignaioli del Carso, del Breg, dell'Istria, del Collio, dei Brda sloveni e della Valle del Vipava presentano in degustazione ciascuno la propria versione della Malvasia istriana, accompagnata dai pani artigianali e dai cicchetti dei fornai del territorio. La manifestazione è nata nel 2019 per organizzazione del GAL Carso ed è promossa insieme al Comune di Muggia, all'Associazione Viticoltori del Carso e al LAS Istre.
Il borgo marinaro di Porto San Rocco
Il borgo marinaro di Porto San Rocco ospita Malvasia in Porto, e nella piazzetta affacciata sul mare si incontrano i vignaioli e gli artigiani del gusto che arrivano dal Carso, dal Breg, dall'Istria, dal Collio, dai Brda sloveni e dalla Valle del Vipava. Ognuno presenta in degustazione la propria versione della malvasia, e il pubblico può confrontare vini nati da territori, suoli e metodi di lavorazione differenti.
La manifestazione è nata nel 2019 per organizzazione del GAL Carso, con l'obiettivo di promuovere il settore enogastronomico e di far lavorare insieme vini e prodotti locali realizzati da piccole aziende, quelle che ancora si basano sul lavoro manuale in vigna e che in cucina trasformano materie prime rispettose dell'ambiente. L'evento è promosso e realizzato dal GAL Carso, dal Comune di Muggia, dall'Associazione Viticoltori del Carso e dal LAS Istre, con la collaborazione di PromoTurismoFvg. Il nome corre anche in sloveno, «Malvazije v pristanu», e la sede può essere Porto San Rocco a Muggia oppure Portopiccolo a Duino Aurisina.
La scelta del luogo non è casuale. Muggia è storicamente punto di incontro tra culture, dialetti e commerci, e il porto rappresenta anche simbolicamente un luogo di arrivi e partenze, di contaminazioni e intrecci.
Che cos'è la Malvasia istriana
Al centro di tutto c'è un vitigno solo. La Malvasia istriana è un vino bianco secco, non aromatico, a bacca bianca, versatile ed elegante, e nei territori dell'Alto Adriatico assume profili differenti a seconda dei suoli e dei metodi di vinificazione. Vinificata in bianco esprime profumi floreali, freschezza e finezza; attraverso la macerazione sviluppa note più profonde di frutta gialla matura, spezie ed erbe balsamiche.
Le differenze si sentono anche nell'età del vino. Nelle versioni più giovani la malvasia si esprime con profumi delicati e note di erbe aromatiche, mentre nei vini più strutturati o macerati emergono trame complesse, tannini sottili e una tipica chiusura amarognola. È un vitigno che regge molte forme: sta nei rifermentati in bottiglia come nel metodo classico, e dà bianchi longevi capaci di reggere anni in cantina. È uno dei tre vitigni autoctoni più importanti del territorio prossimo a Trieste.
Pietra, ferro e mani in vigna
Per capire quel vino conviene guardare la terra da cui viene. Il Carso, suddiviso tra Italia, Slovenia e Croazia, è un altopiano roccioso che poggia su suoli calcarei, ricchi di ferro e poveri di sostanza organica. Non a caso, in questi luoghi la viticoltura è ancora in buona parte artigianale: piccole parcelle, lavorazioni manuali, fermentazioni spontanee e una forte connessione tra uomo e pianta. In Istria slovena e croata la malvasia è diventata negli ultimi anni uno dei pilastri della viticoltura regionale, tanto che le fiere e i concorsi a essa dedicati si moltiplicano e coinvolgono produttori sempre più attenti alla sostenibilità e alla ricerca identitaria.
L'evento vuole dare spazio proprio a quei piccoli produttori indipendenti di Carso e Istria che basano la loro attività su processi tramandati di generazione in generazione: per questi agricoltori il lavoro con le mani in vigna è ancora fondamentale, e non la chimica o i trattori. Chi visita la manifestazione può scoprire i diversi metodi di lavorazione e conoscere da vicino le storie dei viticoltori: ogni calice è il punto di partenza di un dialogo diretto con chi quel vino lo ha pensato, coltivato e trasformato.
Pani, cicchetti e diritto di tappo
Accanto ai calici lavora il forno. Ad accompagnare i vini ci sono alcuni dei migliori produttori locali di pane artigianale, realizzato con lievito madre e farine sostenibili, e i pani vengono abbinati a ingredienti del territorio e di stagione, oltre che a specialità Slow Food, per creare cicchetti artigianali da gustare durante la serata. L'itinerario del gusto prosegue a tavola con i prodotti da forno e i cicchetti firmati da realtà del territorio come Silene AgriRistorante, Macino Fine Food, MAMM e Spacciopani con Mimì e Cocotte. Ci sono poi il banco degli oli d'oliva Tergeste DOP e il pane muggesano dello storico panificio Vivoda, e a completare l'esperienza laboratori sul pane artigianale e lezioni guidate condotte da esperti del settore.
Le bottiglie si possono acquistare direttamente dalle mani dei produttori, e chi vuole può consumarle subito. Con il «diritto di tappo» gli ospiti possono pasteggiare nei ristoranti aderenti consumando una bottiglia comprata al Mercato della Malvasia, mentre trattorie e ristoratori forniscono bicchieri e ghiaccio in cambio di una quota servizio che varia a seconda del locale. C'è anche una passeggiata, la Malvasia city walking, che porta tra le calli del centro storico a provare i menù del Menù diffuso abbinati alle malvasie del Carso e dell'Alto Adriatico: pesce del Golfo, salumi nostrani e formaggi carsolini, in una serata dove non mancano la musica e i piatti di pesce accostati alle diverse malvasie. Il calice si porta a casa come ricordo.
Un porto a una sola entrata
La malvasia è il più antico vino della nostra cultura, prodotto da migliaia di anni in tutto il Mediterraneo, e il suo nome deriva dal greco «monemvasia», che significa «porto ad una sola entrata». Le sue radici stanno anche nella cultura del commercio veneziano, e Muggia è uno di quegli antichi porti delle rotte veneziane: dopo le scogliere e la ruvidezza del primo incontro si accede all'intimità di bicchieri, tavole imbandite, viuzze e piazze, sorrisi e mani aperte.
È un vino che parla la lingua del mare e della pietra, ma anche quella della comunità, perché attorno alla malvasia da queste parti si costruisce relazione, memoria, trasmissione del sapere. Malvasia in Porto è una festa, ma è anche un atto di riconoscimento nei confronti di un vitigno antico e nobile, che ancora oggi continua a rinnovarsi e a unire.
Come arrivare alla festa
La festa a Muggia si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Trieste Centrale, a 14 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Muggia / Milje, e il tragitto è di 3,8 chilometri per 5 minuti di guida.
Nei paesi vicini
Chi si trova da queste parti trova anche queste.
- Mare e Vitovska a Duino Aurisina — giugno
- Nozze Carsiche (Kraška ohcet) a Monrupino — agosto
- Legiomania a Tergeste a Trieste — settembre