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Sagre ed Enogastronomia

Sagra del Casatiello a Sant'Arpino 2027 - La scampagnata degli Atellani rivive in Piazza Macrì

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 12 al 14 giugno 2026
Dove Piazza Macrì, Sant'arpino

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: atellanews.it, letta il 19/09/2026.

La Sagra del Casatiello si tiene in giugno a Sant'Arpino, in provincia di Caserta, in Piazza Ten. Giuseppe Macrì, per tre giornate a ingresso libero. Alcuni dei più importanti panificatori locali si riuniscono in piazza a preparare il casatiello, il rustico salato campano fatto con impasto di pane, formaggio, strutto, ciccioli e vari tipi di salumi, e intorno ci sono stand gastronomici, spettacoli folkloristici e musica dal vivo. La manifestazione è stata ideata alla fine degli anni Ottanta dalla Pro Loco di Sant'Arpino, che la organizza con il patrocinio del Comune.

Si mangiava fuori dal monastero, per la primavera

La sagra di oggi rifà una cosa che si faceva davanti a una chiesa, in aperta campagna.

Gli antichi atellani erano soliti riunirsi negli spazi antistanti il complesso monastico di San Francesco di Paola per celebrare l'arrivo della primavera e, successivamente, la Pasqua cristiana. Poi il posto cambiò: in tempi più recenti si riunivano nell'area attigua al Romitorio di San Canione.

Quel che facevano lì è il programma della festa di adesso: tra musiche popolari e balli coinvolgenti, consumavano il casatiello, rozzo rustico e prelibata pietanza della cucina rurale, sintesi di valori e costumi di un tempo semplice e genuino travolto dal moderno consumismo.

Da lì si dava il via a una festosa scampagnata.

Herbulata de Mayo

Il rustico ha un nome più antico di quello che si usa oggi, e un committente con la corona.

Nella Napoli degli Angioini nel 1300 chiamavano il Casatiello «Herbulata de Mayo» e il re Carlo d'Angiò faceva preparare questa pietanza per la festa di Maggio con tanto formaggio, uova, salame: era proprio l'attuale Casatiello!

Le origini risalgono addirittura all'epoca angioina.

Che cosa c'è dentro

Il casatiello è un rustico salato campano preparato con impasto di pane, formaggio, strutto, ciccioli e vari tipi di salumi.

Con i suoi ingredienti simbolici – uova, formaggi e salumi – rappresenta non soltanto una pietanza della tradizione, ma un vero e proprio racconto collettivo fatto di lavoro, convivialità e memoria.

È un piatto legato a una data del calendario: è un piatto tradizionale, spesso preparato per le festività pasquali, che rappresenta un simbolo della cucina popolare napoletana e salernitana. E chi lo prepara lo fa perché gli è stato insegnato: custode di un sapere tramandato di generazione in generazione, il casatiello continua a incarnare i valori di una civiltà contadina che ha contribuito a plasmare l'identità della Campania Felix.

Quattro quintali e quattrocento uova

Il «Casatiello da Guinness dei primati» ha raggiunto il peso di circa quattro quintali, con circa quattrocento uova e con un diametro di poco superiore ai tre metri.

I panificatori in piazza

Sulla scia dell'antica festa, ogni anno alcuni dei più importanti panificatori locali si riuniscono in Piazza Macrì per deliziare i presenti con il tradizionale casatiello.

Attorno c'è il resto: il tutto in un'atmosfera suggestiva allietata da spettacoli folkloristici e musica dal vivo, danze e tradizioni della cultura atellana. E c'è un percorso di gusto tra stand gastronomici dove poter assaggiare non solo il vero casatiello ma anche tante altre specialità locali, con un'area dedicata ai prodotti tipici e all'artigianato locale.

Non si paga niente per entrare: l'ingresso è libero: non è previsto alcun biglietto per accedere all'area dell'evento. Gli stand gastronomici sono aperti.

Nata alla fine degli anni Ottanta

La sagra non è antica quanto l'usanza che rievoca: ha una data di fondazione recente e un'autrice.

Ideata alla fine degli anni Ottanta dalla Pro Loco di Sant'Arpino, la manifestazione ha saputo recuperare e valorizzare questo patrimonio immateriale, trasformandolo in un evento di richiamo regionale e nazionale.

Oggi dietro la sagra c'è sempre la stessa associazione: organizzata dalla Pro Loco di Sant'Arpino, con il patrocinio del Comune, la manifestazione trasforma ancora una volta la storica Piazza Macrì in un luogo di incontro, memoria e condivisione, con la collaborazione delle associazioni del territorio. La piazza per esteso si chiama Piazza Ten. Giuseppe Macrì.

Il Decameron di Pasolini

Lo stesso Pier Paolo Pasolini, nel suo celebre Decameron, richiamò atmosfere e ritualità popolari che trovano significative consonanze con il patrimonio di usanze custodito dalla comunità santarpinese.

Non solo tavola

Nei tre giorni il paese apre anche qualcosa che con la cucina non c'entra.

La manifestazione include visite guidate al Palazzo Ducale, mostre artistiche ed esposizioni culturali.

In provincia di Caserta

La festa si tiene tutta in centro.

La Sagra del Casatiello si svolge nel centro di Sant'Arpino, dove le vie del paese si trasformano in un grande palcoscenico gastronomico e festaiolo, e il cuore è la centralissima Piazza Macrì a Sant'Arpino, in provincia di Caserta.

Come arrivare alla festa

Farsi avvolgere dalle atmosfere della Sagra del Casatiello, a Sant'Arpino, è alla portata di tutti. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Sant'Antimo-Sant'Arpino è a 1,2 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Frattaminore - Orta di Atella: da lì bastano 4 minuti di guida (3,2 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.

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