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Festival dell'Asparago Bianco a Zambana 2027 - I bauli di terra e i teli che tengono l'asparago bianco

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Periodo
prima settimana di aprile

Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.

Fonte: prolocozambana.com, letta il 20/09/2026.

Il Festival dell'Asparago Bianco si tiene a Zambana, nel comune di Terre d'Adige, in provincia di Trento, fra la fine di aprile e l'inizio di maggio. L'asparago di Zambana cresce al buio — dentro cumuli di terra chiamati «bauli», ricoperti da teli — e per questo resta bianco perlaceo; si raccoglie alle prime ore del mattino, a mano o con attrezzi tradizionali, senza l'ausilio di macchinari. La raccolta dura circa un mese e mezzo, da inizio aprile a metà maggio, e la festa nasce come Festa patronale dei Santi Filippo e Giacomo, patroni di Zambana.

Bauli di terra e teli neri

La tecnica è quella del rincalzamento del terreno, che protegge il germoglio dalla luce: l'asparago cresce al buio, sotto i cumuli, e resta completamente bianco. Anche l'ora della raccolta serve a questo. Si comincia alle prime ore del mattino, per evitare di esporre l'asparago ai raggi solari: chi lo coltiva raccoglie all'alba, o addirittura da notte fonda fino a metà mattina, così le proprietà organolettiche restano intatte.

Tutto si fa a mano. Raccolta, selezione e confezionamento si fanno senza l'ausilio di macchinari, con attrezzi tradizionali o al massimo utensili agricoli semplici. Il disciplinare permette soltanto sostanze chimiche naturali, e oltre ai concimi biologici consente solo un'aggiunta minima di concimi azotati; anche il diserbo va fatto a mano.

La stagione è corta: la raccolta dura circa un mese e mezzo, da inizio aprile a metà maggio. Il risultato è un ortaggio delicato, tenero e senza fibre, di colore bianco perlaceo e sapore dolce.

L'incontro fra Adige e Noce

Il posto conta quanto la tecnica. Gli asparagi si coltivano a Zambana, ai piedi della Paganella, dove il fiume Adige e il torrente Noce si incontrano: un terreno alluvionale, sabbioso e ricco di limo, e un microclima particolare, quello dell'ansa di Zambana Vecchia, modulato e mitigato dalla montagna.

Quel terreno non è sempre stato così. Nella seconda metà dell'Ottocento la bonifica rese fertile la zona: la piana era fatta di acquitrini, e da allora divenne adatta alla coltivazione. Gli asparagi di Zambana sono apprezzati fin dall'Ottocento, e si coltivano nei campi e lungo l'argine dei due fiumi almeno dalla metà del XIX secolo.

Zambana Vecchia è considerata la culla dell'asparagicoltura trentina, ed è il luogo dove è nata: per questo, dicono gli organizzatori, anche durante la festa si va lì. Oggi Zambana è frazione del Comune di Terre d'Adige, in provincia di Trento, fra le colline vitivinicole della Piana Rotaliana e le montagne del Trentino. In tutto il Trentino la produzione resta di nicchia: circa 40 ettari e 2.000 quintali complessivi, di cui la metà proprio nel territorio di Terre d'Adige.

Il marchio De.Co. e i dodici agricoltori

L'asparago bianco di Zambana ha una Denominazione Comunale, che assicura la provenienza del prodotto. Non è un marchio di qualità europeo come la DOP o la IGP: è un marchio collettivo con cui un comune attesta l'origine di un prodotto dal proprio territorio, nato per salvaguardare i prodotti agricoli e artigiani tradizionali.

Il meccanismo è preciso. Logo e disciplinare di produzione sono depositati presso il Comune e la Camera di Commercio di Trento; i coltivatori che aderiscono sono registrati con nomi, terreni e colture, e devono rispettare il disciplinare; nel 2008 è stata creata una commissione comunale con il compito di controllare che venga rispettato. I produttori aderenti hanno costituito un'associazione, a cui è affidata la gestione commerciale del marchio, e l'asparago si vende in apposite scatole che riportano il logo, in confezioni da 1 kg e da 2 kg.

A coltivarlo insieme è un gruppo di dodici agricoltori, che promuovono il prodotto e rispettano regole rigide per garantirne genuinità e provenienza. L'asparago ha ottenuto anche il riconoscimento di Asparago Trentino ed è entrato fra i Prodotti dell'Arca di Slow Food e nell'Atlante dei Prodotti Tradizionali del Trentino.

Quattro giorni e un mese di cartellone

La festa è nata come Festa patronale e dell'asparago, e per anni è stata quella: quattro giorni fra la fine di aprile e l'inizio di maggio. Poi il successo ha spinto la Pro Loco a trasformarla in un festival, che oggi coinvolge il territorio per un intero mese.

Il doppio filo resta. Il Festival intreccia la parte enogastronomica con la Festa Patronale dei SS. Filippo e Giacomo, patroni di Zambana, celebrati agli inizi di maggio, e anima il borgo lungo Corso Roma fra bancarelle, mostre e momenti di comunità; c'è anche l'apertura del mercato saltuario dei santi patroni, la benedizione e la consegna delle onorificenze.

A tenerlo in piedi sono oltre 250 volontari appartenenti a 18 associazioni — più di 200 in altre edizioni — coordinati dalla Pro Loco di Zambana, che si spendono a rotazione, insieme al Comune, all'Associazione Produttori dell'Asparago Bianco e alla Cassa Rurale Lavis-Valle di Cembra. Nel 2025 la manifestazione ha ottenuto la certificazione di Sagra di Qualità, il riconoscimento dell'UNPLI, l'Unione nazionale Pro Loco, per le eccellenze italiane in ambito di eventi Pro Loco.

Risotto, orzotto e carne salada

Nei giorni clou si cucinano oltre dieci quintali di asparagi, e i piatti sono quelli di casa: risotto e orzotto agli asparagi, asparagi con la salsa all'uovo o al gorgonzola, asparagi a scaglie sul carpaccio di carne salada, la classica ricetta con burro e parmigiano. Accanto ai tradizionali asparagi in salsa bolzanina e alla rostizada, è entrata anche la lasagna con l'asparago; i cuochi del posto li reinterpretano, e c'è la cena su prenotazione dedicata all'asparago dall'aperitivo al dolce.

Il resto lo fanno i campi. Si organizzano visite guidate ai campi di coltivazione con gli asparagicoltori, con l'esperienza di raccolta e la degustazione finale di risotto agli asparagi accompagnato da un calice di vino o da un succo di mela; e poi dimostrazioni di cucina e degustazioni per imparare a cucinarlo e ad abbinarlo ai vini locali. È l'esperienza che a Zambana chiamano «dalla terra alla tavola»: i visitatori imparano l'arte antica della raccolta.

Negli stessi giorni aprono il mercatino agricolo artigiano e la bancarella degli asparagi, con la libera vendita curata dall'Associazione Produttori.

Trofeo Asparago e Pompierilandia

Attorno alla tavola gira tutto il resto del paese. C'è la storica gara ciclistica del Trofeo Asparago, ci sono le attività sportive, la musica dal vivo, il mercatino bio-artigiano, le mostre fotografiche con percorsi formativi e le mostre di pittura, lo spazio ricreativo con la custodia di bambini e ragazzi, i laboratori per i più piccoli e la cena di gala.

La parte culturale ha un titolo che si ripete, la mostra «Asparago dalla A alla Z», con l'esposizione degli attrezzi di raccolta, e il convegno «L'asparago dalla A alla Z»; un'esposizione ha ripercorso la storia della coltura e la sua introduzione in Piana Rotaliana attraverso dati e immagini. Per i bambini c'è Pompierilandia, con giochi e percorso pompieristico per avvicinarli al mondo dei Vigili del Fuoco, e poi le manovre folkloristiche e tecniche.

Il senso, dicono a Zambana, è tutto lì: una comunità che sente quel germoglio parte della propria identità al punto di dedicargli un mese di feste.

Come arrivare alla festa

Farsi avvolgere dalle atmosfere della festa, a Zambana, è alla portata di tutti. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Lavis è a 1,4 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Lavis: da lì bastano 4 minuti di guida (2,1 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.

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