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Knödelfest a Imèr - La grande tavolata a cielo aperto con i canederli 2026
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: festadelcanederlo.it, letta il 20/09/2026.
La Knödelfest — Festa del Canederlo si tiene a Imèr, nella Valle di Primiero, in Trentino, il primo fine settimana di settembre. La via principale del paese viene chiusa al traffico e diventa una grande tavolata a cielo aperto, con oltre duecento tavoli e quindici stand gastronomici che servono più di venti varietà di canederli, salati e dolci. Nel weekend se ne distribuiscono più di ventimila, e la festa accoglie oltre ventimila persone.
Imèr, mille abitanti sotto le Pale di San Martino
Al cospetto del maestoso gruppo dolomitico delle Pale di San Martino si trova il piccolo borgo di Imèr, nella Valle di Primiero, poco più di mille abitanti, il primo paese che si incontra all'ingresso della valle. Lì, il primo fine settimana di settembre, si celebra uno dei prodotti tipici della tradizione culinaria trentina: il canederlo.
Sono due giornate, e l'ingresso alla festa è gratuito. Per l'occasione la via principale del paese viene chiusa al traffico e si trasforma in un vivace teatro di festa: il borgo diventa una grande tavolata a cielo aperto.
Centocinquanta canederli alla prima edizione
La Knödelfest nasce nel 2007 da un'idea di Hanna Marianna Wittmann e dei volontari del Gruppo Attività Ricreative Imèr, il G.A.R.I., associazione culturale senza scopo di lucro di cui «Hanni» è orgogliosa presidente, insieme a Silvano Angelani, allora assessore al turismo. L'intento era semplice: celebrare un piatto della tradizione trentina in un evento di comunità. Nata quasi per gioco nei primi anni Duemila, da semplice festa di paese si è presto trasformata in uno degli appuntamenti irrinunciabili dell'estate nella Valle di Primiero.
Alla prima edizione furono preparati 150 canederli; oggi la Knödelfest accoglie oltre ventimila persone in un weekend e ne distribuisce più di ventimila. Lungo la contrada si snodano oltre duecento tavoli, e i visitatori si accomodano per assaporare le creazioni dei quindici stand gastronomici.
Il cuore dell'evento sono i volontari: le persone, le associazioni e le famiglie che ogni anno dedicano tempo, energia e passione alla riuscita della festa. L'organizzazione è del Comitato Knödelfest.
Un piatto di recupero che scombina il pasto italiano
Il canederlo — in tedesco Knödel, che in tutto l'arco alpino di lingua tedesca indica proprio uno gnocco — è uno gnocco di pane il cui ingrediente base è il pane raffermo, unito a uova e latte per creare un impasto compatto e versatile. Nato come piatto di recupero, è uno degli emblemi della cucina contadina di montagna, tipico delle province di Bolzano e di Trento e più estesamente della Mitteleuropa; ed è sostenibile proprio perché nato per non buttare via niente.
Da lì ogni famiglia ha sviluppato la propria versione: con lo speck, con erbe di campo, formaggi stagionati, funghi o verdure di stagione. Si serve in brodo fumante, con burro spumeggiante profumato alla salvia, al formaggio, persino in versione dolce.
C'è anche una ragione per cui a lungo è stato guardato con sospetto nel resto d'Italia. Il canederlo è un primo piatto che non è solo tale: si mangia anche con l'insalata, accompagnato alla carne e addirittura come dolce, e così «scombina il canone tradizionale del pasto italico», dove la pastasciutta è la pastasciutta, il secondo è il secondo e il dessert è il dessert. Oggi quel pregiudizio è passato, e il canederlo vive un periodo di grande consenso.
Venti varietà, dallo speck al Fagiolo di Lamon
Alla Knödelfest se ne trovano oltre venti varietà, salate e dolci, proposte dai ristoratori locali con prodotti primierotti e trentini. Ci sono i classici canederli con lo speck, in brodo o asciutti, e quelli con le erbette e burro fuso; poi le versioni con zucca, formaggio, funghi, zucchine, ortica e zenzero, grano saraceno, curcuma, porri e persino con il Fagiolo di Lamon Igp.
C'è anche uno stand certificato AIC che offre canederli senza glutine, e ci sono le versioni vegetariane. Ogni stand propone anche un piatto alternativo al canederlo, sempre legato alla tradizione culinaria trentina e primierotta. E per finire in dolcezza ci sono i canederli dolci a base di albicocche, fragole, mele, mirtilli o cioccolato, e le classiche frittelle di mele trentine, serviti con vini, birre e grappe trentine.
Chi vuole imparare a farli in casa può partecipare agli show cooking per adulti e ai laboratori di cucina, curati dal G.A.R.I.; e anche i più piccoli mettono le mani in pasta, imparando a preparare i canederli dolci con i cuochi del posto.
Il fiocco del grembiule e Miss Canederlo
Alla festa c'è un abbigliamento d'obbligo, e viene da lontano: il lungo periodo di dominio tirolese e dell'impero austroungarico ha lasciato in questo fazzoletto di terra trentina l'usanza di indossare i lederhosen, i pantaloni di pelle o cuoio per gli uomini, e il dirndl, un vestito intero con grembiule per le donne.
Il dirndl, però, dice anche altro. Il punto in cui il grembiule è annodato racconta la situazione sentimentale di chi lo indossa: fiocco a destra, «guardare ma non toccare», la ragazza è già impegnata; fiocco a sinistra, via libera, è single; fiocco al centro, «passioni ed emozioni sono ancora da scoprire»; fiocco dietro, «cogli l'occasione» — sarà una ricca vedova ereditiera o una zelante cameriera.
Su quegli abiti si gioca il concorso più amato: il sabato sera si tiene l'elezione di Miss e Mister Canederlo, si sfila in abito tipico tirolese fra risate, applausi e fotografie, e la coppia vincitrice diventa il volto ufficiale dell'edizione successiva. Non manca la sfida dei boccali di birra, con le prove in piazza.
La sfilata, le carrozze e il record del 2017
Ad aprire la kermesse è la sfilata lungo la via principale, con i Gruppi Folkloristici di Mezzano, Castel Tesino e Val di Sole, il Corpo musicale Folkloristico di Primiero, la Banda Folkloristica di Telve, i Dolomiten Alpen Horn, la compagnia Schützen Primör, i Coscritti di Primiero, Fiera Carnival e Krampus Primör. Il Trentino è una terra dove la coralità e la musica hanno una grande tradizione, e durante la festa l'atmosfera è tenuta dalle band tirolesi, dalle fisarmoniche e dai balli popolari — con i maestri della scuola EM Danza per il ballo tirolese.
Il resto del programma tiene insieme cose diverse: i mercatini dell'artigianato locale, dove si trovano oggetti in legno, eleganti pizzi, minuziosi ricami e gioielli fatti a mano; i giochi, il truccabimbi e le bolle di sapone per i bambini; gli spettacoli teatrali e i concerti serali; le caricature disegnate dal vivo. E ci sono le passeggiate con un accompagnatore di media montagna, alla scoperta dei tesori di Imèr: dal ponte su funi del Rio San Pietro alla chiesetta di San Silvestro che domina la vallata, fino alla lanternata in notturna. Il sabato e la domenica carrozze trainate da cavalli collegano i parcheggi all'ingresso della festa.
Nel 2017 Imèr e la Knödelfest sono entrate nel Guinness World Record per il canederlo commestibile più grande del mondo: 77,150 chilogrammi, preparato secondo la ricetta tradizionale con ingredienti trentini a chilometro zero.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Imèr per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Feltre, a 31 chilometri da Imèr, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Tezze ha davanti un percorso di 36 chilometri, trentatré minuti di guida.
Altre feste in zona
A poca distanza, altre feste che vale la pena conoscere.
- Desmalgada a Valle del Chiese — settembre
- Festa dell'Uva a Giovo — settembre
- Festa della Transumanza a Pieve Tesino — settembre