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Sagre ed Enogastronomia

Porcino d'Oro ad Arzana 2026 e la gara culinaria tra i ristoranti

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Periodo
24–26 ottobre 2025
Dove Piazza Roma, Arzana

Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.

Fonte: porcinodoro.it, letta il 19/09/2026.

Il Porcino d'Oro si tiene ad Arzana, in provincia di Ogliastra, nel primo fine settimana di novembre. La sagra celebra il fungo porcino, che qui chiamano la patata del Gennargentu, con piatti tipici in otto punti ristoro e le cantine aperte al pubblico. Da oltre vent'anni assegna il Porcino d'Oro e il Porcino d'Argento ai ristoranti in gara, con la giuria presieduta dal maestro di cucina arzanese Sergio Mei.

La patata del Gennargentu

Ad Arzana il fungo porcino ha un soprannome che dice tutto del posto che occupa a tavola: qui lo chiamano anche la patata del Gennargentu. Non è un vezzo da depliant. È il modo in cui un paese di montagna nomina l'alimento che il suo bosco produce ogni autunno, e che altrove si compra a peso d'oro.

Il bosco, del resto, è fatto apposta. La parte più montuosa del territorio arzanese è occupata in buona parte da boschi di leccio e quercia da sughero, e sono proprio le sughere a favorire la nascita dei porcini. Il fungo è il simbolo del Gennargentu e della montagna sarda, e chi lo raccoglie qui lo chiama il re del sottobosco ogliastrino.

La sagra nasce da questo, e si tiene all'inizio di novembre in un centro montano di 2.500 abitanti. L'appuntamento cade nel primo fine settimana del mese; il programma si distende su due o tre giornate a seconda dell'anno, fra convegni, mostre, escursioni micologiche e spettacoli folkloristici. In autunno, nella stagione dei funghi, Arzana dà il meglio di sé. È una rassegna enogastronomica che da oltre vent'anni celebra il fungo porcino e le tradizioni dell'Ogliastra, e che richiama chef, studiosi e artisti del panorama sardo e nazionale.

Otto punti ristoro e le cantine aperte

Durante la sagra il paese si trasforma in un grande percorso del gusto, e la parola percorso va presa alla lettera: si cammina. Nel cuore di Arzana otto punti ristoro propongono piatti tipici come malloreddus al ragù di cinghiale, purpuzza, culurgiones e seadas, accompagnati da vino locale e musica popolare.

Accanto ai porcini, che arrivano in tavola come risotti, zuppe, carni, antipasti e dolci, si aprono le porte che di solito restano chiuse: le cantine arzanesi accolgono i visitatori per l'occasione, con la consueta ospitalità. In piazza Roma l'esposizione mette in fila i prodotti tipici — i salumi, i formaggi, i prosciutti arzanesi — e fa da fondale a tutto il resto.

Il resto sono le voci e i tamburi. Fra i gruppi folk, i tenores e le esibizioni degli sbandieratori, la piazza tiene insieme la parte gastronomica e quella popolare fino allo spettacolo che chiude la manifestazione.

Il premio che si assegna ai fornelli

Il punto di forza della rassegna, però, è una gara vera. In palio ci sono il Porcino d'Oro e il Porcino d'Argento, e a contenderseli sono i ristoranti invitati, che si sfidano in una gara culinaria ospitata nel ristorante La Pineta. La giuria assaggia e giudica i sapori e gli accostamenti dei vini ai piatti in concorso.

A presiederla c'è un arzanese che è tornato in paese dopo una carriera altrove: Sergio Mei, originario di Arzana, è uno dei più autorevoli maestri della cucina italiana ed è ambasciatore della cucina sarda. Attorno a lui siedono esperti delle due cucine che si confrontano, in un paragone dichiarato fra culture culinarie nel segno della biodiversità.

I riconoscimenti non finiscono con il primo posto. C'è la cerimonia di consegna dell'Oscar della Cucina Sarda; c'è il trofeo Gianni Mulas per il piatto più buono e il premio Piero Mancini per il miglior abbinamento al vino. E c'è il Trofeo Paolo Pillonca, istituito dalla Pro Loco Siccaderba, che non premia un piatto: va a due arzanesi illustri ancora in vita che abbiano brillato nel corso della loro carriera, tenendo alto il nome di questa comunità ogliastrina in Sardegna e nel mondo.

Micologi nei boschi e in mostra

C'è una parte della sagra che si fa lontano dalle piazze, di prima mattina. L'escursione micologica guidata porta i visitatori nei boschi arzanesi con il Gruppo Micologico Arzanese, e non è una passeggiata di cortesia: si va a vedere dove i funghi nascono davvero.

Quello che si raccoglie finisce poi sotto vetro. La Mostra Micologica espone le varietà di funghi che si trovano nel sottobosco del territorio arzanese, e insieme alle varietà distribuisce la cosa più utile che una sagra dei funghi possa dare: i consigli per riconoscere i funghi più buoni e distinguerli da quelli tossici o velenosi.

Attorno al fungo si è costruito un piccolo apparato di studio. Ci sono i dibattiti sul tema che attirano intenditori, curiosi e buongustai, e le conferenze affidate agli specialisti — come quella dedicata alla valorizzazione dei servizi che i boschi forniscono, funghi compresi, tenuta da un ricercatore dell'Accademia Italiana di Scienze Forestali.

Una regione ospite ogni anno

L'idea che ha reso la rassegna diversa dalle altre è il gemellaggio. Ogni anno il paese ospita una regione italiana diversa, e per undici anni consecutivi l'ha fatto senza saltarne una: i ristoranti in gara sono metà sardi e metà della regione invitata, e cambiando l'ospite cambia il termine di paragone.

Il confronto non è solo ai fornelli. Attorno ai tavoli si incontrano cori, gruppi folk e orchestre — il coro Su Nugoresu, il gruppo folk Abba Frida, le formazioni che arrivano con la delegazione ospite — e la parrocchia di Arzana ha stretto i suoi rapporti con i santuari e le comunità dei luoghi gemellati. Il legame più antico attraversa il mare: quello con Sartène, che porta ad Arzana il coro corsicano Amici di Sartène e una messa concelebrata dai parroci dei due paesi.

Dietro tutto questo c'è una macchina organizzativa che per un paese di 2.500 abitanti è imponente. La tiene in piedi la Pro Loco Siccaderba con il patrocinio del Comune, affiancata dalla Regione Sardegna, da FORESTAS, dall'Accademia Italiana della Cucina, dall'ASL 104 di Lanusei, dall'associazione Amici del Porcino d'Oro, dalla Protezione Civile Arzanese e dagli operatori locali. Nelle stesse giornate si inaugurano la Mostra del Costume di Arzana, il Museo della Tradizione Agricola Arzanese, le mostre pittoriche e la mostra storica curata dall'Istituto Comprensivo Grazia Deledda: la sagra del fungo è anche il momento in cui il paese apre le sue collezioni.

Come arrivare alla festa

Arrivare ad Arzana per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Elini-Ilbono, a 3,4 chilometri da Arzana, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Villanova Strisaili ha davanti un percorso di 14 chilometri, quattordici minuti di guida.

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