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Sagra del Carciofo a Samassi 2027 - Gli ovuli arrivati dalla Provenza e le casse chiuse col fil di ferro
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: sagradelcarciofosamassi.it, letta il 02/09/2026.
La Sagra del Carciofo si tiene a Samassi, nel Medio Campidano, in Sardegna, in marzo, e celebra il carciofo Violetto di Samassi. Per alcuni giorni le vie e i cortili del centro storico ospitano punti ristoro e cibo di strada a base di carciofo, degustazioni, laboratori, convegni e il percorso Domus e Lollas nelle case di terra cruda, insieme alla Marcialonga del Carciofo e alla Fiera Agroalimentare e dell'Artigianato del Medio Campidano. La sagra è nata nel 1986 ed è organizzata dal Comune e dalla Pro Loco di Samassi.
Un viaggio studio in Francia
«Già a partire dalla seconda metà degli anni 60 si è avuta una netta differenziazione rispetto agli altri territori, introducendo e coltivando il violetto di Provenza, specie inerme» — cioè senza spine — «ad opera di un gruppo di agricoltori locali con uno spiccato spirito imprenditoriale».
«L'introduzione è scaturita da un viaggio di lavoro nelle campagne della Francia meridionale, area in cui furono identificate diverse varietà inermi», e di quella scelta «furono recuperati gli ovuli, che sono stati moltiplicati e in seguito distribuiti agli altri colleghi». La varietà «destò subito forte interesse per via delle caratteristiche qualitative sia visive che organolettiche».
Prima di allora «la varietà coltivata per lo più era lo spinoso sardo, per il consumo quasi esclusivamente locale». Da allora «sono rimaste invariate le tecniche di coltivazione e le varietà originali, senza nessuna modificazione genetica». Il merito è degli agricoltori, che ogni anno hanno tenuto in vita la varietà «selezionando e propagando il materiale da riproduzione». Oggi «la varietà è ormai endemica» e «ha acquisito caratteristiche di adattamento al territorio di Samassi».
Le altre varietà e i due riconoscimenti
Alla coltivazione del carciofo violetto sardo si affiancano «altre sei varietà: Romanesco, Apollo, Life, Tema, Spinoso e Ares».
Il violetto ha ottenuto due riconoscimenti: «è inserito nell'elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT)» ed «è registrato nel Repertorio regionale dell'agrobiodiversità», risultati ottenuti «grazie al lavoro del Comune in collaborazione con le agenzie regionali Laore e Agris». Il primo gli è stato riconosciuto «grazie a una tradizione culinaria consolidata, testimoniata da ricette tipiche come il carciofo con agnello e Malvasia o quello con patate e zafferano»; il secondo vale sul campo, «garantendo agli agricoltori incentivi per la sua tutela e valorizzazione».
«Le foglie dalle sfumature viola racchiudono un gusto delicato e una consistenza tenera», ed è «ricco di fibre e antiossidanti».
Casse di legno e vagoni per Roma
Nei primi anni Ottanta e Novanta il confezionamento avveniva «nelle casse in legno», e le casse «una volta riempite venivano sigillate con un coperchio fissato col fil di ferro», «segno della preziosità del prodotto».
I carciofi si spedivano «tramite vagoni ferroviari che sostavano in un'area dedicata alla stazione di Samassi-Serrenti», e «le casse venivano inserite a mano, una alla volta, creando un incastro perfetto». «Terminate le operazioni di carico i vagoni merci effettuavano la tratta ferroviaria Samassi - Golfo Aranci, dove sarebbero state poi imbarcate nella nave diretta a Civitavecchia, per proseguire il viaggio in direzione Mercato ortofrutticolo generale di Roma».
«Oggi tutto questo è solo un ricordo del passato»: il trasporto «avviene su gomma, grazie ai camion refrigerati». I «rimorchi colmi di carciofi» un tempo «arrivavano nella propria casa», oggi «nei capannoni delle cooperative ortofrutticole». Questa storia è raccontata nel docufilm «Il Violetto di Samassi», che viene proiettato durante la sagra.
Le case di terra cruda
Nel percorso turistico-esperienziale «Domus e Lollas» le case del centro storico «aprono le loro porte per raccontare la storia e la cultura contadina», e si cammina «tra dimore storiche, cortili acciottolati e muri in làdiri» — la terra cruda che dà il nome alla tradizione costruttiva della zona. Gli ambienti sono «allestiti con oggetti e strumenti della vita rurale», e fra le case visitabili c'è «l'ex Casa Manca, dove si possono ammirare ambienti d'epoca e utensili della tradizione domestica». L'iniziativa è curata dall'Associazione Città della Terra Cruda.
Dentro si tengono «laboratori esperienziali e show cooking per imparare l'arte della preparazione del raviolo di Samassi, delle panadas, de sa costedda», e ancora sa pardula, la fregula e la pasta fresca sarda. Altrove si preparano gateau e marmellate, e si espongono i costumi sardi.
La Marcialonga e la zampettata
La Marcialonga del Carciofo è una «camminata libera non competitiva» — affiancata dalla Zampettata del Carciofo — con partenza dal Campo sportivo di Via Togliatti e, alla fine, «premiazioni ed estrazione numeri lotteria». La organizza l'Atletica Mariano Scano, e i partecipanti «arriveranno numerosi da tutta l'Isola».
La sagra «è nata nel 1986» ed è affiancata dalla «Fiera Agroalimentare e dell'Artigianato del Medio Campidano».
Per le vie, intanto, si esibiscono i gruppi folk del paese, il Sant'Isidoro e il Su Pottabi, con esibizioni itineranti nel centro storico.
Vicoli e davanzali decorati
Samassi è «un importante centro agricolo del Medio Campidano, situato a circa 40 chilometri da Cagliari e attraversato dal fiume Mannu». Nei giorni della sagra «il centro del paese si trasforma in un ristorante a cielo aperto», con circa 70 espositori che portano «una selezione di prodotti tipici sardi certificati», il Carciofo Street Food e gli abbinamenti «con birre artigianali e vini del territorio».
«Il carciofo non solo si gusta, ma si ammira grazie agli allestimenti vegetali che decorano vicoli, davanzali e vetrine, rendendo il paese un museo a cielo aperto».
Una parte del programma è per le scuole: un laboratorio «sul carciofo biodiverso Violetto di Samassi con degustazione guidata di pane e carciofo» per la secondaria di primo grado, curato dall'Agenzia Laore; il quaderno didattico MenSarda per la primaria; e per la scuola dell'infanzia «una merenda a base di carciofo». Per gli adulti ci sono i convegni, dalla «filiera del carciofo: la sfida dei nuovi mercati» ai temi dell'agro-biodiversità e dei distretti rurali.
La manifestazione «vanta il riconoscimento di "Sagra di Qualità" conferito dall'Unione Nazionale Pro Loco d'Italia», ed è organizzata dal Comune e dalla Pro Loco con una lunga lista di partner locali e regionali.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere della Sagra del Carciofo, a Samassi, è alla portata di tutti. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Samassi-Serrenti è a un chilometro dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Serrenti – Samassi: da lì bastano 6 minuti di guida (5,3 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Altre feste in zona
A poca distanza, altre feste che vale la pena conoscere.
- Sagra degli Agrumi a Muravera — marzo
- Sagra dei Ricci a Buggerru — marzo
- Sagra del tonno a Carloforte — giugno