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Rassegna dei vini novelli a Milis con degustazioni di Vernaccia e vini biologici 2026

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
dall'8 al 9 novembre 2026
Dove centro storico, Palazzo Boyl e l’Anfiteatro Boyl, Milis

Fonte: giornaledioristano.it, letta il 19/09/2026.

La Rassegna dei Vini di Sardegna si tiene a Milis, in provincia di Oristano, a novembre, per due giorni. Le cantine espongono e fanno degustare i vini novelli, i biologici e la Vernaccia di Oristano negli stand del centro storico, a Palazzo Boyl e nel suo anfiteatro, mentre Villa Pernis ospita i convegni, le lezioni guidate e le dimostrazioni ai fornelli. La manifestazione è nata nel 1988 da un'idea dei sommelier Ernesto Collu, Filippo Deidda e Beniamino Bagnolo, ed è promossa dalla Pro Loco con il Comune di Milis.

Tre sommelier e un vino appena arrivato

La rassegna di Milis nasce da un'intuizione di mestiere. Venne organizzata per la prima volta nel 1988, raccogliendo l'idea dei sommelier Ernesto Collu, Filippo Deidda e Beniamino Bagnolo, che avevano colto l'importanza di promuovere un prodotto allora innovativo: il vino novello.

All'epoca l'attenzione era rivolta al Vino Novello, appena comparso sulle tavole dei consumatori, e la manifestazione si è sempre distinta per la capacità di intercettare le tendenze del mercato.

Quello che è rimasto uguale, da allora, è chi ci va. Fin dalle prime edizioni la rassegna ha rappresentato un piacevole momento di incontro per un pubblico eterogeneo, composto da giovani, famiglie ed esperti del settore: un'occasione di festa, di socialità e di condivisione della cultura del vino. A promuoverla sono la Pro Loco e il Comune di Milis.

Quando i novelli si sono ridotti a cinque

Una rassegna nata su un vino solo ha dovuto fare i conti con quel vino. Negli anni la produzione dei novelli ha subìto delle battute d'arresto, e a vinificare questa tipologia sono rimaste soltanto cinque cantine.

La risposta è stata allargare, non chiudere. Per far fronte ai cambiamenti del mercato la Pro Loco ha progressivamente integrato la rassegna con altre realtà produttive, includendo le cantine che realizzano vini biologici e quelle specializzate nella rinomata Vernaccia di Oristano.

Oggi il confronto è a tre voci: i novelli che hanno fatto la storia della rassegna, i biologici che ne costituiscono la parte più numerosa, e la Vernaccia, che ha una sezione tutta sua. L'obiettivo dichiarato è creare una rete di connessioni fra produttori, sommelier, operatori turistici e cittadini.

Palazzo Boyl e l'anfiteatro Bagnolo

Il cuore della rassegna è il centro storico, con gli stand riservati alle cantine per le esposizioni e le degustazioni, e attorno si dispongono gli spazi che ospitano il resto.

Ognuno ha il suo compito. Palazzo Boyl e il suo anfiteatro — intitolato a Beniamino Bagnolo, uno dei tre fondatori — accolgono le esposizioni; Villa Pernis è la sede dei convegni, delle lezioni guidate e delle dimostrazioni ai fornelli curate dagli chef del territorio; Casa Bagnolo e la Sala Ovest ospitano la mostra dell'artigianato e la sezione dedicata alla Vernaccia; Piazza Martini è riservata alla mostra di moto d'epoca e alle proposte musicali e commerciali.

Ad accompagnare chi arriva ci sono i volontari della Pro Loco.

Vernaccia a Palazzo e Artigiani a Palazzo

Dentro la rassegna ci sono due appuntamenti che hanno un nome proprio e tornano ogni anno. «Vernaccia a Palazzo» si tiene nell'anfiteatro Bagnolo ed è dedicato alla produzione della Vernaccia, con protagoniste le cantine associate all'Ecomuseo della Vernaccia di Oristano.

L'altro non riguarda il vino. «Artigiani a Palazzo» occupa i locali di Palazzo Boyl in collaborazione con Confartigianato, e mette in mostra le produzioni tipiche dell'artigianato locale accanto alle esposizioni merceologiche e agroalimentari — fra cui gli agrumi di Milis, l'altra coltura per cui il paese è conosciuto.

Ci sono poi le presentazioni e le degustazioni guidate, curate dai sommelier dell'AIS, e i convegni specializzati che aprono la manifestazione.

Fra le chiese e il nuraghe

C'è una parte del programma che porta i visitatori fuori dai calici. Durante la manifestazione è possibile visitare le chiese paesane e il Nuraghe Cobulas, noto come «Cuccuru de is Zanas», testimonianza millenaria della storia locale.

Il resto si mangia e si ascolta per strada. Ci sono il cibo da assaporare camminando, gli intrattenimenti musicali, le dimostrazioni ai fornelli e le mostre, in un fine settimana che celebra il patrimonio vitivinicolo isolano fra degustazioni, incontri e artigianato.

Dietro c'è una rete di sostegni che tiene insieme il tutto: la Regione Sardegna con l'Assessorato al Turismo, Artigianato e Commercio, la Fondazione di Sardegna, il Comune di Milis, e poi Confartigianato, l'Unione Cuochi e l'Ecomuseo della Vernaccia.

Come arrivare alla festa

La Rassegna dei vini novelli a Milis si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Bauladu-Milis, a 7,4 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Bauladu – Milis, e il tragitto è di 4,6 chilometri per 5 minuti di guida.

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